Messaggio del Sindaco nell'Anniversario della Fine della II Guerra Mondiale - 25 aprile 2015

La grande festa del 25 aprile quest’anno festeggia il suo settantesimo compleanno. Verrebbe da dire che oggi, l’Italia riunita e riappacificata, compie gli anni e lo fa in un momento storico particolarmente complesso per tutti noi che ne siamo suoi figli.


Festeggiano oggi settant’anni gli uomini e le donne del 26 aprile 1945, quelli che dal giorno dopo iniziarono a ricostruire il nostro Paese dopo gli anni della guerra mondiale e della guerra fratricida. 


Festeggiano settant’anni tutti coloro che seppero aggregarsi, mettersi insieme, ripartire, ricominciare, per dare ai propri figli e a noi che oggi ne siamo i nipoti, un mondo più bello e più libero dove vivere, dove crescere, dove formare una famiglia e mettere al mondo dei bambini.

Festeggiano settant’anni oggi i cattolici e i comunisti che, nonostante due giudizi diversi sulla società, seppero regalare una Costituzione tra le più belle al mondo perché capaci, da ambedue le parti, di ricordarsi che ciò che contava era lo sguardo di tenerezza con cui guardare quegli uomini e quelle donne che tanto avevano sofferto e a cui serviva la speranza di un futuro migliore.


E festeggia settant’anni oggi anche la nostra Uboldo che ripartì da due figure imponenti per la nostra comunità: da una parte il Cavalier Tito Zaffaroni, nostro primo predecessore di buona memoria, e Don Livio Tamborini, sacerdote di cui quest’anno abbiamo appena ricordato i quarant’anni dalla sua scomparsa. 


Cosa resta oggi di quel 25 aprile?

Guardando in quanti siamo qui oggi, osservando attentamente come i figli di quella generazione si ricordino di tributare il giusto omaggio a questa giornata, verrebbe da pensare che è rimasto poco. 

Ma non è così che l’Italia potrà rialzarsi.

Occorre ritrovare quello spirito di unità, di fratellanza che fece ricostruire l’Italia e la nostra comunità. Usciamo dalla continua auto frustrazione, dai continui distinguo, e iniziamo ragionare come popolo unito che quando si mette insieme sa essere capace di cose eccezionali nell’industria, nell’artigianato, nel commercio, nelle infrastrutture, nell’arte, nella cultura, nello sport.

Mancano pochi giorni a Expo, la manifestazione mondiale più importante del 2015, che farà diventare capitale del mondo Milano per i prossimi sei mesi. Cerchiamo di vedere questa occasione come un’opportunità per poter mostrare al mondo quanto gli italiani siano un popolo eccezionale.


Il nostro pensiero, infine ma non da ultimo, va a tutte quelle persone che tutelano la nostra sicurezza, la nostra pace, il nostro vivere serenamente insieme. Penso a tutti coloro che indossano una divisa, uomini e donne che quotidianamente mettono la loro vita a nostro servizio. 

Il 25 aprile, settant’anni dopo, cessi definitivamente di essere solo una bandiera sbiadita da sventolare in maniera nostalgica ma diventi uno spirito vivo, entusiasta, concreto che ci fa vivere insieme felici e orgogliosi di essere innanzitutto italiani.

Solo così il sacrificio di allora avrà un senso compiuto e davvero questa giornata diventerà un bellissimo compleanno della nostra Patria finalmente riunito e riappacificato. 

Che Dio benedica sempre la nostra comunità.

Viva l’Italia!