E IL TAVOLINO DOV'E' FINITO?

Un anno fa, come di questi giorni, fuori dal Cimitero stazionava un tavolino che raccoglieva firme per una improbabile petizione per la questione Cimitero. 
A quel tavolino venivano fermati anche i nostri parenti millantando la raccolta firme per una presunta antenna delle telecomunicazioni o, oltrepassando la soglia del ridicolo, fermando il concessionario del Cimitero chiedendogli di firmare una petizione contro se stesso.
Da quella petizione ne è poi discesa una simpatica seduta in Consiglio Comunale dove, persone che sui social si nascondono dietro singolari pseudonimi, si sono palesate in tutta la loro inutile presunzione di intelligenza. Era meglio stare dietro alla tastiera. Anche esteticamente, dico. Per non parlare di altre conseguenze "colorate" che hanno reso ragione di un 2 novembre anticipato a maggio in questo anno 2014. 
Oggi quello stesso tavolino non staziona nello stesso posto per raccogliere altre firme, questa volta magari chiedendo scusa delle cattiverie, delle bugie, delle menzogne montate ad arte contro altre persone. Non staziona anche perchè chi ha suonato la grancassa delle accuse ha trovato una soluzione che gli ha consentito di non avere più le "uova d'oro" accontentandosi di quelle d'argento. Comunque una soddisfazione.


Intendo ringraziare Enrico Chieregato che da assessore ha curato questo lungo processo dal 2010 e che oggi vede il risultato di tanti sforzi insieme anche a tutti i miei compagni di viaggio che hanno sostenuto il peso di una scelta sicuramente difficile ma necessaria. Grazie a Uboldo al Centro, ai miei assessori e consiglieri, alla squadra che non ha mai mollato un centimetro sapendo che anche davanti alle proteste più vibranti e offensive noi stavamo lavorando per il BENE DELLA NOSTRA GENTE e del NOSTRO POPOLO.

Mi corre l'obbligo di ringraziare anche Dario Iraga, responsabile area Lavori Pubblici, che ha lavorato tanto e a fondo per fare in modo che la burocrazia e i chili di carta diventassero opere.
Non posso esimermi in questo pensiero dal ringraziare anche chi in questo progetto ha creduto e ci ha investito soldi suoi: il concessionario, i progettisti, gli operai, i muratori che ieri sera, per chiudere l'opera in tempo, hanno lavorato ancora fino ben oltre l'orario di chiusura del Cimitero al buio. E se lo hanno fatto è perchè abbiamo avuto la fortuna di averli sul territorio, di condividere con loro "l'uboldesità", e per questo vogliono e intendono fare bella figura anche loro. Grazie Antonio, Giuseppe e tutti i vostri collaboratori.


Abbiamo fatto scuola: la nostra scelta oggi viene ricalcata da molti Comuni che chiamano qui anche per avere tutti i documenti. E' segno di un lavoro non solo fatto, ma fatto bene. E basta leggere la cronaca locale per rendersene conto. 
La miglior risposta di un'Amministrazione Comunale sono le opere, i risultati, i fatti che sono e restano sotto gli occhi di tutti. 
Saremo arroganti, saremo sprezzanti, saremo presuntuosi, ma davanti l'ennesimo risultato raggiunto mi piace dire che ancora una volta abbiamo avuto ragione noi.

Io, personalmente, non ho mai avuto un minuto di dubbio di non averla.
Lorenzo

leggi di più 2 Commenti

Parlando di SICUREZZA

Nel pomeriggio di oggi la NOSTRA Polizia Locale e i NOSTRI Carabinieri hanno arrestato un evaso dagli arresti domiciliari che si nascondeva nei NOSTRI boschi e che domani avrà il processo per direttissima.
Il fatto è accaduto in uno dei CONSUETI giri di pattugliamento che la NOSTRA Polizia Locale effettua tutti i giorni nei boschi.

