Una delle più fortunate rubriche del blog viene riportata integralmente sul nuovo sito: Sarò Greve...(come Mourinho). Questa rubrica, nata un po' per gioco viste le considerazioni di tanti miei amici che a volte mi fanno notare la mia poca propensione alla diplomazia, si rifà al modo antipatico ma molto realista di Josè Mourinho. E devo dire che col tempo questa rubrica mi ha aiutato spesso a dire cose difficili ma senza timore di dirle. Un po' di finta antipatia mescolata però a tanta franchezza e sincerità, questi sono gli ingredienti del nostro Sarò Greve.

Sarò Greve (...come Mourinho)/21 - Pettegoli e pettegolezzi

Leggo i settimanali di oggi e voglio fare il mio consueto pensierino.

Due gli argomenti: Cimitero (ancora, che palle...) e il mio amico Andrea.

 

1. CIMITERO

Sono stanco che ai cittadini venga gettato "fumo negli occhi" e non venga detta la verità.

 

Leggo che la stampa è già al corrente del numero di persone che avrebbe firmato la petizione mentre qui in Comune nulla è ancora arrivato.

So però che alle persone anziane veniva detto che bisognava firmare "contro l'antenna delle telecomunicazioni" (argomentazione detta alla mamma di un mio assessore). E un uccellino mi ha raccontato anche chi raccoglieva le firme. Ne parleremo magari prossimamente...

 

Ho chiesto a un mio ufficio quanto avevamo incassato nel 2012 dai servizi cimiteriali dato che essi, come leggerete poi, sono ESCLUSIVAMENTE del Comune quando gestisce direttamente il Cimitero.

Mi è stato risposto: "Zero. Si arrangiava il privato."

PERCHE' si arrangiava il privato per dei servizi pubblici?

Questi SOLDI dove sono finiti?

Ma, soprattutto, questi soldi che mancano (e che quindi configurano una TRUFFA ai danni dello Stato) DOVE andavano a finire? 

 

Ho deciso quindi di chiedere ai dirigenti del nostro Comune di avviare un procedimento per capire chi sono stati i responsabili di questo "buco" fatto dal nostro Cimitero negli anni scorsi e, soprattutto, dove sono andati a finire questi soldi.

Al termine del post lascio un articolo trovato in questi giorni che dice chiaramente COSA DICE LA LEGGE riguardo a questo tema.

2. ANDREA

Sul mio amico Andrea.

Non mi sorprendo che escano pettegolezzi di questo tipo perchè è la fotografia della mediocrità della politica italiana e della nostra politica locale che essendo composta da gente che senza il simbolo del partito sarebbe nulla, si sorprende che qualcuno possa FARE qualcosa per gli altri SENZA INTERESSI.

 

La lotta alla leucemia come la Protezione Civile, la SOS come il Palio.

 

Vivendo solo di interessi questi tapini non capiscono che due persone (nella fattispecie io e Andrea) possono essere amici perchè semplicemente nella vita esiste qualcosa di così nobile come l'amicizia.

Questa gente non sa che io e lui ci conosciamo da 15 anni, da quando io ero un giovane dell'Oratorio e lui un ragazzo che giocava il giovedì sera con gli amici (qualche imbecille penserà che io nel 1998 organizzavo tornei di calcio perchè nel 2009 volevo fare il Sindaco...)

D'altronde non mi sorprendo: sempre qualche "presunto politico" pensò anche che l'Official Fan Club di Valentino Rossi di Tavullia venne pagato dal Comune per la Notte Gialla. In realtà l'Official non ha mai chiesto un soldo nè al Comune nè ad Andrea...

 

Dico solo una cosa: è un peccato che gente come Andrea non faccia politica perchè è proprio di quella gente che la politica ha bisogno.

Oggi abbiamo gente che ci governa che nemmeno sa di cosa parla ma che è messa lì da qualcuno. E questo a tutti i livelli.  

Condivido con lui una cosa: si fa molta più politica (cioè nel senso etimologico del termine: "relativo alla città") con le associazioni oggi che con quattro smandrappati dietro alla bandiera di un partito.

 

Invito i miei concittadini a fare un test: nei prossimi mesi tanti parleranno e si diranno "impegnati" e "interessati" al "bene del paese".

Chiudete gli occhi.

Pensate a quante volte avete visto nella vostra vita questi incapaci  fare qualcosa per gli altri o sporcarsi le mani.

Troverete da soli le risposte....

 

Eh già, che brutta bestia l'invidia. 

Lorenzo

IMPRESE FUNEBRI E LAVORI CIMITERIALI - per l'articolo completo clicca qui

Le disposizioni di legge vigenti [...] sanciscono inequivocabilmente la demanialità dei cimiteri.[...]

L’esecuzione di operazioni cimiteriali, pertanto spetta ESCLUSIVAMENTE al gestore del servizio cimiteriale. Trattandosi di servizio pubblico locale, questo può essere svolto in una delle forme consentite dall’articolo 113 del D.Lgs. 267/2000 (tra cui è previsto il project financing, nota di Lorenzo).

NON E' QUINDI MATERIA DI IMPRESA FUNEBRE, la quale normalmente oltre ad effettuare il trasporto funebre e la fornitura della bara, nonché di altri articoli funebri e di votivi, assume mandato dalla famiglia al fine di svolgere in nome e per conto della clientela le pratiche che altrimenti sarebbero incombenza dei congiunti del de cuius.

 

La presunta “pretesa” del Comune di imporre il proprio personale necroforo (o della ditta appaltatrice per la gestione del camposanto), a nostro avviso, almeno, TROVA IL PROPRIO FONDAMENTO anche in una consolidata giurisprudenza, ovvero nel comune orientamento dei tribunali italiani nel dirimere problemi di tale genere.

 

La suprema corte di Cassazione civile, con sentenza del 7 aprile 1999 n. 443 ha chiarito che Le attività inerenti ai servizi cimiteriali rientrano tra quelle di pertinenza della Pubblica Amministrazione e sono regolate da norme di diritto pubblico [...]

 

Per consuetudine (o…ABUSO???) o finanche per necessità, considerata la scarsa disponibilità del personale dipendente, spesso si consente ai parenti del defunto di provvedere alle operazioni cimiteriali evitando al contempo la riscossione delle relative tariffe.

Tale comportamento seppur di estrema attenzione nei confronti dei cittadini DOVREBBE QUANTO PRIMA ESSERE SUPERATO anche per evitare gravi responsabilità da parte del Comune o meglio del Sindaco, si pensi ad esempio alle conseguenze penali previste dal D.L.gs. n. 626/1994 e s.m. e i. in caso di incidente all’interno del cimitero.[...]

 

I lavori cimiteriali non attengono alle imprese funebri: Come giustamente valutato, l’impresa funebre di norma è semplicemente dotata di autorizzazione al commercio per articoli funerari (quella generica non alimentare) e di autorizzazione come agenzia d’affari ex art. 115 T.U.LL.P.S..

Qualora l’impresa fosse in possesso unicamente di dette autorizzazioni il Comune NON può ammetterla a fornire servizi che, per loro natura, configurano la necessità di IMPRESA DI SERVIZI EDILI. Pertanto solo nel caso che l’impresa di pompe funebri sia anche impresa edile (registrazione alla Camera di commercio e possesso delle previste autorizzazioni in tal caso) allora il Comune potrà legittimamente ammetterla a partecipare alla gara per l’affidamento della fornitura di servizi di che trattasi. In caso contrario si rischierebbe l’invalidazione della gara da parte di qualunque altro concorrente in possesso dei legittimi titoli.

È chiaro che è il Comune a dettare le regole di partecipazione alla gara, a nulla significando la richiesta da parte di qualunque altro soggetto.

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Sarò Greve (...come Mourinho)/20 - L'alba dei morti viventi

Puntuali come un orologio, a pochi mesi dalla tornata elettorale locale e quindi all'alba di una campagna elettorale, tornano a farsi vivi dopo anni di silenzio i vari politicanti nostrani.

I primi, in ordine di tempo, sono quelli del PD.

Rasi al suolo nel 2009, completamente assenti sul territorio dall'indomani delle elezioni, tuonano dai giornali frasi completamente senza senso.

Ringrazio l'assessore Chieregato di aver sbrigato lui la vicenda senza interpellarmi: non sarei stato generoso come lui.

E quindi questi fantasmi, che per quattro anni e mezzo tacciono, tornano come di consueto fingendo un interesse per il proprio paese quando invece l'unico interesse vero è per la cadrega. Ne è la conferma la completa assenza da qualsivoglia attività civica o sociale svolta in cinque anni.  

Questi fantasmi anonimi (perchè almeno avessero le palle di parlare con una faccia...), spariscono puntualmente il giorno dopo le elezioni per riapparire magicamente a 6 mesi dalle elezioni. 

E, cosa più grave, ogni volta che vogliono un po' di luce devono buttare fango sugli altri o parlare di altri.

Non hanno un'idea loro, una proposta loro, un pensiero loro.

No, devono parlare (male) degli altri per ottenere un po' di visibilità.

 

Mi sovviene quindi una mitica frase dell'ispiratore di questa rubrica: "Se questo Lo Monaco vuole essere conosciuto per parlare di me, mi deve pagare tanto. Io ho già degli sponsor che mi pagano per fare pubblicità. Non vengo pagato per fare pubblicità a Monaco."

 

Mi pagassero, almeno, darei tutto in beneficenza.

Che tristezza. Che mediocrità.

 

Lorenzo

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Sarò Greve (...come Mourinho)/19 - L'indignazione non da sinistra

Ecco. Per un giorno sono io indignato.

Di solito sono i moralizzatori e moralisti di sinistra ad esserlo.

