Il 2008 è stato l'anno della preparazione alle elezioni. Siamo passati dall'attesa delle sentenze del Consiglio di Stato alla reazione che ci ha uniti ancora di più come gruppo per prepararci alle elezioni 2009. Il 2008, 22 settembre, ha segnato l'inizio dell'avventura del blog "Uboldochevorrei".

BUON NATALE A TUTTI

Cari amici, molti di voi avranno già ricevuto a casa i miei auguri che insieme agli amici di Uboldo al Centro abbiamo voluto inviare a tutti gli uboldesi.

Mi sembra giusto tuttavia fare gli auguri anche a coloro che seguono questo blog, tanto che dal 22 settembre a oggi (praticamente 3 mesi) abbiamo superato le 9000 "cliccate". Grazie, cari amici!

Sono tante le cose che vorrei scrivere in questo momento, tante cose ho dentro ripensando anche al 2008 che si sta per chiudere. Penso che il primo pensiero augurale vada di diritto alle persone che mi stanno accanto tutti i giorni, le persone a me più care che in questo 2008 mi hanno sostenuto, compreso e voluto bene anche nelle difficoltà. La persona che mi è accanto da sei anni e che più mi è vicino, i miei amici, i miei colleghi di lavoro e tutti coloro che per un motivo o per l’altro frequento quotidianamente. A loro il mio più caro abbraccio augurale.

Poi un altro augurio lo vorrei fare a tutti i miei concittadini uboldesi, e a tutti quelli che non risparmiano mai un sorriso, un saluto, una pacca sulla spalla. A chi scrive sul blog, mi manda le mail oppure legge e basta. Il vostro affetto e il vostro calore umano mi hanno fatto tante volte bene, soprattutto nei momenti in cui uno avrebbe preferito buttare all’aria tutto. Grazie, cari amici. Sono convinto sempre di più che il destino del nostro paese dipenda non da me o da chi come me fa politica in questo paese, ma da voi. La scelta, mai come questa volta, nell’anno che si sta per aprire sarà nelle vostre mani, nelle vostre matite. Sarete voi a decidere. E quindi l’augurio che vi faccio fin d’ora è quello che possiate, quando sarà il momento, scegliere con coscienza per il bene di tutta la nostra comunità.

Un altro pensiero augurale lo destino a tutte le nostre famiglie in difficoltà in questo periodo di crisi, e a quelle famiglie che portano nelle loro case con umiltà e silenzio la croce della malattia. Che l’anno nuovo possa essere portatore di un po’ di serenità per tutti. Per come la penso, Natale non è la festa solo dei regali e dei bei propositi. Mai come oggi occorre forse tornare al mistero di quella nascita eccezionale e straordinaria di Gesù. A lui, a quel bambino che nasce a Betlemme, affidiamo tutte le nostre difficoltà e povertà, certi che solo in Lui potremo trovare vera consolazione.

Auguri anche agli amici che si impegnano nel sociale per la nostra comunità. Dagli infaticabili amici della SOS all’AVIS, dalle associazioni sportive alle associazioni culturali, dall’Asilo e la Scuola alla Parrocchia. A tutti coloro che insomma fanno vivere il nostro paese attraverso del tempo speso generosamente e gratuitamente per gli altri, auguri.

Auguri anche a chi fa politica in questo paese, a tutti i rappresentanti delle varie componenti, e non perchè è Natale e siamo tutti più buoni, ma perchè il 2009 sia un anno di confronto e non di scontro, di proposta e non di accuse reciproche, colpi bassi e pugni in pancia. Auguri perchè comunque anche questo è impegno sociale, è responsabilità nei confronti di chi ci guarda e da noi si aspetta sempre un profilo alto, un lavoro, un servizio.

Auguri al nostro caro Don Carlo, che per la prima volta celebrerà il Natale a Lambrugo nella veste di parroco, dopo 14 anni spesi tra noi. E auguri anche a Don Angelo, che invece per la prima volta è tra noi a festeggiare il Natale e che, pian piano, conosce la nostra comunità e le nostre famiglie. Un grazie a entrambi per il loro generoso servizio e per essere sempre punti di riferimento nella nostra comunità che ancora oggi si riconosce nei suoi valori cattolici e cristiani.

Infine, auguri a tutti quei bambini e adulti che per la prima volta apriranno i regali sotto l’albero senza la carezza di mamma o di papà. A loro, il mio pensiero e la carezza più dolce.

