Profughi (?!)

Ho atteso comunicazioni ufficiali prima di parlare per nulla, perchè sono abituato così e credo che a livello di metodo questa cosa in quasi dieci anni da Sindaco abbia solo prodotto risultati che tutti possono vedere. 

Credo che in un rapporto franco e schietto come l'ho sempre avuto con i miei cittadini sia giusto aggiornarvi circa le notizie che stanno uscendo in questi giorni su alcuni giornali locali.

A oggi, data in cui scrivo, NON SONO previsti arrivi di profughi sul territorio uboldese.

E' vero che c'è stata una gara promossa dallo Stato a cui hanno partecipato delle cooperative e la vincitrice di questo bando pubblico ha indicato, tra le altre possibilità, un luogo in Uboldo messo a disposizione da privati, che di pubblico non ha nulla. Questa cosa non è nè voluta, nè cercata, nè richiesta da chi amministra la nostra comunità. E' un dato di fatto. E' una gara. 

Se (e ripeto, SE) accadrà qualcosa nel prossimo futuro che richiederà l'impiego anche di questa struttura ci verrà comunicato e io non mi farò alcun problema a comunicarlo a voi. Questi sono i fatti. E se accadrà l'Amministrazione Comunale farà i suoi passi che oggi non mi sembra il caso di stare a enucleare.

Passo alle considerazioni.

In questi due giorni, da quando è uscito l'articolo su un giornale locale, ho letto e sentito di tutto. Sembra che dietro alla parola "profugo" ci siano dei marziani che arrivano da un'altra galassia, che hanno quattro teste, tre occhi, cinque mani e sette bocche. 

Invece non è così.

Sono pur sempre delle persone, normali, che tendenzialmente fuggono da zone di guerra o di persecuzione. Per lo più sono cristiani che scappano dove l'Islam e i suoi estremisti stanno massacrando senza pietà intere popolazioni solo perchè questa gente non si converte o non accetta di vivere soggiogata a regole che limitano, ledono e imprigionano la libertà dell'uomo.

Sono altresì certo che lo Stato fa sempre in modo di tutelare le comunità dove queste persone arrivano e vengono ospitate, ripeto, in strutture rese disponibili da privati e non da enti locali come il Comune. E per la mia esperienza di alcuni Comuni dove lavoro o dove ho colleghi che mi hanno raccontato, devo dire che è così. Certo, anche io ho un pensiero a riguardo e chi mi conosce un po' sa che non sono certo io il principe dell'intercultura, delle porte aperte o l'alfiere del perbenismo.

Se capiterà non mi farò certo problema a esprimere il mio pensiero a chi di dovere, soprattutto a livello di risorse che questo Comune non ha e non può mettere a disposizione. Ma non è argomento di oggi. 

Vorrei rammentare a tutti, però, che queste persone sono pur sempre esseri umani che sono scappati dalla loro terra per cercare di continuare a vivere. 

Non sono marziani. Non sono mostri a sette teste. 

Sono esseri umani e questo impone, e ribadisco il verbo, IMPONE a tutti uno sguardo comunque di compassione, di carità, di pietas cristiana verso tutte queste persone. Uomini, donne, bambini, anziani, neri, bianchi, gialli che siano. 

Il resto, in questo momento, sta a zero.

Lorenzo