Questo avviene in un periodo dove sto leggendo delle cose al limite della paranoia e del delirio psichiatrico sui social network da parte di cittadini uboldesi. 
Parlando di Sicurezza a Uboldo occorrerebbe prima parlare dei risultati ottenuti in questi anni: abbiamo messo il primo sistema di videosorveglianza del Saronnese, abbiamo mandato alla sbarra i vandali, abbiamo collaborato a tante indagini di Polizia Giudiziaria con altre Forze, abbiamo contestato e preso diversi colpevoli di reati urbanistici e ambientali, abbiamo sempre collaborato con le altre Forze dell'Ordine con la massima apertura e disponibilità, sapendo bene che chi si occupa di queste cose QUOTIDIANAMENTE rischia la SUA vita per gli altri. 
E per dirla come un mio amico "pagati poco, e male". 
Il lavoro sulla SICUREZZA è spesso lungo, tormentato, silenzioso.
Non andiamo sui giornali, non diciamo le cose che avvengono, non raccontiamo la fatica di un'indagine che spesso è lunga, faticosa, laboriosa. Sono mesi e mesi di osservazioni, chiacchierate, informazioni prese qua e là, confronti, piste seguite e poi mollate perchè inutili mentre altre sulle quali poi prosegui con le indagini.

So una cosa, però: che posso contare su uomini e donne eccezionali.
L'ho sempre saputo. Sia i nostri Agenti che i nostri Carabinieri. Tutti. Senza distinzione. So quanto impegno e dedizione profondono per questo lavoro difficile e complesso svolto in pochissime persone su un territorio vasto ed esteso come Saronno. 
Noi abbiamo 5 agenti Saronno ne ha più di 50. 
Questo dovrebbe far capire le proporzioni.
E nonostante i tagli, le difficoltà, le carenze di risorse e di materiali, i risultati arrivano per l'impegno e il sacrificio.

Negli ultimi giorni ho letto degli sproloqui da parte di persone che fanno i fenomeni dietro al PC ma che poi ben si guardano dall'aver mai collaborato una volta per fare qualcosa di concreto per far vivere i boschi. E dire che le loro idee sono state così ben considerate dai cittadini da non aver raggiunto nemmeno i voti per sedersi in Consiglio Comunale dopo aver ricevuto la grazia di un seggio l'altra volta per sostituire l'eletto. Forse perchè le loro idee rappresentano bene il valore della persona: nulla. E questo vale anche per i "commentatori" e le "opinioniste" che forse non sanno nemmeno di cosa parlano. Si sciacquino la bocca per bene prima di parlare o di scrivere la prossima volta.


Io vedo e sento ogni giorno il peso e la fatica che si fa a rappresentare questo Stato: vale per me, vale per loro, vale per tutti quelli che ogni mattina ci mettono la faccia, le mani, il cuore per questa Italia. 
Ma sento anche che questo impegno è la "forma di carità più alta" come diceva il prossimo beato Papa Paolo VI. 
E la caritas è la forma più alta dell'Amore. Ogni giorno, non dimenticatevelo mai, questa gente si mette a nostro servizio come gesto e atto di amore nei confronti dello Stato. E lo Stato, ricordatevelo sempre molto bene e insegnatelo bene ai vostri figli, siamo NOI.


Lorenzo

leggi di più

Elezioni Provinciali: riflessioni e considerazioni

Da oggi la Provincia di Varese ha un nuovo presidente: Nicola Gunnar Vincenzi, sindaco di Cantello, è risultato il più votato dagli amministratori varesotti.
Un Ente inutile, qualcuno dirà.

Beh, è l'Ente che ha in mano la partita dell'acqua, delle scuole di secondo grado, dei rifiuti, delle strade provinciali. 
Non proprio bazzecole.




Voglio solo fare due considerazioni: la prima sul sistema elettorale.
Sinceramente ho trovato molto interessante la prima sperimentazione di questa formula dell'elezione di "secondo livello", ovvero dove i rappresentanti scelti dai cittadini votano un rappresentante di un Ente Superiore. E' un sistema che offre la possibilità davvero che sia il territorio a eleggere uno che i voti, come gli altri, se li è cercati ed è andato a prenderseli, conoscendo anche la realtà. Visto anche su scala maggiore (Regione, Parlamento), potrebbe essere più che interessante perchè alla fine i vostri sindaci o consiglieri comunali rappresentano voi, non loro stessi. Cosa che le varie star o meno dei vari partiti, catapultati (o imposti...) dall'alto, senza meriti (o magari con che meriti!!!) nè voti nemmeno sanno cosa significhi. E' la democrazia della rappresentanza vera, se ben applicata.


