Festa delle Generazioni 2018

Anche questa mattina abbiamo celebrato la vita con le famiglie che hanno avuto un figlio nel 2017 e i "ragazzi" del 1942 nella cornice della "Festa delle Generazioni".

Ho proposto tre pensierini.

 

1) grazie alle famiglie che hanno detto SI convintamente alla vita. E' un tema, questo, spesso spinoso perchè tocca ambiti di etica e morale che lambiscono le traiettorie più intime dell'uomo. 

Dire SI alla vita però significa dire di sì dal suo concepimento fino al suo naturale declino, significa guardare con occhi e respiro diverso il futuro. 

Dire SI alla vita significa dire SI anche all'amore perchè, fino a prova contraria, un bambino che viene al mondo è frutto di un amore. E quindi una comunità deve saper dire grazie, oggi, a queste famiglie.

 

2) associare questi bambini a una generazione che nel 2017 ha compiuto 75 anni significa dare a questi bambini e a queste famiglie radici solide, valori, tradizioni. Una comunità che non conosce il proprio passato, che non si mette in ascolto del suo passato non sa guardare e quindi costruire il proprio futuro.

 

3) e tutto questo, insieme, ci fa dire che il messaggio di questa celebrazione è unico e forte: sia le famiglie che hanno messo al mondo un figlio sia gli anziani non possono e non devono pensarsi isole dentro uno spazio, ma cittadini responsabili gli uni con gli altri dentro una comunità. Combattiamo l'individualismo tipico di questa nostra società e apriamoci alla reciprocità. 

E' l'unica strada per poter continuare a tendere insieme al bene comune che si costruisce insieme.

 

Infine due pensieri finali.

La Farmacia Comunale anche quest'anno offre 150 euro di bonus bebè a queste famiglie da spendere proprio in farmacia per i propri bambini. E' importante che questa voce arrivi a tutte le famiglie, quindi diffondiamo la notizia.

Infine, quest'anno il 25 luglio ricorrerà il 50esimo anniversario di una enciclica importantissima di Paolo VI quale fu l'Humanae Vitae. Riporto uno stralcio che per me, che faccio politica, è sempre stato fondamentale per pensare alle politiche per le famiglie.

 

«Ai governanti, che sono i principali responsabili del bene comune e tanto possono per la salvaguardia del costume orale, noi diciamo: non lascino che si degradi la moralità dei loro popoli; non accettino che si introducano in modo legale in quella cellula fondamentale dello stato, che è la famiglia, pratiche contrarie alla legge naturale e divina. Altra è la via mediante la quale i pubblici poteri possono e devono contribuire alla soluzione del problema demografico: è la via di una provvida politica familiare, di una saggia educazione dei popoli, rispettosa della legge morale e della libertà dei cittadini. [...]

Con il nostro predecessore Giovanni XXIII, ripetiamo: "Queste difficoltà non vanno superate facendo ricorso a metodi e a mezzi che sono indegni dell’uomo e che trovano la loro spiegazione soltanto in una concezione prettamente materialistica dell’uomo stesso e della sua vita. La vera soluzione si trova soltanto nello sviluppo economico e nel progresso sociale, che rispettano e promuovono i veri valori umani individuali e sociali"»

 

Namastè!

Lorenzo