Buon Natale a tutti, uniti e con l’aiuto di Dio.

Vostro
Lorenzo

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Addio Don Balbiani

Ci sono momenti nella storia di una comunità come la nostra in cui occorre fermarsi e rendere merito a quelle grandi persone che hanno fatto la storia della nostra Uboldo.

 Sarebbe un male far finta di niente o cercare di sminuirne la portata, perché è giusto che un paese renda il giusto onore a chi ha speso gran parte della sua vita a servizio degli altri e sacrificando tempo, energie e lavoro per il prossimo.
Oggi è morto Don Giovanni Balbiani, e per molti forse che leggono questo blog questa cosa può non dire nulla, invece ne scriviamo appunto perché non può essere così. Don Balbiani è stato innanzitutto compagno di messa dell’indimenticato e indimenticabile Don Livio Tamborini, entrambi ordinati dal Beato Cardinal Schuster nel lontano 9 giugno 1933. Storie che si intrecciano, strade che si uniscono. Don Balbiani e Don Livio, entrambi figure immense per Uboldo. Don Giovanni Balbiani si è dedicato per anni alla nostra chiesetta della Girola, Don Livio è stato prima coadiutore (di un altro grande sacerdote, Don Giuseppe Coppi) e poi parroco di Uboldo, dedicando alla nostra gente 42 anni di vita, dal 1933 al 1975. Che a scriverlo poi sembra poco, ma pensate voi cosa sono 42 anni! Mentre Don Livio ha speso la sua vita nella pastorale parrocchiale, Don Balbiani è stato educatore e professore del Collegio Arcivescovile Castelli di Saronno ed aveva perfezionato i suoi studi di matematica, scienze, fisica, disegno tecnico e astronomia dopo la sua ordinazione. La sua passione e i risultati che aveva conseguito in quei campi gli valsero l’accesso alle Cattedre scientifiche del Collegio. Si è poi sempre dedicato alla nostra Girola, dove ha sempre risieduto e dove ha celebrato tutte le domeniche la messa finchè la salute lo ha confortato.

 

L’ho conosciuto poco Don Balbiani, solo quando ero piccolo e facevo il chierichetto, ma l’ho conosciuto quel che basta per percepirne la freschezza di mente e l’intelligenza viva, costellata da un grandissimo rispetto e amore per la sua scelta vocazionale. Non ha mai mollato la sua veste talare, e lo ricordo con quale passione discuteva con il nostro caro Don Luigi delle persone della "sua" Girola che lui conosceva personalmente, famiglia per famiglia, nome per nome. E questo non è uno sguardo nostalgico e patetico di un remoto passato, ma di un ieri che non è nemmeno troppo lontano. Quando i preti conoscevano le famiglie, le seguivano, e le amavano perché affidate a loro non dalla mano degli uomini, ma da Dio. Magari con semplicità, con quel modo nostrano di voler bene a volte un po’ ruvido. Ma con il cuore. Preti che non spendevano tanto tempo nelle parole, ma nel rapporto con le persone. Con noi.
Se ne va un altro pezzo della nostra storia. In un anno che si è già portato via, a maggio, un’altra grandissima figura della nostra comunità: il Cavalier Tito Zaffaroni, primo sindaco di Uboldo. L’augurio e la speranza è che il loro esempio e le loro figure vengano ricordate sempre anche nelle scuole, ai nostri ragazzi, che rischiano di crescere infarciti di multiculturalismo, ma ignari della propria storia. E chi non conosce la propria storia non sa da dove viene. E purtroppo, alla fine, non sa nemmeno dove va.
Grazie Don Balbiani, in un mondo dove la riconoscenza sembra essere sempre di più merce rara, dove qualcuno cerca di eliminare o di infangare il passato perché scomodo e ingombrante dal tanto bene fatto a confronto di un presente spesso avaro e inconsistente, noi ci sentiamo ancora in dovere di ringraziare. Perché c’è riconoscenza. Perché c’è fede. Perché è la nostra storia. Perché lì, non nelle parole, ci siamo noi.
Lorenzo

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350 mila euro di motivi per aprire il sottopasso

Stamattina apro qualche giornale e leggo: apre la pista ciclabile.