Oggi lo sono io. Come lo ero già un po' di mesi fa (clicca qui)

Seguo con attenzione la vicenda ILVA.

Ho letto l'altro giorno la bellissima lettera di Caprotti (proprietario dell'Esselunga) al Corriere: 24 anni (VENTIQUATTRO ANNI!) per ottenere dei permessi.

Sto facendo il PGT e la produzione di carta su carta, di incontri su incontri, parole su parole, robe assolutamente inutili mi indigna.

Sono indignato.

Sono indignato per come ci stiamo facendo davvero male da soli.

L'unico che non ha capito questa cosa è Berlusconi. Non l'ha mai capita.

Se 20 anni fa, al primo avviso di garanzia, avesse chiuso l'allora Fininvest dicendo: "mi godo i soldi, i 20.000 dipendenti da domani sono a casa". Oggi avremmo un paese diverso. E degli italiani diversi.

Sono davvero senza parole.

Sono indignato anche con la politica, perchè la sfilata dei politici (e/o presunti tali) davanti ai cancelli dell'ILVA mi sembra qualcosa di indecoroso. Tanto, tra qualche giorno, saremo soli: noi sindaci, i disoccupati e i nostri servizi sociali.

Sono indignato perchè la politica in Italia da 20 anni non riesce a mettere mano alla magistratura, che blocca e soffoca il nostro paese.

Sono indignato perchè la politica non è in grado di cambiare la Costituzione per quattro scalmanati che fanno casino. Ma che vadano a lavorare e a studiare, dico io.

Sono indignato.

E me ne frego (proprio così, me-ne-frego) di quello che diranno i perbenisti pelosi di sinistra.

Lorenzo

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Sarò Greve (...come Mourinho)/18 - Fotografia di un fallimento

Leggo dalle pagine di settimanali e quotidiani che, per l'ennesima volta, dei miei colleghi esprimono opinioni su di me senza prima leggere, informarsi o documentarsi.

Se qualche tempo fa fu il mio collega di Saronno a fare un "brutto scivolone", la sorte oggi tocca al collega di Caronno Pertusella che è caduto nella trappola del "titolo sul giornale".

E' vero, martedì "La Prealpina" ha pubblicato un titolo che diceva: "Uboldo attacca Caronno" ma bastava fare la fatica di leggere (di leggere, dico, nemmeno sudare...) o l'articolo o il mio discorso pubblicato su questo stesso sito per capire che non avevo proprio attaccato nessuno.  

Sarò quindi greve (e breve) andando per punti:

a) io non ho attaccato Caronno, come si evince chiaramente dal mio scritto;

b) io ho detto semplicemente che "Non troppo lontano da Uboldo sentiamo parlare di testamento biologico, di legiferare e dare dei confini umani al “fine vita”: ecco, noi questa mattina siamo qui a dire che ogni Vita che nasce è Vita dal concepimento fino alla sua conclusione naturale."

Dove io abbia parlato di coppie di fatto o di adozioni gay lo sanno solo loro. Mi sembra di aver raccontato semplicemente dei fatti: due amministrazioni a noi contermine hanno deliberato sulla tematica del "fine vita".

Non è vero o non fa comodo ricordarlo? 

c) io faccio politica, non vendo salumi, non riparo macchine, non monto mobili. Faccio politica. E quindi cerco di sostenere le mie idee. Non "demonizzo" nessuno. Dire che io "manco di rispetto" a qualcuno semplicemente perchè ho espresso una mia opinione equivale a non sapere cosa è la politica. Ma di questo non mi stupisco. 

 

Addirittura uno scudiere del collega ha scomodato Voltaire con la solita, noiosa e ipocrita frase della "libertà di opinione".  

La mia sarebbe ideologia o demonizzazione?

Non è forse più ideologico occuparsi di "fine vita" in un Consiglio Comunale piuttosto di tutti i problemi che hanno oggi i nostri cittadini e le nostre comunità?

D'altronde non mi stupisco: davanti alla drammatica situazione economica italiana, Bersani è il genio che mette negli otto punti urgenti per l'Italia le leggi per i "matrimoni gay" e il "conflitto d'interessi".  

Sappiano i cittadini che pagano le tasse, che lavorano, che fanno fatica a tirare la fine del mese che queste sono le priorità di questi politici. Le priorità della sinistra italiana. 

La fotografia di un fallimento.

Lorenzo

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Sarò Greve (...come Mourinho)/17 - Un bel tacere...

Leggo questa mattina che un certo Gianni Lucchina, direttore di Confesercenti Varese, "tuona" contro la realizzazione "di un ennesimo centro commerciale nell'area ex-Lazzaroni". 

Mi toccherà esser greve.

Posto che non ho il piacere di conoscere questo signore (non che io senta la mancanza, per carità...) e posto che non so nemmeno chi sia, denoto che anche lui, come in precedenza un amministratore a noi contermine, ha qualche problema di lettura e comprensione del testo. Questo signore parla di qualcosa che non esiste.

In questo momento Uboldo e la sua Amministrazione stanno redigendo un PGT ed è nella libertà di questa Amministrazione fare le scelte che provengono da un mandato avuto dagli elettori.

Non esistono ad oggi dei progetti, non esiste nemmeno sulla carta l'ipotesi di un centro commerciale. Ma di cosa parla il sor Lucchina?

 

Il signor Lucchina "tuona" su qualcosa che non c'è.

Quindi parla per nulla.

In più anche in questo caso, come nel precedente con il Sindaco di Saronno, il Signor Lucchina si affida prima alla stampa che a un dialogo con questa Amministrazione. E' l'ansia da comunicato stampa che frega questa gente. 

Questo signor Lucchina io non so neanche che faccia abbia, non lo conosco e lui non conosce me quindi prima di parlare di me, della mia amministrazione e della mia comunità badi bene a ciò che dice.  O almeno abbia la decenza di leggere, informarsi, studiare. Poi parlare.

Mi dica il Signor Lucchina cosa prevede Saronno nelle sue aree dismesse...me lo dica, il Lucchina.

Perchè il Signor Lucchina non ha fatto la stessa cosa quando hanno aperto i vari centri commerciali attorno a noi? Quelli non hanno complicato la vita ai nostri esercenti? Dov'era il Signor Lucchina? Dormiva?

Venga il Signor Lucchina a vedere quanti TIR entrano al giorno in quella zona e quante poche persone lavorano dentro quell'area dismessa. Venga a vedere, prima di parlare.

Devo quindi liquidare il Signor Lucchina come fece il grande ispiratore di questa rubrica con un tale Lo Monaco: "conosco Monaco di Baviera, monaco di Tibet, Gran Premio di Monaco. Se qualcuno vuole farsi pubblicità parlando di me mi deve pagare."

Lorenzo

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Sarò Greve (...come Mourinho)/16 - Quanta ipocrisia...

L'ultima omelia dei nostri preti (mancati) dell'opposizione uboldese è sulle pubblicità delle sale slot sul giornalino comunale. Col carnevale alle porte, in effetti, il vestitino da prete (mancato) o suora (mancata) ci mancava sulla scena uboldese.

Poche semplici considerazioni che credo possano capire tutte le persone dotate di buonsenso:

a) il giornalino comunale è fatto a costo zero per il Comune da un'azienda che lo realizza con la pubblicità. Ergo: chi fa pubblicità va sul giornalino. A oggi in Italia la pubblicità delle sale da gioco non è vietata pertanto queste sono attività commerciali che fanno pubblicità e chi vive di pubblicità fa un po' quel che vuole. Sicuramente ne parleremo con l'azienda ma il Comune non può imporre nulla se non ciò che c'è a contratto;

b) non ci faremo fare la predica da questi moralizzatori: vadano a vedere chi ha avuto il coraggio di organizzare per primo un incontro pubblico su questo tema (la nostra Amministrazione l'anno scorso durante la Settimana della Famiglia).

c) dal 2009 la nostra Amministrazione, anche per arginare il problema dei soldi "bruciati" nelle macchinette, ha inserito il voucher al commercio per non dare più soldi alle persone ma buoni per fare la spesa in negozi convenzionati.

 

Ma al di là di tutti questi provvedimenti rimango convinto che tutto continui a giocarsi sulla libertà delle persone.

E' vero che una delle piaghe sociali in questo momento è il gioco d'azzardo ma dire che un problema è la pubblicità sul giornalino significa non avere il coraggio di dire la verità. 

Ci sono bar e locali che si arrendono (si arrendono!) a dover mettere le famigerate "macchinette" altrimenti tra la crisi e la pressione fiscale rischiano di fallire.

Dall'altra parte lo Stato con le lotterie istantanee riesce a recuperare un gettito che altrimenti convertirebbe in tasse. 

Infine, ma non da ultimo, il culto della vita bella, facile, piena di soldi e soprattutto senza far fatica sta veramente disintegrando le famiglie. Perchè padri e madri di famiglia alle "macchinette" io ce li vedo tutti i giorni, gente che si sputtana non lo stipendio ma la mobilità o la cassa integrazione ce ne sono.

E' inutile far finta di nulla.

Bisogna essere intransigenti, ma dentro un rapporto con le persone, stando vicino alle famiglie. Le mozioni come queste servono a pulirsi la coscienza, servono a mettersi sul pulpito con grande ipocrisia senza rendere opera un giudizio.

Per contrastare questi fenomeni serve lavorare in mezzo alla gente, altrimenti rimangono carta straccia. E' per quello che prima di firmare il "manifesto" sottoposto a tanti sindaci me lo guarderò ben bene e capirò se a queste belle parole ci sono anche fatti veri e reali. 

