Messaggio del Sindaco - 4 Novembre 2018

Proprio oggi, cento anni fa, si concludeva la Prima Guerra Mondiale. Una data storica per l’Italia tanto da essere presa come momento di commemorazione dei caduti di tutte le guerre e di omaggio alle nostre Forze Armate e all’Unità d’Italia.
Lasciamoci provocare da alcune parole per una riflessione da fare insieme.

Unità. In questo momento storico dove pare che la società abbia imboccato un sentiero pericoloso sull’onda della parola “populismo”, il 4 novembre viene a ricordarci come il secolo che abbiamo alle spalle abbia, tra popoli, generato conflitti. Conflitti che hanno generato lunghe guerre, tragedie, morti, caduti che oggi siamo qui appunto a commemorare.
La parola unità deve richiamarci alla coesione nazionale e transnazionale, dove l’Unità d’Italia viene rafforzata, non indebolita, dall’essere parte di una Comunità Europea che sicuramente ha l’esigenza di essere rinnovata e ritrovata dentro alle radici che l’hanno costituita, ma che rimane l’unico strumento che, fino ad oggi, ha garantito 70 anni di pace e ha fatto in modo che quasi tre generazioni di uomini e donne siano cresciute senza dover imbracciare un fucile.
Chi oggi vuole accaparrarsi la simpatia del “popolo”, chi si proclama tribuno o avvocato del popolo non sta unendo ma sta dividendo, avvelenando in maniera spericolata i pozzi della rappresentanza democratica e del vivere insieme. La data di oggi è qui a ricordarci che chi ha fatto leva sull’emotività popolare, chi si è proclamato tutore degli interessi del popolo è poi chi ha messo contro i popoli generando sempre, puntualmente, “inutili stragi”.

La seconda parola è Armate e la prendo in prestito dall’immagine che il Ministero della Difesa ha diffuso in questi giorni per la celebrazione di questa giornata. Andate a cercarla, è molto bella, soprattutto per lo slogan riportato: “Le nostre forze, armate di orgoglio e umanità.”
Oggi è la festa degli uomini e delle donne che ogni giorno mettono a disposizione la loro vita per il nostro Paese, la nostra Italia. Uboldo è molto fortunata ad avere sul proprio territorio i Carabinieri, la Guardia di Finanza, la Polizia Locale. Pensate a quante persone concorrono insieme per farci vivere in pace e sicurezza. Di questa ricchezza dobbiamo essere grati, sempre. Possono esistere persone indegne che hanno insozzato la divisa e il Paese con atteggiamenti deprecabili, ma essere grati significa ricordare che sono più gli uomini e le donne che nell’umiltà, nell’operosità, nel silenzio, ogni giorno svolgono con dedizione e passione un lavoro importante e fondamentale. E queste persone sono appunto “armate” solo di “orgoglio e umanità”.

Orgoglio e umanità, quindi.
Oggi è una festa di cuore, di orgoglio e di umanità.
E’ la festa di chi si commuove quando sente risuonare l’inno di Mameli e vede il tricolore sventolare.
E’ la festa dei nostri Alpini, della Protezione Civile, di tutte le persone che servono e onorano l’Italia e che hanno dato un pezzo di vita per questa bandiera, per questa nazione.
Permettetemi di dire che è anche la festa di tutti i sindaci, consiglieri comunali, dipendenti pubblici, che ogni giorno creano un vero e proprio miracolo: provare a dare ai cittadini scuole, ospedali, servizi aperti, operativi, a disposizione di tutti. Anche in questo caso ricordatevi che se esistono persone che sporcano col loro comportamento l’onore di servire il Paese con fenomeni tristi come la corruzione, esistono molti più sindaci, consiglieri e dipendenti pubblici onesti, appassionati, puliti, che ogni santo giorno sono al nostro servizio. Anche se non sono perfetti e tante sono le mancanze, provate qualche volta a rivolgere uno sguardo benevolente e di gratitudine anche verso queste persone che provano, con orgoglio e umanità, a servire questo nostro Paese.

 

Oggi è la Festa della nostra Italia.
Oggi è la Festa del nostro popolo unito, nella speranza che Dio possa sempre benedirlo.
Viva le Forze Armate!
Viva Uboldo!
Viva l’Italia!
Lorenzo

Scrivi commento

Commenti: 0