Mi sorprendo perchè giusto il mese scorso (http://uboldochevorrei.blog.tiscali.it//Il_mistero_della_pista_ciclabile_1933479.shtml ) venne alla luce dopo averlo detto per tanto tempo che la Via Tolmezzo era privata. Vado a informarmi e scopro, infatti, alcune cose simpatiche.
1) Apre il sottopasso. Ed era ora, dato che è un’opera pagata centinaia di migliaia di euro da noi ed ancora inutilizzata.
2) Il sottopasso non sarà pista ciclabile: cioè gli abitanti di Via Tolmezzo hanno visto riconosciuto il fatto che la loro via non è comunale, è ancora di proprietà degli abitanti del luogo e quindi è salvaguardato il diritto alla proprietà privata. Mi dico con soddisfazione che il Muro di Berlino è caduto anche qui allora…
3) Addirittura si legge in delibera: "procedere alla cancellazione della segnaletica orizzontale indicante la pista ciclabile in Via Tolmezzo".
4) I conti ci dicono che questa opera voluta dall’amministrazione del CentroSinistra ci è costata (prendo i numeri della delibera):

 

€ 293.074,10 IVA esclusa +
€ 47.132,47 +
€ 17.927,03
TOTALE: 340 mila euro e rotti!!!

Oltre, non dimentichiamolo mai, la lungaggine dovuta al fatto che il tentativo di passare sopra a un terreno di un privato cittadino era stato provato senza esito positivo tanto che il percorso venne cambiato.

Quindi possiamo dirci soddisfatti. Sì, soddisfatti nel vedere che con tante opere da fare in paese sono stati spesi quei soldi per fare un sottopasso certamente utile ma non prioritario per la nostra comunità.
Non è una pista ciclabile: è un sottopasso. Il sottopasso che non sarà pista ciclabile rimarrà a testimoniare in maniera imperitura l’incapacità di chi ci ha governato per cinque lunghi anni e che ha fermato un paese per due anni. Come in paese, per esempio, dove è stato messo un nastro di vernice rossa per delimitare non si capisce bene se una pista ciclabile o un percorso pedonale, dove non si capisce il senso di marcia, dove non c’è un inizio e una fine. Come la palestra, con la partenza lavori firmata a dieci giorni dalla fine del mandato senza possibilità di essere rieletti. Come i PhotoRed, che il "pitbull" Guzzetti tolse e chissà quanti incidenti sarebbero capitati, anche se non mi spiego ancora oggi come mai a centinaia di infrazioni comminate a 151 euro a botta (più i punti della patente) non sia mai corrisposto un incidente. E nemmeno dopo aver tolto i Photo Red sono capitati incidenti…O come le fioriere, di cui ancora oggi nessuno ci ha detto quanto siano costate quell’opera geniale fatta senza consultare un solo tecnico del traffico per capire se servivano ed erano regolari (appoggiavano tutte su una base in marmo con spigolo vivo).
E poi, ahimè, dopo tutte queste cose mi tocca leggere che c’è soddisfazione per l’apertura del sottopasso.

Sono sempre più convinto che il potere, mai come in questa occasione, starà nella matita dei cittadini quando avranno tra le mani la scheda elettorale.
Enzo Biagi, grande e indimenticato maestro, una volta disse: "Si può stare a sinistra di tutto. Non del buon senso". Mi sembra che qualcuno sia già andato ben oltre.
Lorenzo

Mi sorprendo perchè giusto il mese scorso (http://uboldochevorrei.blog.tiscali.it//Il_mistero_della_pista_ciclabile_1933479.shtml ) venne alla luce dopo averlo detto per tanto tempo che la Via Tolmezzo era privata. Vado a informarmi e scopro, infatti, alcune cose simpatiche.
1) Apre il sottopasso. Ed era ora, dato che è un’opera pagata centinaia di migliaia di euro da noi ed ancora inutilizzata.
2) Il sottopasso non sarà pista ciclabile: cioè gli abitanti di Via Tolmezzo hanno visto riconosciuto il fatto che la loro via non è comunale, è ancora di proprietà degli abitanti del luogo e quindi è salvaguardato il diritto alla proprietà privata. Mi dico con soddisfazione che il Muro di Berlino è caduto anche qui allora…
3) Addirittura si legge in delibera: "procedere alla cancellazione della segnaletica orizzontale indicante la pista ciclabile in Via Tolmezzo".
4) I conti ci dicono che questa opera voluta dall’amministrazione del CentroSinistra ci è costata (prendo i numeri della delibera):

 

€ 293.074,10 IVA esclusa +
€ 47.132,47 +
€ 17.927,03
TOTALE: 340 mila euro e rotti!!!