Serve partire dall'incontro con le persone, che costa tempo, fatica e sacrificio. E' quello che (mi permetto di dire) il mio amico Ercole e tutta la sua squadra tentano di fare da anni (e non solo dal 2009). E' quello che l'associazione La Freccia propone dal 2009.

Servono opere come reti di persone che aiutino queste famiglie in difficoltà perchè spesso la prima, vera, grande omertà si cela purtroppo nelle famiglie stesse che spesso e volentieri negano l'esistenza di questi problemi. 

Se facciamo mozioni piene di buone propositi senza una vera azione prevista dentro alla nostra società la politica rimarrà sempre dalla parte della cialtroneria e sarà sempre meno credibile. Scendete dal pulpito. La Messa è finita.

Lorenzo  

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Sarò Greve (...come Mourinho)/15 - Chi vuole ingannare i cittadini?

Come accaduto per lo svincolo, qualcuno vuole ancora ingannare i cittadini. La proposta questa volta è un confronto pubblico sul Poliambulatorio. E’ evidente l’imbarazzo suscitato da questa vicenda che lo vede protagonista per aver palesemente infranto le regole amministrative (insieme a Piazza, Zaffaroni e Bianchessi che hanno votato quella delibera) e di non aver rispettato “i principi della trasparenza, della non discriminazione, della parità di trattamento” come ampiamente riportato nel parere NEGATIVO della Responsabile del Servizio. 

 

Il consigliere Tavecchia dimentica di essere eletto come consigliere comunale e, pertanto, di avere già un ampio luogo di confronto che si chiama Consiglio Comunale, dimenticando pertanto i principi base della democrazia. Se vuole, faccia le domande e avrà le risposte. Se ne ha voglia, chiarisca la sua posizione in Consiglio Comunale.

 

Anche ieri sera, in Consiglio Comunale, l’imbarazzo totale del consigliere è emerso quando ha addirittura provato a mistificare la verità tentando una quanto mai sciagurata e improbabile arrampicata sui vetri. Il consigliere ha infatti provato ad affermare che il Poliambulatorio è affidato ai medici di Uboldo venendo immediatamente smentito. Il Poliambulatorio è assegnato dal 2007 alla GST, società cooperativa con sede a Legnano. Non ai medici. La GST paga un affitto al Comune e riassegna i locali ai medici a un canone, come recita la delibera, di 1.000 euro all’anno. A ognuno le sue considerazioni.

 

Ribadisco, per sincerità e onestà intellettuale, che la nostra Amministrazione non ha MAI detto che il Poliambulatorio sia stata una scelta strategica errata. Anzi, il Poliambulatorio è certamente utile nonostante gli Enti Locali non hanno alcuna competenza su questi temi. Su questo anche l’Assessore Galli (e c’è tanto di registrazione) ha affermato a più riprese in Consiglio Comunale che il Poliambulatorio offre un servizio di prima qualità e di eccellenza a tanti cittadini uboldesi.  

 

La nostra Amministrazione contesta il modo, palesemente errato, di assegnazione del Poliambulatorio. Per questo motivo, sempre nel Consiglio Comunale di ieri sera, ho comunicato che trasmetteremo alle sedi competenti tutto il faldone del Poliambulatorio, costato alle tasche di tutti i cittadini 165.000 euro. La nostra Amministrazione intende continuare a lavorare nella legalità amministrativa. Con il parere positivo dei Responsabili e rispettando le regole, cosa che evidentemente non è stata fatta con quella delibera.

 

Il Consigliere Tavecchia abbia il coraggio, insieme ai suoi compagni del CentroSinistra, di avvalersi degli strumenti che la legge già gli mette fra le mani: un’interrogazione in Consiglio Comunale, luogo dove sono rappresentati tutti i cittadini uboldesi oppure abbia il coraggio di chiedere all’Amministrazione un Consiglio Comunale aperto, dove anche i cittadini potranno intervenire garantendo anche la solenne e unica rappresentanza di tutta la comunità intera. Questa rappresentanza è solo ed esclusivamente deputata al Consiglio Comunale riunito. Non a incontri al bar o in altri luoghi. E questo un consigliere esperto come lui dovrebbe ben saperlo. 

 

Il Consigliere Tavecchia abbia il coraggio di ascoltare, di confrontarsi e di non scappare come invece fatto in occasione dell’interrogazione sullo svincolo dove, con molta probabilità, la paura di trovarsi di fronte alle proprie responsabilità lo ha fatto uscire dall’aula anzitempo.

 

Il Consigliere Tavecchia prenda quindi atto che lui stesso ha mancato al tanto invocato (da lui) “rigido rispetto delle regole”, a uno dei principi cardine (almeno così afferma lui) della sua azione politica e, con un vero atto politico da vera persona che fa quello che dice, prenda le decisioni conseguenti opportune se davvero si ritiene una persona coerente con i propri principi.

Lorenzo 

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Sarò Greve (...come Mourinho)/14 - I grandi assenti

Ho detto che l’avrei fatto e non posso tirarmi indietro. Ieri sera c’è stato il primo incontro pubblico, aperto a tutta la cittadinanza, per la redazione del futuro Piano di Governo del Territorio. E’ stato un incontro molto bello, assolutamente non fatto in “politichese” nè in “tecnichese”, guidato dall’Arch. Merola che sta redigendo la VAS. I temi erano i punti di forza e debolezza del nostro territorio e, devo dire con piacevole sorpresa, i nostri cittadini ci hanno dato delle risposte importanti.

 

Per esempio, il grande lavoro infrastrutturale svolto in questi anni anche di concerto con gli Enti superiori è stato visto come un punto di forza dai nostri cittadini e non un punto di debolezza. Questo conforta e ci conforta ancora di più sulla bontà del lavoro svolto e ci conferma, una volta in più, che la minoranza rumorosa è “un albero che cade piuttosto che una foresta che cresce” e pur sempre minoranza rimane. Minoranza che poi assume multiformi nomi(Comitato No a qualcosa, Associazione Viva l’Albero, Partito Civico…) ma son sempre i soliti che si fanno da soli l’applauso.

 

Quello che però mi ha sorpreso, ed è il motivo del mio essere greve, è l’assenza (soprattutto in questo periodo!) di alcune categorie che si dicono (…si dicono…o si credono…) rappresentative nel nostro paese. Quelli che quando parlano loro sembra che anche il Padreterno li debba ascoltare. Certo, è facile fare i fini pensatori politici o gli opinionisti su Facebook, lamentarsi che l’Amministrazione non fa abbastanza, scrivere ogni sorta di idiozia e falsità sui vari siti. E’ più difficile esserci, essere una presenza, confrontarsi. Anzi, proprio lo si evita. 

 

Quando poi arriveranno le conseguenze delle scelte del PGT sempre questi “grandi assenti” di questo percorso partecipativo scriveranno ai giornali, si incateneranno nelle piazze, porteranno gli avvocati dal sindaco, minacceranno di azioni legali, faranno appelli e sarà un gran affiggere manifesti con scritte porcherie su porcherie. Ma quando era il momento di parlare dov’erano?

 

Il PGT nelle sue linee politiche e di strategia è già stato delineato da questa Amministrazione che è stata delegata dai cittadini a intervenire sul PGT visto che la revisione era un punto del programma elettorale del 2009 e che 4 liste su 5 proponevano il rifacimento coinvolgendo quindi più il 60% degli elettori. Questi indirizzi sono già stati delineati con delibera di Giunta qualche mese fa che comprende anche il contributo dato dalle oltre 300 osservazioni pervenute in Comune. Rimaniamo convinti però che in certi aspetti operativi sarebbe anche bello avviare un confronto. Perchè si cresce. Al di là poi di rimanere su opinioni diverse, ma si cresce.

 

Vivere in una comunità e decidere di ricoprire determinati ruoli obbliga anche a una presa di coscienza sulla responsabilità sociale che si ha e sul valore civico di certi confronti. L’assenza oltre che a dire il menefreghismo ci dice anche il reale interesse per la propria comunità che poi si paleserà, nel maggio del 2014, in tante parole vuote per arrivare alla cadrega mentre per qualcun altro sarà la polemica corporativa su scelte che invece sono sempre state pubbliche.

 

Questo è l’interesse di questa gente per il loro paese. A ognuno le sue valutazioni.

Lorenzo

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Sarò Greve (...come Mourinho)/13 - L'Aquila, l'Ilva e dintorni

«Non è possibile fornire allo Stato una consulenza in termini sereni, professionali e disinteressati sotto questa folle pressione giudiziaria e mediatica». A dirlo è Luciano Maiani, Presidente della Grandi Rischi. Mentre tutto il mondo ci deride e prende le distanze da noi, l’Italia ancora una volta grazie ai suoi tribunali (e all’assurda grancassa mediatica) finice alla berlina. Da ultimo, appunto, la sentenza folle su L’Aquila che mette a serio rischio tutto il comparto Protezione Civile che può fare sì tanto ma non può prevedere qualcosa che solo Dio e la natura conoscono. Stiamo consegnando pericolosamente la nostra nazione in mano a banchieri e giudici buttando via, come ha detto giustamente l’amico Raffaele Cattaneo “il bambino della democrazia insieme all’acqua sporca della cattiva politica”.

 

Stessa cosa vale per l’Ilva: 20.000 famiglie a rischio. Chi mi legge è per la maggior parte di Uboldo: 20.000 famiglie vuol dire che domani mattina 5 (cinque) paesi come Uboldo non hanno più lavoro. E il problema non è l’Ilva in quanto tale, ma è tutto un comparto (quello dell’acciaio e di tutto ciò che ha a che fare con queste aziende) che rischia davvero di essere messo al tappeto.

