Natale 2017

"Andarono dunque senza indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, che giaceva nella mangiatoia." (Lc 2, 16)

 

Cari tutti, arriva il Natale e utilizzo questo mezzo per arrivare a voi tutti, uboldesi e non, per portarvi i miei più cari auguri.

Quest'anno mi sono soffermato sulle parole di Luca, "andarono dunque senz'indugio", per tornare ancora una volta al ruolo determinante dei pastori che quella notte vegliavano, come tutte le notti, ma che vennero travolti da un inatteso e inaspettato annuncio.
E con fede e fiducia "andarono dunque senz'indugio".

In un tempo dentro al quale non sembra più esserci posto per il vero senso del Natale, questa frenesia dell'andare senza indugio, quella voglia di tornare ad adorare questo Bambino che cambia il mondo, mi auguro riesca almeno stanotte a pervaderci. 
Altrimenti è tutto uguale, è un momento che si alterna a un altro e a un altro ancora: oggi Natale, domani Carnevale, poi Pasqua e le vacanze, il tutto dentro a un ritmo serrato e asfittico che lascia poco spazio al senso ultimo delle cose che viviamo.

Invece no.
Questo Bambino viene davvero a cambiarci e a cambiare la storia dell'uomo, di ogni uomo. 
Anche la mia. La vostra.

Saranno giorni operosi anche i prossimi perchè mercoledì sera approveremo il bilancio di previsione 2018 e, ancora una volta, centreremo un obiettivo che fino a qualche anno fa era impensabile. Ma avremo tempo per parlarne fin da mercoledì.

Per oggi vi lascio con questo semplice pensiero di Natale.
Auguri a tutti quindi, in particolar modo a chi passerà Natale vicino a qualche caro in ospedale e ancor di più un abbraccio forte e intenso a chi andrà a festeggiare domani per la prima volta senza papà, mamma o un figlio.

Questo Bambino che viene stanotte viene per portare la pace e la gioia nei nostri cuori.

Ma soprattutto la carità che è la forma più alta dell'amore.

Buon Natale, di cuore, a tutti voi.
Un forte abbraccio.
Lorenzo