Elezioni 2018 - Accettare la sfida che la realtà ci lancia

"Accettare la sfida che la realtà ci lancia"

Vi ringrazio delle riflessioni condivise insieme in questo mese e cercherò con questo scritto di rispondere ai tanti commenti e messaggi privati che alla fine avevano sempre un tema: "quindi Lorenzo cosa si vota?"

Vi ringrazio di questo credito immeritato. 

Con molta semplicità e schiettezza cercherò di condividere con voi qualche pensiero che parte dalla frase che vi ho messo sopra e che mi ha guidato nella riflessione. Non è un post breve, quindi se non vi va di leggerlo fermatevi qui. 

 

1) innanzitutto occorre andare a votare. Sembra banale ma è giusto rimarcarlo. E non vi faccio il pippone della storia e blablabla. Bisogna votare perchè è l'unico strumento che abbiamo per dire la nostra, per incidere nella realtà, per non lasciare che altri decidano per noi. Quindi, andiamo a votare! 

 

2) le elezioni sono innanzitutto un giudizio su un determinato periodo di tempo dentro al quale si valuta e si giudica chi ha governato. Nulla di altro: simpatia, educazione, bellezza non sono requisiti necessari per la valutazione. Fatti. Risultati. Proposte. Punto.

 

3) Cerchiamo quindi di depurare il giudizio e sintetizziamo: gli assi del voto sostanzialmente sono due: il giudizio su chi ci ha governato a Roma e a Milano tra il 2013 e il 2018 e l'idea di Paese e Regione che ci vengono proposti dal 2018 al 2023. 

 

4) per la Regione i temi su cui si vota sono tre sostanzialmente: welfare e sanità (17 miliardi su 21 del bilancio regionale), infrastrutture, formazione e lavoro. Per tutto il resto c'è Roma. 

 

5) Per la Regione la domanda è una e una sola: dei tre temi di cui sopra cosa penso della Lombardia attuale? Sanità, welfare, infrastrutture, formazione e lavoro: funzionano o non funzionano?  Bon, fatevi la domanda e datevi lealmente una risposta. 

Io me la sono fatta e me la sono data: per me sì.

Il mio invito è quello di esprimere anche un voto di preferenza perchè è importante portare i nostri rappresentanti in Consiglio Regionale. Noi a Uboldo, per esempio, sappiamo quanto sia stato importante.

 

6) Veniamo ora a Roma. Ve la dico da sindaco che ha visto e vissuto in prima persona tra il 2009 e il 2011 il disastro che ci ha portati a un passo dal baratro economico. 

Io ricordo bene i bilanci di previsione approvati a fine anno, i dispacci del Ministero dell'Economia una volta a settimana per chiedere sempre più sacrifici agli italiani perchè non tornavano i numeri. Abbiamo fatto una guerra senza carriarmati e soldatini. Ma l'abbiamo fatta. Con Mario Monti. Partivamo da lì.

 

7) Da lì ho visto poi, dal 2013, un'Italia ripartire. Faticosamente, con tanta strada ancora da fare, ma è un Paese che è ripartito. Lo dicono gli indicatori economici, i numeri, le riforme concrete fatte. Enrico Letta ha dato il primo impulso e quindi poi è toccato a Renzi proseguire per tre anni in riforme vere che hanno e stanno cambiando il paese. L'ultimo anno di Gentiloni è stato quieto, è vero, ma la strada intrapresa è quella giusta.

 

Ora guardiamo avanti. 

Chi abbiamo in campo? Parliamo dei "grossi". 

 

8) C'è un Movimento, mollato dal suo fondatore, che è completamente analfabeta istituzionalmente e ha dimostrato, dove ha governato, di essere completamente incapace e di votarsi all'immobilismo in nome di principi anche nobili ma non esaustivi ed esaurienti ai fini del governo di un paese. Con "honestà honestà", tutta da dimostrare, non pagate la spesa all'Esselunga. 

 

9) C'è il centrodestra che titillando la pancia della gente propone però un programma unitario che sembra più quello buono per una telepromozione che per un governo del Paese. 

Meno tasse, tagli di qui, tagli di là, aumento pensioni minime, soldi alle casalinghe, rimpatri dei migranti, doppia moneta, flat tax. Va bene, ok, tutte cose belle, ma irrealizzabili. Cose che non sono vere a meno di non tornare rapidamente nella stessa situazione del 2011. E guardate che a me pesa un sacco dirvi queste cose, ma il centrodestra è stato incapace dal 1994 a oggi di rinnovare e rinnovarsi. 

In Italia serve un nuovo centrodestra, europeo ed europeista, moderato, capace di non farsi prevaricare dagli -ismi di qualsiasi genere e forma. Questa responsabilità è ascrivibile a chi ha guidato quest'area per quasi trent'anni e invece di circondarsi di persone solide e competenti ha preferito degli yesman o dei cortigiani. 

I risultati, alla fine, sono quelli che abbiamo sotto gli occhi: Salvini e la Meloni. 

 

10) C'è infine un partito che ha governato l'Italia in questi cinque anni. Anche il più feroce detrattore non può dire che la strada delle riforme non sia stata intrapresa. 

Esiste un programma che racconta cose fattibili, vere, concrete, reali. Difficili, forse, non spendibili e mirabolanti come la "pensione alle casalinghe", ma è un programma che ci racconta un'Italia che è quella di oggi e quella che si può costruire insieme. 

Poi c'è anche Renzi che vi sta sui coglioni, la Boschi e le banche, il referendum, e blablabla. Guardate, ve ne aggiungo una: visto da vicino, Renzi, vi assicuro che sono più bello io. 

Però lo dobbiamo giudicare come politico. 

A oggi mi pare che Renzi sia l'unico politico in Italia che ha un'idea chiara di quali siano le sfide che la realtà ci offre e la giusta dose di coraggio per affrontarle. 

Poi vi assicuro che tanto ci sarebbe da criticare e da ridire (cfr. Lombardia, diritti civili, PSE o PPE...) ma queste cose, magari, vediamole da lunedì.

 

"Accettare la sfida che la realtà ci lancia"

Con queste parole ho iniziato. 

Con queste parole concludo.

Come vedete non vi dico per chi votare o chi voto io. 

Spero, da uomo impegnato quotidianamente dentro a questo mondo ormai da tanti anni, di avervi dato qualche spunto affinchè il vostro voto parta da questa provocazione.

Votiamo pensando anche che uno dei più grandi problemi per chi ci governa, a volte, sono gli italiani stessi.

 

Guardiamo quello che era, che è e quello che sarà.

Votiamo con il cervello, non con la pancia.

"Accettare la sfida che la realtà ci lancia"

Io, personalmente, ho deciso di accettare la sfida.

Buon voto!

 

Lorenzo