 

Gli italiani hanno due problemi: il primo si chiama perbenismo peloso. Quando uno si mette in bocca la parola “ambiente” sembra di sentire l’Angelus: evviva, è tornato il Messia tra di noi. In nome dell’ambiente ormai tutto è lecito, soprattutto quello sbandierato. Ma nessuno si chiede (o dice) che se domani la Ilva chiude 20.000 famiglie non hanno più lavoro e che da qualche parte le fonderie andranno pur fatte. Stessa cosa dicasi per le discariche: ogni giorno sento di Comuni che hanno rivolte in ogni dove per non avere la discarica. Certo, nessuno (e nemmeno io) le vorrei sul mio territorio, ma d’altronde o mandiamo i rifiuti su Urano oppure da qualche parte le discariche andranno pur fatte. Perchè chi non le vuole sono quelle stesse famiglie che consumano tonnellate di rifiuti all’anno. Certo, non è politically correct dire queste cose, ma qualcuno dovrà pur dirle dato che non lo fanno più nemmeno i giornalisti.

 

Il secondo problema è appunto la stampa e la pressione mediatica. I giornalisti sono una casta (perchè non tolgono l’Ordine? Io che ho un blog da 4 anni con più di 700 articoli a mia firma oltre a un titolo di studio consono perchè non posso scrivere sui giornali?) che vive sulla pelle degli altri e che vive secondo uno e un solo principio: vendere. Non informare. Vendere. E l’informazione non vende. La polemica sì. E della tanto sbandierata etica chi se ne frega.  

 

L’impressione, visti anche i fatti successi in questi giorni anche a Uboldo, è che davvero questo Paese alla deriva trova ogni giorno il modo per farsi ancora più del male. Ci vorrebbe forse buonsenso o più semplicità nelle cose, servirebbe forse stimarsi di più. Oggi un commerciante mi diceva: “Se la prendono con te perchè te sei in prima linea.” E’ vero. A volte essere troppo generosi o troppo in prima linea non paga. La schiettezza e la sincerità andrebbero sempre condite con il politichese, così da dare risposte stucchevolmente melense al primo impatto che diventano grandi e brutte sorprese per i cittadini nel lungo periodo. Non è il mio stile, perdonatemi. Preferisco dire la verità, anche scomoda, ma la verità.

 

Pensieri grevi, direte. Sì, come gli argomenti. Auspicando che generino qualche riflessione in tutti.

Lorenzo

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Sarò Greve (...come Mourinho)/12 - Come Volevasi Dimostrare

Oggi alle 13 mi ero reso disponibile per un incontro con i 57 commercianti che hanno firmato la petizione riguardante i prossimi lavori della IV Novembre. L’incontro non ci sarà e non certo per mia volontà.Anzi…

 

Mi sembra di aver detto tutto e non commento ulteriormente.

Possiamo però trarre due conclusioni importanti da questa vicenda:

1) “fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce”: questo vale per chi lavora nel mondo dell’informazione.

2) le raccolte firme sono sempre il metodo peggiore per dialogare con le istituzioni le quali sono lì a servire il popolo e a cercare di trovare le soluzioni migliori salvaguardando, sempre, l’interesse generale. Per dialogare ci sono tanti metodi e mezzi. Poi alla fine un conto è se non si è avuto risposte (e non è questo il caso dato che tra mail e incontri si è ampiamente superato il limite della tolleranza) un conto è se invece non piacciono le risposte (e qui non si può proprio far nulla…)  

 

Non me ne vogliano gli amici commercianti, anche quelli che hanno firmato. Io assolutamente assicuro a tutti che non serbo nessun rancore, anzi! Con tutto il bene che fanno per Uboldo mi sarebbe davvero piaciuto poterli incontrare e comunque mi rendo disponibile fin d’ora a un incontro quando vorranno avere spiegazioni anche dei futuri lavori che cambieranno la nostra comunità. D’altronde io sono qui anche per questo.

 

Spero, con questa dimostrazione, di non dover più tornare sulla vicenda.

Lorenzo

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Sarò Greve (...come Mourinho)/11

Anche questa volta mi tocca essere greve. 

 

Terremoto. Sono col cuore vicino alle popolazioni colpite da questa tremenda e immane tragedia. Davanti a questi veri e grossi problemi mi sembra ridicolo leggere, sui giornali e sui social network, gente che invoca la sospensione della parata del 2 giugno o del Family Day che si terrà a Milano tra qualche giorno. Questo è il segno della vomitevole deriva populistica generata da quel popolo disinformato che si ”indigna”. Ma come si fa a non capire che 3 milioni di euro (se poi è quello) non è il costo che sostiene il Vaticano nei confronti dell’Italia? 3 milioni è la spesa generale (ormai per lo più sicuramente spesa) per tutta l’organizzazione. Faccio degli esempi: si pensi solo alle bottigliette dell’acqua (che saranno già in loco), agli allestimenti (che saranno quasi pronti), al materiale già preparato e già pagato, al personale pagato per garantire la sicurezza. Per capire queste cose non serve essere Einstein: basta aver organizzato un Palio o una 24ore. 

 

Oggi ho anche letto che viene inneggiato il governo del giugno 1976, quello che annullò la parata del 2 giugno per il contestuale terremoto del Friuli. Senza saperlo, la maggioranza di queste persone che “si indigna”, non sa che inneggia proprio a quel partito che loro vedono come il fumo di Satana: la Democrazia Cristiana. Ma lo sapevamo che prima o poi, alla fine, “si muore tutti democristiani”.

 

Infine il pietoso volantino diffuso dalla Corazzata Potemkin (fu Uboldo Civica, fu CSU, fu…). Quella non è un movimento politico, è una brutta copia di tanti originali ben riusciti. Il simbolo col colore arancione (notoriamente usato da Uboldo al Centro), e la parola “Civica” perchè Loro sono la Vera Lista Civica (con le maiuscole, come quando si parla di Gesù). Adesso copiano pure il metodo Berlusconi: ripetere all’infinito le cose per convincere le persone. Solo che loro scrivono falsità e bugie già ampiamente smascherate.

 

Il cimitero?

PrivatizzatoPrivatizzatoPrivatizzatoPrivatizzatoPrivatizzatoPrivatizzatoPrivatizzatoPrivatizzatoPrivatizzato. (E allora scrivano la stessa cosa della mensa dei bambini, del verde, dei rifiuti, della pubblicità…)

 

L’indennità? SelasonoalzataSelasonoalzataSelasonoalzataSelasonoalzataSelasonoalzataSelasonoalzataSelasonoalzata (quando abbiamo già diffusamente spiegato che non è così)

 

Lo svincolo?

ColpadiGuzzettiColpadiGuzzettiColpadiGuzzettiColpadiGuzzettiColpadiGuzzettiColpadiGuzzetti (e non come ampiamente spiegato in un Consiglio Comunale a causa delle loro scelte scellerate!)

 

Le tasse?

TuttacolpadiGuzzettiTuttacolpadiGuzzettiTuttacolpadiGuzzettiTuttacolpadiGuzzettiTuttacolpadiGuzzetti (Non loro che hanno manifestatamente ammesso all’ultimo Consiglio Comunale: “sì, quando abbiamo finito noi di amminstrare la tassa rifiuti non copriva 80.000 (ottantamila) euro del costo effettivo del servizio.”)

 

All’ultimo Consiglio Comunale nel delirio di fesserie che dobbiamo sorbirci ogni volta sono riusciti a dire che “questa Amministrazione estingue i mutui perchè ve lo suggeriamo noi!”. Loro! Avete capito? Quelli che i mutui li hanno fatti vengono a “suggerirci” a noi di estinguere i mutui!!!!!! E noi, secondo loro, ovviamente obbediamo. Ci vorrebbe Beppe Grillo e un suo V-Day per questi qua. Citerò l’ispiratore di questa rubrica: questa è “prostituzione intellettuale”.

 

Adesso si mettono pure a farci la predica sull’educazione. Peccato che i tapinelli si dimentichino che proprio una delle loro discepole, a poche ore dall’avvenuta elezione del nuovo sindaco nel 2009, lo insultava pubblicamente su un noto social network con un epiteto poco simpatico (nello specifico: “merda”). Solo la bontà d’animo del sottoscritto e le scuse chieste in lacrime dalla maleducata in questione (già maggiorenne…) si evitò una causa di risarcimento danni per un elenco di reati che non sto a specificare. Oltre che, ovviamente, per danno morale e di immagine. Ecco quindi chi sono questi pretini e queste suorine col ditino puntato. Ecco chi sono questi baronetti dell’educazione.

 

Si sono dimenticati però una cosa: il Sindaco in Consiglio Comunale ha anche detto una volta che questa Amministrazione “si fa un culo così per questa comunità”. Peccato se lo siano dimenticati. Anzi, non l’avranno capito perchè loro non se lo sono mai fatto e i risultati, infatti, parlano per loro. E disgraziatamente per Uboldo.

Lorenzo

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Sarò Greve (...come Mourinho)/10

Devo dire che all’inizio diedi molto credito a Monti e ai suoi amici. Nonostante qualche amico avesse idee diverse dalle mie. Nonostante la ferrea volontà di non accodarsi al “codazzo di benpensanti”, riconoscendo che l’impresa di Monti e la sua squadra non era semplice, ma che anzi avrebbe incontrato parecchi ostacoli sulla sua strada. Ostacoli che però sarebbero stati superati sapendo che era tutto fatto per il bene dell’Italia. Ed è quello che scrivevo nel secondo articolo, sapendo che quella maggioranza quasi bulgara in Parlamento accreditava sì Monti agli occhi degli italiani, ma contemporaneamente diceva alla politica stessa che essa non era stata in grado di far fronte alla situazione.