La seconda considerazione è a livello squisitamente politico.
La Lega e Forza Italia dopo 21 anni perdono Varese. E questo è significativo. Significativo ancor di più perchè a farli perdere sono stati proprio gli Amministratori, e questo la dice lunga sull'incidenza e sulla presenza di queste due forze sul territorio. 
Credo che chi siano state determinanti in questa tornata proprio le liste civiche, quelle delle persone che, come noi qui, sono "gente tra la gente", che non rispondono necessariamente agli ordini di scuderia imposti dall'alto ma che attraverso una loro libertà premiano di volta in volta l'uomo. 
Questo è il bello e sarebbe stato il bello di una partita giocata sugli uomini, non sulla conta selvaggia o sul braccio di ferro per vedere chi ha più muscoli.
La distanza siderale di un certo gruppo politico dalla realtà, che ha già avuto i suoi risultati tremendi nei vari anni nelle varie città e nei vari paesi si è palesata in questa sconfitta. Gli esempi da fare sarebbero moltissimi, ma credo che basti guardare in casa per capirci o attorno a noi. 
La cosa buffa è che, per confermarci di essere in Italia, anche stavolta rimarrà tutto come prima perchè la vittoria ha molti padri, ma è la sconfitta davvero orfana. 
E oggi, tutti i papà, si sono dati malati. Ma ci vediamo a maggio, sarà un piacere. 
In bocca al lupo al nuovo presidente.

Lorenzo

leggi di più

AVVISO IMPORTANTE PER I PROFESSIONISTI

A seguito dell'approvazione definitiva del Regolamento per l'applicazione dei meccanismi di perequazione del PGT al fine di approfondire l'argomento è stato organizzato un incontro per tutti i tecnici che si terrà alle ore 11,00 di LUNEDI' 13 OTTOBRE presso la sala (adiacente la segreteria ) ubicata al primo piano del Municipio.

leggi di più 0 Commenti

Alunni o Fratelli?

"L'Europa non potrà farsi in una sola volta, né sarà costruita tutta insieme; essa sorgerà da realizzazioni concrete che creino anzitutto una solidarietà di fatto." 
Queste parole di Robert Schuman, uno dei padri fondatori della Comunità Europea, mi hanno profondamente interrogato in questi giorni. 
L'Europa che avevano in mente questi signori qui all'indomani del secondo conflitto mondiale, il più violento e sanguinoso della storia, non era sicuramente un'Europa fatta di numeri, formule e banche.


Non era sicuramente un'Europa che ti dice quanto latte devi produrre, di quale forma e di quanti centimetri devono essere le zucchine, non era sicuramente uno Stato fatto solo di regole e formule.
Era, nelle loro mente, un grande esempio di fratellanza e di solidarietà.
Era la dimostrazione che sì, nonostante tutto, la pace può essere preservata proprio da due paesi che fino a un secondo prima se le stavano dando di santa ragione.
Era la forza della ragione e delle radici cristiane, delle nostre radici cristiane, che riaccoglievano in un abbraccio il fratello che aveva seminato odio, terrore e orrore nei campi di concentramento e di sterminio. 
Era la dimostrazione che "omnia vincit amor", l'amore vince davvero su tutto. 
Ora io non so in questi giorni chi abbia ragione tra la Francia e la Germania. Non lo faccio per vigliaccheria o per "neo-democristianismo", non lo faccio semplicemente perchè io credo che gli accordi vadano rispettati, perchè credo fermamente che lo sforzo fatto dalla Germania nei primi anni 2000 e da molti altri paesi europei vada rispettato, come credo ancora più fermamente che quello che vogliono Hollande e Renzi rischi di essere un modo per lasciare ancora alla prossima generazione la soluzione dei problemi. Vivacchiare, come abbiamo sempre fatto.
Dall'altra parte però leggo la realtà.
E la realtà ci dice che LA GENTE NON CE LA FA PIU'.
Gli imprenditori sono tassati all'inverosimile, la gente lavora poco e male, i servizi sociali ogni giorno vedono il numero di richieste moltiplicarsi. 
La gente è stanca, demotivata, sfiduciata e vede la politica ormai solo come una cosa brutta, puzzolente, stantia, da cui tenersi a distanza.


Io voglio tornare all'origine. 
L'Unione Europea è stata concepita sulla base della solidarietà.
Se le regole non vanno più bene cambiamole, ma cambiamole avendo la forza di cambiare anche lo sguardo sulla realtà.
Abbiamo dimenticato, a mio modesto avviso, la base, le radici, i valori fondanti che hanno portato a unire l'Europa. E questo ci sta trascinando alla deriva. Non possiamo permettere che l'Europa sia concepita come un cumulo di regole, ma non possiamo nemmeno permetterci di continuare a "tirare a campare" che è sempre meglio che "tirare le cuoia" come diceva Andreotti. 
E' questa la vera partita. E' questo il vero nodo: cambiare lo sguardo sulla realtà. Altrimenti perderemo tutti. 
Non dobbiamo reclamare il fatto di "non essere trattati da studenti" perchè ci hanno detto di fare i compiti a casa (tra l'altro quando gli altri li hanno già fatti e bene), ma dobbiamo reclamare il fatto di essere fratelli.
Se ripartiamo da qui, dopo faremo anche i compiti.
Diversamente lo sforamento delle regole (che ci si è dati tra uomini e quindi sono modificabili, vivaddio!) sarà solo il prolungamento dell'agonia. 
E no, caro Renzi, non ne abbiamo proprio bisogno.