Oltre, non dimentichiamolo mai, la lungaggine dovuta al fatto che il tentativo di passare sopra a un terreno di un privato cittadino era stato provato senza esito positivo tanto che il percorso venne cambiato.

Quindi possiamo dirci soddisfatti. Sì, soddisfatti nel vedere che con tante opere da fare in paese sono stati spesi quei soldi per fare un sottopasso certamente utile ma non prioritario per la nostra comunità.
Non è una pista ciclabile: è un sottopasso. Il sottopasso che non sarà pista ciclabile rimarrà a testimoniare in maniera imperitura l’incapacità di chi ci ha governato per cinque lunghi anni e che ha fermato un paese per due anni. Come in paese, per esempio, dove è stato messo un nastro di vernice rossa per delimitare non si capisce bene se una pista ciclabile o un percorso pedonale, dove non si capisce il senso di marcia, dove non c’è un inizio e una fine. Come la palestra, con la partenza lavori firmata a dieci giorni dalla fine del mandato senza possibilità di essere rieletti. Come i PhotoRed, che il "pitbull" Guzzetti tolse e chissà quanti incidenti sarebbero capitati, anche se non mi spiego ancora oggi come mai a centinaia di infrazioni comminate a 151 euro a botta (più i punti della patente) non sia mai corrisposto un incidente. E nemmeno dopo aver tolto i Photo Red sono capitati incidenti…O come le fioriere, di cui ancora oggi nessuno ci ha detto quanto siano costate quell’opera geniale fatta senza consultare un solo tecnico del traffico per capire se servivano ed erano regolari (appoggiavano tutte su una base in marmo con spigolo vivo).
E poi, ahimè, dopo tutte queste cose mi tocca leggere che c’è soddisfazione per l’apertura del sottopasso.

Sono sempre più convinto che il potere, mai come in questa occasione, starà nella matita dei cittadini quando avranno tra le mani la scheda elettorale.
Enzo Biagi, grande e indimenticato maestro, una volta disse: "Si può stare a sinistra di tutto. Non del buon senso". Mi sembra che qualcuno sia già andato ben oltre.
Lorenzo

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Eluana e la giustizia italiana

In queste ore se ne sentono di tutti i colori su Eluana Englaro.

Chi dice che è giusto, chi dice che è sbagliato, chi dice di mettersi nei panni del padre. Il livello giusto sul quale affrontare il problema penso non sia questo, perchè davanti alla vicenda della famiglia Englaro dovremmo tutti fare un po’ di silenzio. Quello che dovremmo invece chiederci è se è giusto che un tribunale decida di togliere la vita a una persona. Ciò che mi sembra assurdo è che un tribunale, la giustizia italiana, decida che sì, ora Eluana può morire.

 

Dopo aver fatto a fette la politica italiana, dopo che la giustizia, solo qui in Italia, è entrata in tutte le pieghe della nostra vita, ora essa si erige anche ad amministratore e dispensatore di vita o di morte. Dal biennio 1991-1992 in avanti, dalla triste vicenda Tangentopoli, la giustizia ha assunto sempre più rilevanza nel nostro paese. Nelle aule dei tribunali vengono rovinate tante vite (ho sotto agli occhi a distanza di anni un caso specifico che mi fa venire ancora i brividi), vengono messe alla berlina persone in primo grado, per poi magari sovvertire tutto in secondo…quando ormai la dignità se n’è andata e nessuno te la ripaga più…La legge viene utilizzata spesso per scopi politici, per attaccare questo o quello o per addirittura (e lo citiamo per semplice dovere di cronaca) sovvertire l’espressione popolare. Ultima di tutte queste cose, ora, scopriamo che la giustizia può anche togliere la vita a una persona. Ma tutto questo è giusto? Il concetto di giustizia è questo? E’ questa la giustizia che vogliamo nel nostro paese?

Quello che auspico è che i nostri politici abbiano il coraggio di fare qualsiasi cosa per fermare questo che è il primo caso di eutanasia in Italia. In altre parole, un omicidio legalizzato. Perchè ad un certo punto le cose vanno dette con i loro termini: questo è un omicidio.

L’ultima grande domanda, che vorrei porre ai giudici che ieri hanno fatto la sentenza,è questa: ma per te Eluana è una persona? E se non lo è, quando per te una persona non ha più la dignità di persona? Se per qualcuno Eluana è morta, per qualcuno è viva. Lo è per quelle suore che tutti i giorni la curano da anni. Lo è per tutti quei malati che sono negli ospedali e che, come lei, lottano quotidianamente per la vita.

