Un popolo che aspetta. Voltati, Matteo.

Sento utile condividere questo articolo per una ampia riflessione.
Cerco di riassumere anche io qualche punto:
1) credo quel 40% che ha votato al referendum per il SI esista e non gliene freghi assolutamente nulla di Renzi o non Renzi o delle beghe del PD, ma stia semplicemente aspettando una proposta politica diversa da destra e sinistra. Una proposta politica per l'Italia, per il Paese, non per la conta delle poltrone. 

2) arrivati a questo punto direi che a ben guardare se un errore è imputabile a Renzi è quello di non aver fatto il Renzi fino in fondo. Forse occorreva essere meno timidi su tante questioni: dal Senato (levarlo del tutto) all'ISEE (vi ricordate Delrio?), dalla riforma del lavoro (politiche attive a nastro e passive in soffitta) al rapporto con quel mondo di sinistra che ha giocato apertamente contro il suo stesso leader fino al 4 dicembre. 
Eppure, tanto per citare un esempio, abbiamo avuto D'Alema premier, gli eminentissimi colonnelli della sinistra ai ministeri, Vendola in maggioranza, eppure la legge sulle Unioni Civili l'ha dovuta fare un cattolico medievale scout paolotto come Renzi. 
I casi della vita...

3) un problema che Renzi deve risolvere piuttosto sono i troppi "renzini" che ha attorno. Forza Italia e Berlusconi sono la rappresentazione plastica che un movimento che si appiattisce sugli "yesman" del leader non produce una classe dirigente capace di proseguire un disegno politico, bensì una corte di miracolati.

4) esiste un'Italia che ha voglia di cambiare e che non si riconosce nei populismi e nelle lotte astruse della sinistra che bloccano il paese. Se D'Alema e compagni vari non hanno compreso che la sfida di Renzi era quella di evolvere il messaggio della sinistra condannandolo invece a "un'apertura a destra", ci auguriamo tutti che la scissione avvenga.
Che avvenga la scissione, che stiano lì ancora a parlare dei "divitti dei lavovatovi" mentre noi Partita IVA siamo gli schiavi senza diritti, lasciamoli a crogiolarsi nelle loro minchiate senza senso, lasciamoli in mezzo al "Campo" del Pisapia e ricominciamo a parlare dell'Italia, dei veri problemi, e attuiamo le riforme che servono mettendo le palle sul tavolo davvero. 
Servono i CONTENUTI.

E' ora di fare.
E per fare non servono le seghe mentali di D'Alema o i rutti di Salvini contro gli immigrati. 
Serve non parlare in "palazzese", serve piantarla di fare i congressi, ma serve lavorare.
Serve capire che alla gente gli devi parlare e non devi dire sì a tutti per tenerli buoni, perchè se c'è una cosa che ho imparato con la politica è che accontentare tutti è impossibile semplicemente perchè devi GOVERNARE e se scegli di GOVERNARE devi fare delle SCELTE. 
E se qualcuno non capisce subito, amen, capirà. 

Se Renzi capisse che gli basterebbe voltarsi per trovare un popolo che lo segue, da lunedì l'Italia riparte davvero. 
E quel popolo si chiama "moderati". 
Lorenzo

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