 

Ora il problema è un altro: che a questo punto, dopo 6 mesi, vorremmo iniziare a vedere “la ciccia” delle azioni per rimettere in piedi davvero l’Italia. Finora la pesantissima manovra “SalvaItalia” è l’unica cosa riuscita applicando una teoria economica con la quale la mia cara nonna (e la zia di Ago) avrebbero potuto forse ambire al Nobel all’Economia: “Se t’ha ghè i danè ti spendat. Sensa, te fè nient” (traduzione: “Se hai i soldi li spendi. Senza, fai nulla.”). Per alzare le tasse, la benzina e tutto il resto posso dire che forse non servivano i professori. Bastava mia nonna. Avrebbe avuto 97 anni e il suo grembiule da casa. Due guerre mondiali, il fascismo e la guerra fredda. Gente con le palle, altro che Monti con il loden.

 

Del “CrescItalia” di gennaio praticamente non si vede nessun effetto immediato. Della tanto sbandierata “Spending Rewiew” che doveva mettere a posto tutti gli “sprechi” dei ministeri nemmeno se ne parla più. Si sono tolti (i parlamentari) qualcosina come emolumento, ma è stata tutta demagogia perchè, come andiamo ripetendo da tempo, non sono quelli i veri costi e i veri sprechi da tagliare. L’IMU noi nei Comuni non abbiamo capito in quante tranche verrà pagata, quanto rimarrà ai Comuni ma, soprattutto, quando ci diranno i tagli.

Come si fa a dire ai Comuni: voi iniziate a mettere l’imposta poi a settembre o a dicembre (D-I-C-E-M-B-R-E) vi diremo cosa vi tagliamo. Ma questi qua lo sanno che noi dobbiamo approvare i bilanci preventivi o hanno voglia di giocare? Ma lo sanno che poi, alla fin fine, l’IMU non sarà tanto un problema per le famiglie con unica casa ma sarà pesante per chi ha la seconda casa e devastante (leggasi: DEVASTANTE) per chi ha imprese o attività commerciali? Leggevo qualche giorno fa che in alcuni Comuni limitrofi ai nostri ci sono attività che passeranno da 15.000 euro di ICI a 25.000 euro di IMU. Capisco che magari per loro sono numeri da far tornare, ma ehi professori però quando mi hanno eletto io volevo fare il sindaco non il vostro gabelliere, nè il vostro esattore!

 

Nei nostri uffici servizi sociali arrivano sempre più richieste, sempre più persone, sempre più famiglie.

 

Dove sono le riforme strutturali? Dov’è l’equità per tutti? Dov’è l’ammissione che lo Stato non può più permettersi certe cose e affidarle quindi al misto pubblico-privato o totalmente al privato? Dov’è la sussidiarietà? Ma davvero credono che siamo così stupidi da rimanere soddisfatti con il giro a Cortina della Finanza? Ma per cortesia…che almeno inizino a portare a casa i nostri marò che nemmeno quello sono riusciti a fare!

 

No. Così non va. Occorre cambiare rotta, e in fretta. Quelli di prima almeno avevano anche il vizio di farci ridere, adesso ci hanno pure tolto il bunga bunga!

 

Prima che sia troppo tardi, prima che qualcuno la paghi per tutti. Prima che qualcuno si faccia male davvero. 

Lorenzo

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Sarò Greve (...come Mourinho)/9

Anche nel 2012 mi tocca, per la gioia del mio amico Teo, essere greve. Pensavo di no, eppure sono stato obbligato. Obbligato da una forza politica che ormai dopo aver scimmiottato malamente il nome e il colore (pensando che i cittadini con una mano di arancione e inserendo nel nome “Civica” si scordino u’passat…) pensa di poter prendere in giro i cittadinia suon di manifesti e accuse infondate e completamente fuori dalla realtà.

 

Passi il manifesto sull’escavazione (dimenticandosi però di dire che il Comune ha acquisito gratuitamente un’area di 5.000 mq grazie a questa Amministrazione…) ma la polemica montata ad arte sul Cimitero per gettare discredito, confusione e preoccupazione nei cittadini è inaccettabile.

 

Inaccettabile innanzitutto dal pulpito da cui viene la predica: ma come, gente che scrive per ogni minima idiozia al Prefetto esposti da “asilo Mariuccia”, gente così ligia alla legge, gente che si attiene in maniera così ferrea al diritto si è dimenticata quando governava (dal 2002 al 2007) di applicare quello che la Regione chiedeva cioè l’introduzione di un Piano Regolatore Cimiteriale (anno 2001) e poi l’applicazione del nuovo regolamento votato nel 2004 e pubblicato nel febbraio 2005 dalla Regione?

 

La verità è che questa Amministrazione sul capitolo Cimitero si è trovata una situazione disastrosa: tariffe completamente fuori parametro (ferme da quasi 20 anni), archivio storico inesistente, contratti mai firmati, mancanza di controllo e programmazione totale. Ma come, vien da dire, gente così attenta alla causa pubblica, gente che faceva fare perizie e cause su opere di valore strategico regionale, si è dimenticata di gestire, controllare e organizzare un qualcosa di così importante come il cimitero che tocca, purtroppo, tutte le famiglie di Uboldo? Ma da che pulpito viene la predica? Ma è questa la coerenza???

 

Ne sto sentendo tante, forse troppe. Ho già chiesto al mio assessore ai lavori pubblici di preparare uno strumento che spieghi concretamente cosa cambia e cosa succederà con l’adeguamento (nel 2011) a regole vecchie di 10 anni che in altri Comuni sono già vigenti e operanti da più di due lustri. Per ora vi basti sapere che fino al 2024 sostanzialmente non cambierà nulla nella gestione vera e propria delle tombe solo che le concessioni (mai considerate, controllate e gestite) verranno da adesso in poi monitorate e quindi chi ha tombe molto molto vecchie verrà raggiunto da una comunicazione chiedendo cosa ne vorrà fare, mentre per le concessioni scadute verrà chiesto il rinnovo.

 

Inoltre, continua il progetto di sistemazione generale del Cimitero con lo studio di fattibilità del project financing che tanto bene ha fatto in Comuni anche della nostra zona. Non sono e non saranno lesi i diritti di nessuno ma verrà semplicemente applicata la normativa vigente a livello regionale e nazionale in un quadro comunque molto preoccupante e comune a molte amministrazioni di spazi mancanti per il prossimo futuro.

 

Dare dignità al Cimitero crediamo debba essere una priorità: lentamente ma con incisività questo lavoro lo stiamo portando avanti e, credo, nel 2012 e nel 2013 vedremo concretamente i frutti del lavoro svolto in maniera egregia dall’Assessore Chieregato, da Dario Iraga, Responsabile Tecnico dei Lavori Pubblici e da tutto il suo staff di lavoro.

 

Certo, governare significa decidere, cosa che questa amministrazione fa. E forse a qualcuno può dare fastidio. Ma quando si lavora per il bene comune si preferisce fare meno prediche e più fatti concreti. D’altronde la Palestra, l’area Lazzarett, i lavori al Palazzo Crivelli e molto altro sono lì da vedere.

 

Ah Teo, poi c’è la sobrietà, dove adesso addirittura ragazzetti che hanno accumulato forse giorni zero di lavoro vengono a pontificare sul lavoro…non loro, ma degli altri! Ma su questo torneremo a breve. Ad essere grevi.

Lorenzo

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Sarò Greve...(come Mourinho)/8

Vorrei parlare oggi di isterismi. Più specificatamente di ponti e sottopassi, che ad un tratto sembravano essere diventati problemi sui quali mobilitare il Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Ora che la viabilità è tornata quasi alla normalità ho l’esigenza di invitare tutti a una profonda riflessione. Negli ultimi mesi tra il ponte di Via Ceriani e il sottopasso di Origgio ne ho davvero sentite di tutti i colori. Quello che più mi ha dato fastidio è la semplicità e la faciloneria con le quali ho sentito sparare sentenze senza il minimo raziocinio o, peggio, senza sapere minimamente di cosa si stesse parlando. Andiamo con ordine.

 

Riguardo al ponte di Via Ceriani è stato già detto molto. A lavori conclusi vorrei però far emergere dei dati di realtà: in poco meno di dieci mesi è stato tolto un ponte, preparata la sede per il nuovo ponte, rifatti i sottoservizi, varato, collaudato e certificato il ponte nuovo, rimesso in pristino il tutto insieme alla creazione di marciapiedi e pista ciclabile annessa. Non voglio esagerare, ma credo che tutto questo non più tardi di un decennio fa fosse quasi impensabile. Per tutti questi lavori ne ho sentite di ogni: gente che si è sentita “isolata” (quando la viabilità era garantita comunque attraverso la strada parallela di Via IV Novembre), gente che minacciava di “bloccare il traffico come azione dimostrativa” (??????), gente che lamentava il fatto di non vedere operai in azione (solita questione già discussa per la palestra: la ”sindrome da ruspa” ha colpito anche il ponte…), gente che, con la solita sicumera del “faso tuto mì”, portava a esempio altre nazioni in cui “mica è come in Italia” oppure “là si sta meglio”. Tralasciando però di dire come si sta e in quali condizioni si lavora nei paesi citati…Tutto questo è propedeutico al fatto che tra pochi giorni i lavori proseguiranno con la demolizione del ponte di Via IV Novembre: mi auguro ci sia meno isteria e più senso di comprensione.