Eluana è una persona, una vita, un cuore. Chi oggi dice che è giusto far morire Eluana, chi addirittura arriva a "gioire" per la sentenza del tribunale, compartecipa a un omicidio. Non nascondiamoci dietro alle parole e alle sentenze. La domanda da farsi è "Ma tu cosa dici alla vita?" Per me Eluana è una persona, è una vita.

E io alla vita dico sempre di sì.

Lorenzo

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QUEL CHE MANCA ALLA NOSTRA POLITICA

In questi giorni la grande lezione impartitaci dagli USA si riassume in due valori:

l’affezione alla propria Nazione, elementi imprescindibili per una comunità che vuole essere popolo oltre che popolazione e lo stile della politica.

Ripenso infatti un po’ con malinconia alla nostra celebrazione del 4 novembre qua da noi, nel nostro paese, e negli altri paesi come i nostri dove la partecipazione è ormai ridotta all’osso e dove un momento importante come quello di domenica scorsa vede pochi presenti e poco interesse alle celebrazioni. Il motivo di questa disaffezione è dato sicuramente dal fatto che questo giorno non sia festa nazionale ma anche da altro. I nostri ragazzi nelle scuole non assaporano appieno quello che significa il giorno della fine della I guerra mondiale: il giorno in cui milioni di italiani hanno festeggiato per la fine di una lunga guerra che si portò via tante vite, comprese quelle dei ragazzi del 99, ragazzi di diciotto anni mandati al fronte a morire. Una guerra lunga, snervante, dolorosa. E’ per questo che forse per prima cosa servirebbe coinvolgere le scuole in queste ricorrenze così forti della nostra storia nazionale, per non confinare più al puro nozionismo certe date (come anche il 25 aprile), ma per dare ad esse il lustro che meritano. Inoltre il 4 novembre è anche la festa delle nostre Forze Armate, esempio di civiltà, impegno e abnegazione, oltre che di servizio nei confronti di tutti i cittadini. Questo non dovremmo mai dimenticarlo e farlo dimenticare. Nonostante tutto dovremmo ricordare a noi stessi e a chi siamo chiamati ad educare che ci sono persone che per salvaguardare la nostra libertà e la nostra sicurezza, mettono a servizio la loro vita. Non è cosa da poco di questi tempi.

Un altro motivo di questa disaffezione, e ci colleghiamo così al secondo punto della nostra riflessione, è anche lo stile dei nostri politici. La cosa più bella vista nei giorni scorsi nelle televisioni erano i sostenitori di McCain dire nei confronti di Obama: "He’s my president", lui è il mio presidente. Da noi purtroppo ogni giorno sentiamo politici che litigano, che si accusano di banalità assurde, che ci fanno dimenticare quale sia la dignità e il ruolo dei nostri rappresentanti. Gli States ci hanno abituato a scontri duri, a campagne elettorali non sempre facili per i loro candidati, ma un minuto dopo la proclamazione il Presidente è il Presidente di tutti e tutti si stringono attorno a lui per sostenerlo. E’ questo che dovremmo tornare ad apprezzare e capire. Non vi dico che tristezza mi è venuta nel vedere qualche politico martedì notte nei salotti televisivi con taccuino e penna a segnarsi gli Stati vinti da Obama…il democratico…

E’ questo quello che manca alla nostra politica italiana: uno stile che va al di là delle idee politiche, un rispetto per l’avversario politico che non rappresenta il nemico, ma un’altra proposta. Un’altra possibilità, sempre e comunque per il proprio Paese. Da queste cose forse dovremmo iniziare ad imparare qualcosa dagli USA. Finchè avremo gruppi di manifestanti che vanno a spargere letame dove sta per passare il presidente del Consiglio, sarà anche inutile cercare di scopiazzare tutto il resto dagli USA. E’ la testa da cambiare. E partendo da qui, forse, un giorno avremo anche noi un Presidente eletto che potrà dire, come ha fatto Obama nella notte elettorale di martedì: "Negli USA tutto può succedere".
In bocca al lupo a Barack Obama, 44esimo presidente degli USA. Che Dio lo illumini nelle sue scelte.

Lorenzo

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9 ottobre 2007 - 9 ottobre 2008

Cari amici, è passato un anno dalla sentenza del TAR che fece cadere, per mezzo delle carte bollate, un’amministrazione eletta da 5000 cittadini.

