Un contributo alla nostra Casa

Mi sembra bello annunciarvelo oggi che è la nostra festa patronale. La Giunta Comunale giovedì scorso ha deliberato l'istituzione di un capitolo di 50.000 euro che applica una parte dell'avanzo di amministrazione del bilancio consuntivo 2016 e che destineremo come contributo straordinario alla Parrocchia Santi Pietro e Paolo per il rifacimento del tetto della nostra Chiesa (costo totale 320.000 euro).
La scelta, che andrà ratificata dal Consiglio Comunale nella prossima seduta, sono certo che verrà accolta e approvata all'unanimità da parte di tutti i gruppi del Consiglio in quanto la nostra Chiesa è parte della nostra storia, dentro lì ci sono il sudore, le fatiche, le speranze di tanti uomini e donne che ci hanno preceduto. Senza dimenticare che a livello monumentale e artistico contiene dei veri e propri capolavori come gli affreschi del Bogani.

La Chiesa è la casa di tutti, a prescindere dal proprio credo o dal proprio orientamento religioso, a prescindere anche dai sacerdoti che passano e vanno, come i sindaci. Per una comunità come Uboldo è un punto di riferimento perché da lì sono passati tutti, bambini, adolescenti, adulti.
La Chiesa che vediamo oggi è Don Livio e i suoi 42 anni vissuti tra noi, una vita intera, con la ricostruzione del dopo guerra.
E' Don Luigi con i suoi 31 anni di pastorale, di gigini e gigette che ha battezzato, comunicato, sposato e battezzato un figlio conoscendoci tutti per nome.
E' Don Giancarlo e gli anni del primo grande importante intervento sul pavimento della Chiesa.
E' ora Don Armando, da due anni con noi e che piano piano si sta inserendo nella nostra storia, nella nostra comunità.
Quella Chiesa sono anche i nostri coadiutori, da Don Gianni, Don Alessandro e Don Silvio ieri a Don Angelo oggi, passando per Don Agostino, Don Rino, Don Paolo, Don Giorgio e il don che ha cresciuto molti dei ragazzi che oggi sono con me in quest'avventura, don Carlo. I coadiutori a cui tutti leghiamo forse gli anni più belli della nostra vita.
Ma quella Chiesa sono anche tanti uomini e donne che hanno cresciuto lì, dentro quelle mura, la loro scelta di vita, donandosi al mondo: da Don Italo, Don Franco e Don Olimpio fino ad arrivare a Don Vinicio, ultimo uboldese ordinato sacerdote. In mezzo tante persone, tanti uboldesi che nel mondo hanno sempre avuto nel cuore noi.

Come vedete, facendo scorrere solo quei nomi, tutti voi che avete letto un ricordo, un incontro, un abbraccio lo avrete almeno con una di queste persone.
Perché quella è davvero la Casa di tutti e tutti ne siamo in qualche modo legati.

Mi è sembrato bello dirvelo poco prima della Messa delle 21.00 che ci farà ritrovare anche i sacerdoti che da Uboldo sono partiti per il loro ministero o che a Uboldo hanno svolto il loro ministero. 

Insomma, lo vivo come Sindaco dicendolo chiaramente che non è questa una decisione di una parte politica, ma penso che sia proprio una scelta comunitaria, espressione di un paese che in quella Casa lì affonda le sue radici storiche, culturali, sociali. 
Tutti insieme, come comunità, decidiamo di fare questo gesto.
Perché solo insieme siamo comunità.

 

Evviva la nostra Uboldo!
Buona serata di festa a tutti! 
Lorenzo

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