 

Passiamo al secondo tema: sottopasso di Origgio. Al di là del “braccio di ferro” creato ad arte dalla stampa, assicuro che tra me e l’amico Luca Panzeri i rapporti erano e sono ottimi. Ai cultori dello “scontro” e della “lotta” dico di stare sereni perchè non c’è un solo motivo al mondo per cui dovremmo aver litigato. Come mi fa ridere sentir parlare, nel 2011, di “scontri” o “guerre” tra paesi confinanti. Suvvia, siamo seri! Con Luca spesso e volentieri ci parliamo: succederà così anche questa volta, nel rispetto delle prerogative e dell’indipendenza nelle scelte di ognuno, insieme alla stima e all’amicizia che abbiamo l’uno per l’altro. Se poi Origgio è anni che fa degli investimenti e Uboldo è rimasta ferma al palo per anni non è colpa del sottoscritto. Senza ricorsi al TAR oggi avremmo già la tangenzialina costruita da Autostrade senza dover aspettare Pedemontana, risolvendo così in parte questi problemi di deflusso del traffico. Ma di questo, come di altrosappiamo a chi rendere merito.

Lorenzo

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Sarò Greve...(come Mourinho)/7

Premessa: questo articolo non è politically correct nè per i deboli di cuore.

Che la politica nazionale fosse “cattiva maestra” questo lo si sapeva. Che avesse anche molti allievi a Uboldo è una novità. Raggiunta la misura ho deciso di dire basta e quindi eccoci qua. E’ da due anni che questa Amministrazione governa. E’ da due anni che qualcuno (e non mi interessa se rosso, verde, blu che sia) si diverte a inviare esposti rigorosamente anonimi riguardo l’operato di questa Amministrazione. Ed è da due anni che periodicamente gli uffici devono bloccarsi e fermare il loro normale iter amministrativo per (giustamente!) dare tutto il supporto a chi (giustamente!) è chiamato a indagare (cioè le varie autorità competenti).

Fino a che il caso è isolato si può pensare al solito mitomane. Quando diventano due esposti fatti su più punti uno inizia a farsi delle domande. Quando questo metodo diventa sistema bisogna dire le cose come stanno. C’è qualcuno che in maniera vigliacca invia esposti anonimi sollevando dubbi sul comportamente amministrativo di questa Amministrazione. Vigliacca perchè se uno è convinto delle proprie idee ha coraggio di esporsi con nome e cognome. Questo sistema fa sì che vengano innescate comunque indagini che poi magari finiscono in nulla ma che comunque bloccano o rallentano il normale lavoro degli uffici.

Ecco, questa cosa non mi piace. Come scriveva un mio caro amico che è stato sindaco per diversi anni: il Comune è una casa di cristallo. E’ già tutto pubblico, è già tutto visibile. Questa Amministrazione ha fatto in modo che sul nostro sito fossero visionabili addirittura le delibere.

C’è quindi qualcuno che si diverte, forse, a imitare male il teatrino di Roma. Non accuso nessuno. Faccio solo dei rilievi. Visti anche alcuni svarioni da sorriderci sopra presi su degli esposti, sono convinto che un’area politica che già si prepara e si documenta sempre bene certe cose neanche si sognerebbe di scriverle. Chi invece costantemente prende “cantonate”, magari ha più probabilità di scrivere anche in questi esposti delle “cantonate”. Senza parlare di chi poi (ma almeno si firma) dal luglio 2009 scrive costantemente al Prefetto dicendo che “Guzzetti è un cattivone perchè ci ha rubato la merenda”. Ma questa è un’altra storia…

Io non credo di essere il miglior Sindaco di questo pianeta. Credo però di essere a capo di un’Amministrazione di gente che si fa “un mazzo tanto”. Eccome se se lo fa. E questo non vale solo per i miei collaboratori, ma anche per alcuni responsabili di servizio e dipendenti comunali. Gli errori si possono fare e se si commettono è giusto che vengano fatti rilevare. Ma il far vivere costantemente male o sotto pressione persone che sono lì a lavorare a servizio della comunità per uno stipendio davvero irrisorio (non parlo di me, parlo dei dipendenti) mi sembra una violenza indebita. Senza contare i cittadini danneggiati dal fatto che vedono rallentare l’evasione delle pratiche.

Lorenzo Guzzetti e Uboldo al Centro si devono battere sul campo politico, non attraverso le magistrature, gli esposti o le denunce.

A viso aperto. Se qualcuno non si ritiene capace lo capisco, ma che almeno si dia al golf. Magari otterrà migliori risultati senza disturbare il lavoro di gente perbene.

O che almeno abbia le palle di firmarsi, nome e cognome. Questo direbbe, almeno, che è un vero uomo e ne avrei rispetto.

Lorenzo

P.S. Andre, sii orgoglioso di me!

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Sarò Greve...(come Mourinho)/6

Ne sentivo un po’ la mancanza, e quindi per non farmi mancare nulla in questo periodo pasquale ho pensato di fare un bel “sarò greve” su alcune questioni che ho letto sui giornali (quelli veri, non la “carta straccia”) e che tirano in ballo, come al solito, l’Amministrazione Comunale. Partiamo dal fondo.

25 APRILE

La Corazzata Potemkin, in astinenza da poltrona ormai da due anni, ha pensato male di fare una cerimonia “privata” il 25 aprile per commemorare l’anniversario della fine della guerra civile italiana nel 1945. Ha pensato male perchè la cerimonia era già avvenuta il 20 aprile alla presenza di un centinaio di ragazzi (cosa mai fatta nè vista prima) e che ha raccolto notevole consenso anche in chi ha partecipato. Il 20 aprile è stato scelto sia perchè il 25 aprile quest’anno era il Lunedì dell’Angelo sia perchè anche le istituzioni superiori ci hanno consentito di regolarci come meglio si riteneva opportuno. Certo, non c’è stata la Banda, ma mai in vent’anni di storia (gli anni che frequento questa festa per via del mio impegno con il Corpo Musicale) ho visto così tante persone al 25 aprile. Oltre al fatto che il momento del 25 aprile è stato molto significativo per tutti.

Infine, i tapini non si sono resi conto (ma è strano, vista la grande attenzione che hanno per il loro paese e il 25 aprile!) che sulla lapide del monumento dei caduti sono stati iscritti anche i 3 nomi che mancavano (dei 4…) e che, appunto, erano isolati sulla targa di Via Caduti della Liberazione. La prossima volta, avvisassero prima, gli presto la fascia da sindaco dato che la bramano tanto.

AULA POLIFUNZIONALE

Il Sindaco non ha pensato di concederla alla Corazzata Potemkin perchè è “arrivata la mamma Prefettura a sgridarlo”. Semplicemente abbiamo seguito la prassi. A bugia poi si somma bugia: il Sindaco queste cose non le segue, quindi ho assistito semplicemente a uno scambio di comunicazioni nelle quali il Responsabile di Servizio sosteneva che l’utilizzo dell’Aula Polifunzionale, che è un luogo pubblico, non può essere concesso gratuitamente per incontri privati. Se proprio devo dire la mia trovo stupefacente il fatto che un movimento politico che non ha più la sede voglia (A SPESE DEI CITTADINI) fare gli incontri nell’Aula Polifunzionale dedicata agli incontri pubblici. Anche perchè oso pensare che qualche componente della Corazzata Potemkin abbia qualche stanza o cantina dove trovarsi a fare gli incontri a spese proprie. La cifra poi era davvero irrisoria. Comunque ne prendiamo atto: significa che il “naufragio” della Corazzata sarà fatto a spese dei contribuenti.

PULIZIA STRADE & MULTE

Negli ultimi giorni sono state elevate alcune sanzioni per divieto di sosta dove passa la spazzatrice a pulire le strade. In sintesi:

1. la gente si lamenta se non ha le strade pulite,

2. la gente si lamenta se ha le strade pulite ma vengono fatte le multe,

3. la gente paga un servizio TARSU nel quale è compreso questo servizio e forse non lo vuole,

4. la gente si lamenta degli orari, 

5. la gente si lamenta della Polizia Locale perchè dice alla gente che bisogna per forza fare le multe se c’è un divieto di sosta.

Insomma, mi dispiace con tutto il cuore per i disagi recati negli ultimi giorni ma siamo certi che il servizio ora è più che apprezzato. Il lavoro fatto dall’Ufficio Tecnico è stato egregio perchè tutte le zone sono studiate per lasciare comunque un parcheggio vicino fruibile.  Con un po’ di pazienza, ne sono certo, i miei cittadini mi dimostreranno ancora una volta che devo essere orgoglioso di essere il loro sindaco.

E si rallegrino: anche un mio Assessore ha preso la multa.

Lorenzo

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Sarò Greve...(come Mourinho)/5

Dicevo ieri, al termine della serata dedicata alla Giornata della Memoria, che sono molto preoccupato. Uno spettacolo bellissimo e di livello tenuto dalla “Compagnia degli Equilibristi” che ha commosso tutto il pubblico per forza e intensità ha visto una partecipazione davvero esigua rispetto all’importanza della giornata. Sono preoccupato anche perchè ieri pomeriggio, tenendo il laboratorio di storia alle seconde e terze medie, ho visto negli occhi di tanti ragazzi un misto di stupore e incredulità per quello che gli raccontavo. Null’altro che la realtà poi: i campi di sterminio e 6 milioni di morti.