Al di là delle sterili polemiche che ormai non servono più, qualche pensiero insieme a voi voglio farlo.

Mi chiedo a cosa sia servito (e a cosa serva tuttora) questo assurdo stallo al quale stiamo assistendo. La partita del Consiglio di Stato, che doveva terminare il 26 febbraio, iniziò pochi giorni dopo il 9 ottobre, senza poter sapere che di lì a poco il Governo Prodi sarebbe caduto. Una partita che andava giocata perchè quell’amministrazione in carica non rappresentava sè stessa, ma dei cittadini che volontariamente e senza alcun fucile puntato dietro la schiena avevano scelto liberamente tra due liste candidate.

Una partita che andava giocata perchè chi sbaglia paga, e se non riesci a qualificarti al sabato pomeriggio…beh, la domenica non corri il Gran Premio. Sbagliare il conteggio delle firme o la compilazione di un modulo (come confermato comunque dallo stesso Prefetto…) seppur piccoli errori, sempre errori erano. Purtroppo poi tutto si è portato a giugno, la sentenza è andata come è andata e il ministro Maroni, dal 16 luglio, non ha ancora trovato il tempo per dare una risposta a 10.000 cittadini…

Mi chiedo cosa ci sia stato da festeggiare nel vedere il nostro paese, la nostra comunità, che continua a muoversi nell’ordinario, che perde treni importanti…a cosa serve tutto questo? E questo con tutto il rispetto per il lavoro dei dipendenti comunali e del Commissario Vardè, che comunque non ha come incarico solo Uboldo e che cerca di fare del suo meglio per essere il più possibile presente sul territorio.

Un po’ di rammarico, è inutile negarlo, c’è. Ma confidiamo davvero in due cose: nella Provvidenza e nel buon senso dei nostri cittadini. A tempo debito si faranno sentire…

Infine a livello personale, mi permetto dopo un anno una piccola nota. Ho vissuto per sei mesi un’esperienza fantastica circondato da persone splendide, quali sono i miei compagni di viaggio e chi lavora tutti i giorni in Comune a servizio della nostra Comunità. L’entusiasmo e la passione per l’uomo mi spinsero anche a decidere di dedicarmi totalmente al servizio del mio paese…una scelta che è costata cara, alla resa dei conti.

Ringrazio tutte le persone che in questo anno mi sono state accanto, dalle persone a me più care e che quotidianamente frequento, agli amici di Uboldo al Centro fino a tutti quei cittadini che con un sorriso o una stretta di mano mi hanno voluto trasmettere il loro affetto e la loro solidarietà.

Coraggio amici, il bello viene ora. Stiamo uniti e cerchiamo di infondere un po’ di serenità in questa nostra comunità così tanto avvelenata da liti, pettegolezzi, sussurri…Come dicevano i nonni "il bene si paga solo con il bene" e se davvero così tante persone hanno riconosciuto qualcosa di bello e buono nei nostri sei mesi di amministrazione, questo bene tornerà indietro.

Ne sono sicuro.

Lorenzo

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Seduti in tribuna

Non commento le ultime notizie inerenti allo Svincolo.

Ormai tutti sanno che arriverà e che quanto avevamo cercato di "portare a casa" per Uboldo rischia di essere perso per sempre.

 

Riassumendo ciò che perdiamo (in gran parte rintracciabile nella delibera di Consiglio Comunale del 6 settembre 2007) è:

  1. Interramento dello Svincolo (invece delle rampe di altezza 13 metri…)
  2. Tangenzialina esterna (2,5 km con due tunnel. Costo stimato 2 milioni di euro, zero euro spesi dal Comune di Uboldo)
  3. Sistemazione di Via per Origgio e nuova pista ciclo-pedonale
  4. Finanziamento per il Centro Sportivo
  5. Finanziamento di 500.000 euro per la riqualificazione di Via IV Novembre
  6. Collegamento diretto zona industriale – Svincolo
  7. Nome dello Svincolo che rimarrà "Saronno Sud"

A parte queste cose che ormai mi rifiuto di commentare, mi sembra giusto ampliare la riflessione a un altro concetto che è la nostra capacità, tutta uboldese, di rimanere sempre in tribuna quando la partita è in campo e altri la stanno giocando al loro meglio.