Lorenzo

leggi di più 1 Commenti

Articolo 18 e dintorni

Mi occupo di lavoro da un po' di anni. 

Ho avuto la fortuna di iniziare a lavorare in questo settore quando la crisi non c'era ancora e la disoccupazione era al 3%, cioè quella fisiologica che ricomprende chi non vuole lavorare o chi non è interessato a entrare nel mercato del lavoro.


Questa mattina, per esempio, ho fatto tre ore di coaching con dei ragazzi che da domani mattina cercheranno lavoro. E mi è venuta in mente l'assurda prova di forza messa in campo in questo momento sulle tutele ormai fuori tempo e fuori logica dell'articolo 18. Sentire che c'è ancora qualcuno che parla di Padrone (padrone, capite?) significa essere completamente fuori dal mondo e dalla realtà. Percepire ancora l'imprenditore come il male o come colui che "specula" dovrebbe farci rabbrividire. 

Da domani mattina quei ragazzi a cui ho parlato oggi cercheranno un posto di lavoro in un mercato che non li vuole perchè costano troppo, perchè assumerli significherebbe condannare il più delle volte l'azienda a un impegno semi-eterno e così via, perchè oggettivamente la scuola non li prepara a "saper fare qualcosa".

Questo accade a me, ai miei colleghi e a tutti coloro che si occupano del mio settore da almeno 6 anni a questa parte. 

I sindacati oggi dovrebbero dar risposta a queste persone che assistono impotenti a una discussione sulle tutele di alcuni mentre loro ne sono completamente esclusi e non toccati.


La discussione sull'articolo 18 oscura altri mali. 

Il "popolo delle Partite IVA" di cui nessuno parla mai e che non ha una che una tutela.

Gli imprenditori che sono strozzati da una imposizione fiscale, per dirla come mi ha detto un amico ieri, da "regime sovietico".

Gli stessi lavoratori, che vengono usati come marionette e pupazzi da chi li vuole portare in piazza in una giostra che ormai gioca al cannibalismo: io sto bene, degli altri chi se ne importa.

L'articolo 18 e la sua conseguente abolizione non è la panacea di tutti i mali, non smuoverà chissà cosa, ma è solo un primo piccolo passo in un settore che deve essere completamente riformato. 

La vera sfida comunque non è questa: la vera sfida è smettere di finanziare la disoccupazione e finanziare l'occupazione. Come fa la Germania, l'Inghilterra e altri paesi normali.

La vera sfida è cambiare il modello passando dalle Politiche Passive per il Lavoro alle Politiche Attive per il Lavoro. 

La vera sfida è dire che la "scolarizzazione forzata" è stata un errore perchè poi tocca a noi, tutor, coach, manager di questo settore distruggere troppo tardi i sogni di papà e mamme che non vedono altro che la laurea per il loro bambino o bambina. 

Torniamo a dire ai ragazzi che è dignitoso il lavoro manuale, che fare l'idraulico, l'elettricista, l'imbianchino, il panettiere, l'operaio è un lavoro con la L maiuscola perchè è questa gente, non i manager, che hanno fatto rialzare l'Italia nel dopo guerra.

L'anno scorso, tanto per citare l'esempio più eclatante che ho in mente, a un mio collega è accaduto che in un progetto fatto per "insegnare un lavoro" ai ragazzi una mamma (una mamma!) ha chiamato il mio collega che era il coordinatore di questo progetto per dirgli che suo figlio non poteva andare avanti a fare il pane perchè così "si limitava la sua vita sociale e perdeva gli amici". Eh già, il pane si fa di notte.

Se dicessimo queste cose dopo treminutitre avremmo in piazza anche i sindacati della scuola che dicono "non toccate la scuola", vero altro pozzo senza fondo di diritti e mai di doveri, miniera di costi e non di benefici.

Ecco perchè l'articolo 18 è solo il primo passo di un lungo, lunghissimo viaggio. 

Lorenzo

leggi di più 0 Commenti