Ho pensato allora che c’è davvero da riflettere. Laddove non c’è gioco, non c’è finzione, non c’è divertimento ma c’è cultura, riflessione e pensiero l’interesse cala. Si è molto bravi a mettere su Facebook e i vari social networks frasi ad effetto, nastri di ogni genere e colore, ma si fa fatica a sacrificare un’ora del proprio tempo per una proposta culturale. E qui non è che c’è da essere di destra o sinistra: la Shoah è patrimonio universale, il genocidio dei campi di sterminio è qualcosa che coinvolge e tocca tutti. E se ci sono persone che hanno la pretesa di tentare di far politica e non partecipano a questi appuntamenti (come al 25 aprile, al 4 novembre e via discorrendo…), “politicizzando” anche la Giornata della Memoria, forse è meglio che rivedano il concetto di politico a pagina uno del manuale di Scienze Politiche. Se mai l’hanno letto…

La preoccupazione cresce pensando che i ragazzi a cui parlavo ieri tra qualche anno non avranno più testimoni diretti (come io ho avuto la fortuna di conoscere e incontrare) di quell’atrocità. Non avranno più nonni che ci raccontavano dei bombardamenti, della paura della guerra. Non saranno più essi stessi, come me, nipoti di nonni che sono scappati dal campo di concentramento grazie a una bicicletta e che sono tornati così dalla Germania, salvandosi solo perchè l’unico merito di mio nonno era quello di essere un “bagat”, un calzolaio.

Certo, non abbiamo giocato oggi. Non abbiamo utilizzato il politically correct. Non abbiamo costruito una realtà artificiale, mielosa, carina e tenera per i ragazzi. Li abbiamo provati sulle immagini, sulle poesie, sugli scritti, abbiamo cercato davvero di trasmettere loro quel “meditate che questo è stato”. Che senso avrà, nel prossimo futuro, questa frase?

Siamo forse davvero la società delle “emozioni post-it” rappresentata dai link che mettiamo su Facebook che durano il tempo di essere commentati e visti per poi passare a un altro. E via andare così, dal nucleare alle vignette, da CityVille alla Shoah, dal bunga-bunga ai pettegolezzi più biechi (e spesso sbagliati…). Questo è forse lo specchio reale di quello che siamo.

Devo quindi purtroppo dar torto alla lettrice Tamara che mi aveva ripreso nel mio primo post dell’altro giorno sulla Giornata della Memoria. Cara Tamara, ho fatto proprio bene a mettere insieme la Giornata della Memoria a Natale e l’Epifania perchè allo stesso modo sono state trattate. Tanti bei propositi, tante belle parole, ma poca memoria e poca realtà. Forse sarebbe stato più facile chiedere a tutti di accendere un lumino alla finestra: forse in quel modo ”emozionante” avremmo avuto più partecipazione.

Stasera in Consiglio Comunale parleremo di PGT, urbanistica, case e terreni. Non mi sorprenderei di vedere magari più gente rispetto a ieri. Sicuramente qualche politicante in più ci sarà.

Meditate che anche questo è stato.

Lorenzo

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Sarò greve...(come Mourinho)/4 - Dall'ideologia all'odiologia

Dilaga un brutto vizio, ultimamente, nella politica uboldese. Brutto vizio di cui ci siamo resi conto soprattutto negli ultimi giorni e, vieppiù, con le ultime mozioni e interrogazioni del Consiglio Comunale di venerdì scorso.

Si nota sempre di più un tentativo sistematico di screditamento della persona, di attacco frontale tout-court con il chiaro intento di distruggere la credibilità delle persone. E’ quanto è successo per la mozione riguardante la neve 2009-2010 (tentativo andato a vuoto poichè il procedimento è ancora in corso) ed è quanto è accaduto per l’Assessore Pizzi, messo alla gogna per la presunzione di “aver detto il falso”. Come anche prendiamo coscienza dei sempre più imperterriti attacchi che arrivano dai “mozzarellari” delle notizie, che dimenticano di aver governato questo paese per dieci anni con risultati imbarazzanti. E debiti ancora da pagare.

Davanti a queste cose, oggi come non mai sono fiero di far parte di Uboldo al Centro e di aver fatto questa scelta convinta sia nel 2007 che nel 2009. Sono orgoglioso di essere circondato da persone che, spesso e volentieri, mi ricordano quanto sia illogico, stupido e squalificante cercare di demolire le persone, la loro credibilità e la loro dignità. Siamo in un periodo molto complesso, soprattutto perchè lo scenario politico nazionale non è incoraggiante, ma ci sono segnali di discontinuità vera e reale.

Due settimane fa, la serata sul lavoro organizzata da un movimento politico di sinistra (SEL) ha visto la partecipazione anche del nostro Assessore alle Politiche Sociali, Ercole Galli. La sua soddisfazione, che ha tenuto a trasmettermi l’indomani, è stata quella di essersi potuto confrontare con persone di idee diverse ma con rispetto e con intelligenza. Così come guardando nell’ala di centrodestra, esistono già da tempo forze con le quali si riesce a intessere un dialogo politico costruttivo che punta e tende al bene comune.

Il mio invito è perciò quello, sia a sinistra che a destra, di isolare chi intende la politica in modo violento, facinoroso, personalistico e tornare così a fare davvero politica, laddove il confronto e il dialogo sono mezzi (non fini) per costruire insieme, e meglio, la nostra comunità. Usciamo dall’idea che la politica sia quella delle bacheche dell’Aula Polifunzionale che sono ormai utilizzate sistematicamente o per gettare fango sulle persone o per lodarsi periodicamente come se il “sole” splendesse solo quando una sola forza politica governa. Di destra o di sinistra. Isoliamo queste persone perchè fare politica significa “lavorare per” non “lavorare contro”. Isoliamo l’idiozia dilagante che ha portato, nel macro e nel micro, a pensare la politica come il “tutti contro uno” o, viceversa, l’ “uno contro tutti”.

Uboldo può farcela. Uboldo deve farcela. E mi rivolgo in particolar modo a chi, in questa comunità, tenta di fare politica: dobbiamo tornare a far respirare ai nostri cittadini un po’ di serenità, e questa serenità deve iniziare da noi che li rappresentiamo.

Altrimenti avranno vinto coloro che vogliono a tutti i costi passare dall’ideologia all’odiologia. A discapito di tutti.

Lorenzo

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Sarò Greve...(come Mourinho)/3

Anche questa volta mi toccherà essere greve. Avessi saputo di poter contare su tanti architetti, ingegneri, geometri, impresari, muratori…beh, avrei fatto la palestra in quindici giorni! Dilaga sempre più la moda del “l’avevo detto io” o dell’opinione gratuita riguardo ai lavori della palestra. Oltre che la moda del pettegolezzo, che non passa mai di moda…

Non bisogna mai dimenticare che in questo momento tutti i lavori della palestra sono nelle mani della stazione appaltante, quindi il Comune può (e deve) controllare, ma non può (e non deve) sostituirsi ad essa. Nè è compito del sindaco, se una mattina non vanno le ruspe a lavorare, andare ad indagare del perchè. Ci sono professionisti e tecnici (della stazione appaltante) che si stanno occupando dei lavori certamente più preparati di me, e posso assicurare anche che il nostro ufficio tecnico segue attentamente tutto l’iter di realizzazione. Più di così non so cosa potremmo fare. All’ennesimo opinionista “on the road” ho fatto notare, come agli altri, una cosa: quando ci sarà il prefabbricato e i lavori saranno tutti fatti dentro, cosa ne saprete voi che dentro c’è gente che lavora e cosa sta facendo? Capisco che la palestra sia un argomento di importanza prioritaria (UN argomento, non L’argomento), ma da qui a non far vivere la gente per l’ansia “da ruspa” che serpeggia tra alcuni uboldesi mi sembra davvero esagerato.

In questi stessi giorni ho scoperto che Uboldo abbonda anche di sceriffi. Gente che rileva reati e infrazioni a go-go e che millanta di una ”sicurezza vacillante”. Divento molto greve a leggere o sentire queste cose perchè io tollero tutto, tollero quando la demagogia e il populismo abbondano, tollero quando sparano a zero sul sottoscritto delle tremende idiozie (perchè di tali si trattano), non tollero però quando viene denigrato il lavoro di tante persone perbene che si impegnano, faticano e sudano. Parlo della Polizia Locale ma parlo anche di tutti i dipendenti comunali che, nonostante le grandi difficoltà che stiamo affrontando, continuano a servire i cittadini con la massima dedizione e il massimo impegno. Ritengo ingiusto e ingeneroso denigrare il lavoro di persone, tornando alla Polizia Locale, che sono ampiamente sottodimensionati (abbiamo 4 vigili + il comandante quando ne dovremmo avere 11 di vigili!) e che riescono tuttavia a fornire un servizio di estrema qualità a tutta la cittadinanza. Certo, poi ci sono i soliti che parcheggiano in divieto di sosta oppure gli uboldesi che ritengono i marciapiedi delle toilette per cani e tante altre cose così che non sono reati ma sono ascrivibili solo alla maleducazione. Che non sono i vigili a risolvere, ma la testa e il buonsenso delle persone. A meno di non mettere un vigile a ogni via, ma ne avrei bisogno più di cento

Qui invece sento parlare di vigili che non lavorano, di Polizia Locale che non fa il suo dovere: ma stiamo delirando? Certo, vediamo tutti i giorni che a qualcuno fa molto comodo puntare sul tema della sicurezza. Lo stesso qualcuno che ebbe la grande trovata di proporre “l’abolizione delle prefetture” (davvero geniale per gente che punta tutto sulla sicurezza!). Lo stesso qualcuno che poi sbeffeggia dei nostri connazionali dandogli simpaticamente dei maiali. Che spessore intellettuale! Viste le pluridecorazioni scolastiche, confido almeno nel fatto che non conoscano il significato vero di SPQR.