Rimaniamo ancora una volta in tribuna nella partita dello Svincolo, perdendo l’occasione di portare a casa tante cose utili per la nostra comunità a costo zero per le nostre casse comunali e per i nostri cittadini.

Rimaniamo ancora una volta in tribuna per le prossime elezioni che, sebbene con molta probabilità si faranno in Abruzzo il 30 novembre, con altrettanta grande probabilità non verranno svolte qui a Uboldo. E se le elezioni amministrative saranno accorpate alle europee, andremo al 7 giugno 2009! L’elefantiaca burocrazia italiana ci ha portato a non avere ancora ad oggi una risposta da un nostro ministro (è il 30 settembre, la lettera a Maroni fu inviata il 30 giugno, l’interrogazione parlamentare promossa il 16 luglio). In più, qualcuno che tra qualche tempo verrà a chiedere il voto "per l’interesse del paese" ha ben pensato di tacere davanti a un’iniziativa "per l’interesse del paese".

Di qualsiasi colore, per carità, ma un’Amministrazione eletta dai cittadini.

Diranno che fare le elezioni costa. E’ vero, costano le elezioni, circa 40.000 euro. Ma è anche vero che un’Amministrazione c’era e i tribunali (non i 5000 cittadini che hanno votato né il Consiglio Comunale!) hanno deciso che quell’Amministrazione doveva abbandonare il mandato. E’ anche vero che non ne spendiamo 40.000, ma in questa situazione ne perdiamo milioni di euro…rimanendo in tribuna. ..

Ancora una volta rimaniamo in tribuna a guardare, a osservare altri che in campo giocano la loro partita mentre noi rimaniamo in questa situazione, a disquisire se sia giusto o meno fare le domande a un ministro (intanto l’Abruzzo vota), a disquisire se lo Svincolo serva o meno (intanto lo fanno e noi non prenderemo niente!), a discutere se sia più o meno giusto questo o quello, a vedere il "fronte del no" che a ogni cosa proposta sa soltanto dire "No…No…No".

Attorno a noi gli altri corrono. Intanto noi rimaniamo seduti. In tribuna. A mani vuote.

Lorenzo

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E Uboldo resta a guardare

Esselunga, in accordo con il Comune di Saronno, sta realizzando quattro rotonde.

Sento molti in questi giorni che si fanno domande sull’utilità e sulla realizzazione di queste rotonde.

Personalmente ritengo che l’iniziativa sia valida e utile, visti i problemi di traffico che quotidianamente affliggono quel delicato crocevia che a tutti è noto come "le quattro strade".

Ci sono però da chiarire alcuni aspetti, per non fare confusione.

1) le rotonde sono pagate da Esselunga e sono fatte in collaborazione e in piena autonomia con il Comune di Saronno. Uboldo non ha mai potuto (né voluto fino al maggio 2007…) discutere di questo progetto;

2) il progetto delle rotonde è completamente staccato e autonomo rispetto al progetto Svincolo Saronno Sud e MAI avrebbe potuto rientrarvi dal momento in cui gli interlocutori per la questione Svincolo erano e sono altri: Regione Lombardia, Provincia di Varese, Autostrade per l’Italia, Spea, Anas;

3) la mia amministrazione nel settembre 2007 dopo un confronto verbale con il Sindaco Gilli aveva aperto un canale di dialogo per modificare il progetto. La proposta sul tavolo era di spostare di qualche metro la rotonda in fondo a Via Ceriani in modo tale che sarebbe stata garantita l’immissione dei cittadini di Uboldo senza l’obbligo di andare a destra (come è oggi e come rimarrà). La nostra richiesta, formalizzata con la delibera n.223 del 3-10-2007 inviata al Sindaco Gilli, era di dare la possibilità agli uboldesi di poter svoltare a sinistra aprendo così un’altra strada di accesso a Saronno. Posto, ovviamente, che mai è stata in discussione la riapertura della Via Padre Giuliani. Il Sindaco Gilli, che dopo anni di muro contro muro aveva intravisto finalmente la possibilità di un dialogo sereno tra vicini di casa, si era detto possibilista. Purtroppo il dialogo è stato interrotto a causa della sentenza del TAR;

4) la nostra proposta era stata fatta nel pieno rispetto dei ruoli dal momento in cui abbiamo sempre pensato (come pare ovvio…) che il sindaco di Saronno decida di fare sul suo territorio quello che gli pare (come del resto il sindaco di Uboldo sul suo). L’idea però sarebbe stata presa in considerazione semplicemente per i buoni rapporti che si stavano ricreando, dopo anni di muro contro muro, con il sindaco Gilli e la città di Saronno.

Al di là delle sterili polemiche è giusto far tesoro di un aspetto positivo: il metodo.

Oggi più che mai un Comune non può più finanziarsi in proprio delle grandi opere (a meno che si tassi indiscriminatamente la popolazione) e deve necessariamente avvalersi della collaborazione con il privato. Le quattro rotonde nascono da un accordo tra l’operatore privato (Esselunga) e l’operatore pubblico (il Comune di Saronno) all’interno del progetto di ampliamento di Esselunga. E questo non significa essere collusi, né tanto meno "vendersi" a qualcuno. Anche perché, come si dimostra con queste rotonde, la capacità di dialogo tra le parti porta solo benefici e ricadute positive sulla comunità: le quattro rotonde a Saronno oppure un parcheggio da 40 posti a Uboldo in Via XX Settembre all’interno dell’accordo per il PL 14 di Via Monte Rosa-Via I Maggio che ai cittadini di Uboldo è costato zero. Avremmo potuto sicuramente beneficiarne anche noi di questo progetto Saronno – Esselunga.

Purtroppo Uboldo resta ancora una volta a guardare…

Lorenzo

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Se ne son dette

Cari amici, gli Uboldesi, dopo aver scelto e votato democraticamente un proprio sindaco, si vedono costretti a ritornare alle urne grazie alla voglia di qualcuno di far finire le cose a "carte bollate".

A oggi, 22 settembre 2008, non sappiamo ancora se la richiesta promossa da me e da tutto il mio gruppo al Ministro Maroni sarà accettata, cioè di anticipare il più possibile la data delle elezioni.

L’Onorevole Marco Reguzzoni ha ascoltato il nostro appello e si è fatto portavoce alla Camera, con un’interrogazione al Ministro (datata 16 luglio!) che ad oggi non ha ancora risposta.

Noi attendiamo.

Attendiamo fiduciosi. Io e tutti gli amici che insieme a me hanno dimostrato, seppur in pochi mesi, che a Uboldo si può davvero cambiare pagina, se si vuole.

In pochi mesi abbiamo iniziato a cambiare il volto del nostro paese e stavamo lavorando a progetti nuovi e innovativi che purtroppo sono momentaneamente nel cassetto.

Il rammarico più grande forse è di non essere riusciti a rimanere in carica abbastanza (non per colpa nostra!) da formalizzare la tangenzialina che avrebbe fatto defluire le automobili all’esterno di Uboldo (un’opera da 2 milioni di euro!) e di aver perso (per ora…) i 500 mila euro che ci avrebbero consentito di risistemare gran parte della Via IV Novembre. Oggi siamo al fatto che il Consiglio dei Ministri ha approvato lo Svincolo e noi rischiamo di rimanere fuori da una partita troppo importante per il nostro paese.

Noi non ci arrendiamo però! E questa cosa la devo e la dobbiamo soprattutto a tutti VOI!

Sì, a tutti voi, miei cari concittadini, che avete continuato a sostenerci con dimostrazioni di grande affetto.

Mail, messaggi, scambi di opinioni in strada, pacche sulle spalle…GRAZIE!

Il vostro cuore e il vostro affetto mi dice, oggi più che mai, che possiamo farcela ancora insieme.

Per questi motivi sono qui a scrivervi. Sono qui a parlare ai giovani e ai meno giovani, a quelli che vogliono chiedere qualcosa o a quelli che vogliono aiutarci a costruire l’Uboldo del domani.
E’ inutile continuare a recriminare. Quel che è stato è stato.

Ripartiamo da questa grande provocazione: che Uboldo vorremmo nel nostro domani?

Sono qui ad ascoltarvi e a confrontarmi con tutti coloro che, come me, sono innamorati della nostra bella Uboldo.

Le dicerie di paese e le malelingue, il pettegolezzo spesso, hanno contribuito a mettere in giro voci che…che bisogna proprio dire: "Se ne son dette…".

Svincolo, Sottopasso, Palestra…quante cattiverie gratuite! Ma forse è il momento di non tacere più.

Sono qui a darvi tutte le risposte che vorrete.

Sono qui perchè credo davvero che insieme a voi si costruisca l’Uboldo del domani.

L’Uboldo del domani riparte da VOI!

 

Vostro

Lorenzo Guzzetti

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