L’arte del pettegolezzo poi, ahimè, ormai dilaga: da una persona ubriaca che goffamente cerca di tirar su una bambina caduta in bicicletta in pieno giorno e in un posto con centinaia di persone attorno si arriva a paventare un “tentato stupro a Uboldo”!!! Da quattro stupidi (presi e denunciati dagli stessi “fannulloni” della Polizia Locale) che scrivono sui muri o da quattro ladruncoli (presi pure loro sempre dai soliti “fannulloni” della PL) che rubano il rame in una discarica, si arriva a parlare di “sicurezza vacillante”. Invece che scrivere o dire certe fesserie parliamo dei veri problemi. Qui non servono ronde, serve il cuore e la passione per l’uomo, per i propri cittadini, per tendere tutti insieme al bene comune.

Sono rincuorato dall’idea che per fortuna gli uboldesi sono migliori dei nostri politicanti e infatti alle elezioni hanno deciso che ruolo assegnare a costoro: quello di star fuori dal Consiglio Comunale. Ora capisco anche il perchè: dagli spalti, almeno, non possono fare danni. E soprattutto, non si corre il rischio di avere certi rappresentanti…

Lorenzo

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Sarò Greve...(come Mourinho)/2

Sono profondamente rammaricato per quanto accaduto in Consiglio Comunale l’altra sera soprattutto riguardo al conferimento della cittadinanza onoraria al vice-prefetto vicario Dott. Annunziato Vardè.

Mi è dispiaciuto il voto di astensione dei gruppi di minoranza e opposizione. Lo dico non come appartenente al gruppo politico Uboldo al Centro (che ha votato compatto a favore…), ma come Sindaco di tutti e rappresentante istituzionale della comunità uboldese.

Assegnare una cittadinanza onoraria significa riconoscere il lavoro svolto da una persona all’interno di una comunità come la nostra, senza esserne cittadino o residente. Nel momento in cui ho deciso di assegnare la cittadinanza onoraria al Dottor Vardè non l’ho fatto nè per piaggeria (e chi mi conosce bene sa che proprio certi numeri non sono nel mio repertorio…) nè per riconoscenza a qualcuno. Ho chiesto e sostenuto questa cittadinanza onoraria perchè ritenevo e ritengo tuttora onorare il lavoro svolto da una persona che per un anno e mezzo, piacenti o no, ci ha rappresentato in qualità di sindaco del nostro paese, addirittura riassumendo in sè i ruoli della Giunta e del Consiglio Comunale. Non poco direi.

Inoltre, ho avuto modo di constatare personalmente quanto il dottor Vardè ci tenesse alla nostra comunità. Non di rado, infatti, quando c’è occasione di una telefonata per altre questioni lo sento vivamente e sinceramente interessato alla nostra comunità, al nostro Comune, ai “nostri” dipendenti comunali. E’ veramente legato emotivamente a Uboldo. Un vero signore.

Sentire certe affermazioni in Consiglio Comunale è stato tremendo dal punto di vista della forma e dello stile istituzionale. Oltre che riprovevole dal punto di vista dell’educazione civica. Questa è l’Italia, però, dove ci sono persone che vanno a rovesciare letame sulle strade in cui passa il nostro premier. Che tristezza.

Senza contare poi che, da sindaco, posso quotidianamente apprezzare l’enorme mole di lavoro svolta dal Commissario durante il suo mandato. Un lavoro amministrativo preziosissimo. Certo, il lavoro sulle carte e sull’azienda Comune non è visivamente comparabile a mettere paletti sparsi per il paese o a fare sottopassaggi. Ma, vi assicuro, è un lavoro molto prezioso ed indispensabile per poter far sì che voi, tutte le mattine, abbiate tutti i servizi garantiti. Senza per questo voler dimenticare chi ha fatto tanto per il nostro paese come sacerdoti, suore, imprenditori, gente di cultura che è passata da Uboldo. Ma la cittadinanza onoraria a una persona che ci ha rappresentati tutti per un anno e mezzo nella carica istituzionale più alta del nostro Comune mi sembrava proprio il minimo sindacale. Se sarà necessario ed utile lo faremo anche per altre persone.

Questo è il mio pensiero. Greve, ma sincero. Se a Uboldo certe cose non si sono mai viste (benemerenze civiche, cittadinanze onorarie) si sappia che queste cose sono normalità in molti altri paesi. Usciamo un po’ dal localismo che spesso ci soffoca per tentare di diventare un po’ più maturi anche attraverso questi momenti istituzionali che vanno un po’ oltre aridi debiti fuori bilancio e oneri di urbanizzazione. E che dovrebbero farci sentire un po’ più comunità di persone.

Il grosso problema, del quale discutevo con un amico qualche tempo fa, è che spesso chi siede in Consiglio Comunale si dimentica che non è lì a rappresentare sè stesso, ma i suoi elettori. Quindi un numero ben più alto della singola testa che siede lì. Tutti insieme non siamo 17 liberi pensatori che dicono quello che vogliono o che interpretano il loro pensiero, ma rappresentiamo il nostro paese. Dal primo all’ultimo dei cittadini. Questo è, sinceramente, ciò che tutte le mattine mi fa sedere sulla poltrona di sindaco: sapere che sto servendo il mio paese, tutto il mio paese, nessuno escluso.

Servirebbe che nelle scuole di tornasse a dare un ruolo preminente all’educazione civica. Sinceramente, con l’andazzo che c’è in giro, servirebbero ne sentiamo l’esigenza. E per i rimandati, qualche corso di recupero.

Lorenzo

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Sarò Greve...(come Mourinho)

Negli ultimi giorni l’attacco frontale nei confronti di Benedetto XVI ha raggiunto toni e venature che vanno ben oltre la sostenibilità.

 Sembra strano dover far fronte a un attacco così violento nei confronti del Pontefice e della Chiesa. Una cosa assurda, una cosa che fa pensare e che offre due spunti concreti di riflessione.

Il primo è il perchè di questa forma d’attacco. Viene da pensare che a qualcuno certe scelte di Benedetto XVI non facciano comodo. Per esempio il fatto che questo astio esca dopo la decisione di procedere in maniera spedita verso la beatificazione di Pio XII, il Papa che qualcuno definisce erroneamente “del silenzio” riguardo all’olocausto. Oppure si può parlare della chiarezza del magistero e degli insegnamenti di Benedetto XVI; il suo dialogo costante tra fede e ragione che avvicina tanti a un confronto con il cristianesimo, oppure il suo sostenere con forza dei cristiani che non si lascino intimidire dal relativismo del nostro tempo e siano testimoni concreti dentro la società. Insomma una Chiesa determinata a qualcuno potrebbe dare fastidio…

Il secondo spunto viene dall’utilizzo di un po’ di sana concretezza che mi sembra ampiamente smarrita leggendo i giornali negli ultimi giorni. Quanti sacerdoti esistono al mondo? E quanti di questi casi sono effettivamente documentati? Percentualmente non è un numero estremamente basso rispetto al numero di sacerdoti presenti nel mondo? Ora giriamo la frittata e andiamo a contare quanti preti fanno del bene nelle nostre comunità, nei nostri oratori, nei nostri ospedali, nelle missioni, in mezzo alle terre di guerra? E per essere ancora più grevi: ma in una diocesi come Monaco o Milano dove ci sono 4/5 mila preti (leggasi quattro-cinquemila preti! mezza Uboldo…) ed esiste un caso di prete con questi problemi (magari non conosciuti o non denunciati) il vescovo cosa ne può sapere? Per spaccare ancora di più il capello in quattro proseguiamo nel ragionamento; anche qualora il vescovo lo sapesse, oltre a prendere gli ovvi provvedimenti cosa deve fare, bruciarlo in piazza? Perchè non esistono persone con questi problemi anche nella società civile che viene con il consueto puzzolente e peloso politically correct definita “laica”? Perchè questi “casi” sono realmente ed effettivamente tutti conosciuti nella società civile? Quanti abusi vengono vissuti all’interno di case apparentemente “normali” e rimangono anni e anni avvolti nel silenzio o (peggio!!!) non denunciati per una comoda omertà figlia della nostra società che è quella del “chissenefrega di quello che succede fuori da casa mia”?

E poi, diciamocela tutta. Mentre impazza la tempesta e la Chiesa giorno dopo giorno prende atto, risponde (andatevi a leggere la splendida lettera ai cattolici di Irlanda, basta cliccare qui) e prende le opportune misure, quando queste cose succedono negli stati “laici” lo stato cosa fa? Esistono macchine della giustizia così rapide? Abbiamo mai sentito di tribunali lampo che prendono, fanno il processo, condannano, mettono in galera e buttano la chiave nel wc nel giro di una settimana? 

Infine, ultima considerazione sulla prudenza dimostrata dalla Chiesa su questi casi. Non è giusto chiedersi se in alcuni casi ci fosse l’abbaglio o l’errore? Soprattutto quando il Prefetto della Congregazione della Fede è a Roma e i casi denunciati sono dall’altra parte dell’Oceano Atlantico? Ricordo alcuni casi tutti italiani di persone ingiustamente incriminate e addirittura incarcerate anche per cose orrende rivelatesi poi in un secondo tempo errori macroscopici che hanno rovinato vite e famiglie. Vite e famiglie, non dimentichiamocelo mai, che non sono solo sostantivi ma persone, emozioni, cuori, rapporti.

La verità è che per fortuna lo straordinario messaggio di speranza della Pasqua forse spaventa ancora. Come fu anche per Eluana Englaro in Italia…dove la “carezza del Nazareno” di Jannacci spaventava…e dove aspettiamo ancora una legge…ed è passato più di un anno…ma doveva essere pronta “per l’estate”…ed è passato un anno. Questa è la nostra società! 

Sì, direi che può bastare. Per oggi sono stato abbastanza greve. Come Mourinho.

Lorenzo

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