Il video dell'anno sociale 2012/2013

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Appunti sul Bilancio 2012

Mi permetto, lasciato qualche giorno "rosolare" i numeri del consuntivo, di fare alcune considerazioni e condividerle con voi.

Farò delle riflessioni spot, così da non annoiare. Per qualcosa di più diffuso andrebbe davvero impiegato troppo tempo e troppe parole, anche se magari per qualche argomento che riterrete opportuno faremo qualche post specifico.

Partiamo dai numeri macro.

"Fare comunità" richiede delle entrate per quasi 9 milioni di euro e delle uscite di quasi 8 milioni. Il milioncino che balla serve ad estinguere i mutui (cioè i debiti) del passato che, grazie a quanto abbiamo fatto nel 2012, siamo riusciti a portare il debito da 4 milioni a 3 milioni. Non male. Nel 2007 quando entrammo per la prima volta in Amministrazione il debito era di 7 milioni. Devo dire alla mia Amministrazione che è stata brava perchè abbiamo fatto "dimagrire" il costo della macchina a voi cittadini di 4 milioni di euro.

Senza dimenticare che questa Amministrazione, oltre a rinunciare già al 10% della propria indennità imposto dalla legge, ha deciso di tagliarsi un ulteriore 10% di indennità per un totale di 20.000 euro destinati a progetti sociali per le famiglie in crisi. Non poco.

Abbiamo, nel frattempo, tagliato anche tante altre piccole spese che, nella miglior tradizione uboldese, ci ricordano che "tante gocce fanno il mare". Così siamo arrivati a un risparmio di 130.000 euro.

Mi piace anche ricordare che, proprio in questo momento di crisi economica molto pesante per i nostri cittadini, il nostro Comune annualmente investe nei servizi sociali quasi 1,5 milioni di euro che rende questo settore del Comune il più costoso in termini di investimento nella comunità.

Evito di tediarvi con altri numeri che potete andare a leggere nella presentazione diffusa anche su questo sito.

Passo alle considerazioni politiche.

Nel 2012, in un anno di grande difficoltà per tutto il nostro Paese, la nostra Amministrazione è riuscita a:

- rispettare il Patto di Stabilità;

- recuperare l'evaso per più di 300.000 euro;

- erogare un bonus di 150 euro a famiglia che nel 2011 aveva avuto un neonato;

- dopo 8 anni togliere il ponteggio di Palazzo Crivelli;

- realizzare la Bretellina di collegamento allo svincolo che ha sgravato notevolmente la Via IV Novembre del traffico pesante;

- realizzare 69 loculi al cimitero e svolgere la procedura di Project Financing che farà investire 1 milione di euro nel nostro cimitero quest'anno;

- piantare 110 alberi;

- proseguire nelle politiche sociali e culturali consuete senza tagli.

In totale abbiamo portato gli investimenti generati nella nostra comunità per un importo pari a 10 milioni di euro.

Lorenzo 

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Bilancio Consuntivo 2012

Ieri sera in Consiglio Comunale abbiamo approvato il bilancio consuntivo 2012. La presentazione la lascio a disposizione di tutti per prenderne comodamente visione ed eventualmente fare domande al termine di questo pensierino.

Le voci che mi sembrano più importanti sono la spesa di oltre 1.300.000 euro nel sociale, voce che richiede sempre più impegno da parte nostra. Investimenti generati che ci fanno arrivare a quasi 10 milioni di euro di soldi spesi nella nostra comunità. Indebitamento in quattro anni abbiamo ridotto di 2 milioni di euro.

Senza dimenticare che l'anno scorso la nostra Amministrazione si è decurtata l'indennità facendo in modo che 20.000 euro potessero essere destinati a interventi sociali.

Lorenzo

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Non parole, ma opere/5

Da pochi minuti è stata aperta la nuova strada che collega Uboldo allo svincolo Origgio-Uboldo in zona industriale.

Quest’opera è frutto di collaborazione, impegno e fatica da parte di tutti coloro che hanno voluto fortemente quest’opera che collega la nostra comunità direttamente all’autostrada. Intendo quindi ringraziare Autostrade per l’Italia, Spea, Pavimental, ANAS, il nostro ufficio tecnico settore Lavori Pubblici rappresentato da Enrico Chieregato e dal responsabile Geom. Dario Iraga ma soprattutto oggi mi sento di esprimere il mio grazie più grande a Raffaele Cattaneo. Grazie a lui quest’opera è stata resa possibile come tante altre opere in Regione Lombardia, tante infrastrutture fatte per muoversi meglio e vivere meglio.

Io credo che Raffaele Cattaneo sia l’esempio della buona politica, quella vicina alla gente e sensibile anche ai bisogni e alle esigenze delle comunità rappresentate dai loro sindaci. Il momento attuale lo vede non più impegnato nell’assessorato ma l’auspicio è che questa sua “sosta” sia solo qualcosa di temporaneo per poi riprendere con ancora maggior vigore e incisività. I frutti del suo ottimo lavoro anche la nostra comunità li sta godendo. Raffaele, c’è ancora tanto da fare!

Mi sembra giusto ricordare anche che questo peduncolo, per esempio, è un investimento sul nostro territorio di qualche centinaia di migliaia di euro.

E ora, via con i lavori sul ponte. Mi raccomando: portiamo pazienza!

Lorenzo

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La crisi, benedizione anche per la politica

Mi rifaccio alle stracitate parole di Albert Einstein sulla crisi come “benedizione” per una riflessione a largo raggio che va dalla nostra realtà locale fino a quella nazionale. La crisi quindi può anche essere una benedizione per la politicase la stessa politica nel prossimo futuro saprà giocare nuove partite.

 

Se Berlusconi dal 1994 ci ha fatto credere che tutti possono fare politica ora, come per le aziende o per gli operatori commerciali, rimane in piedi chi sa fare politica. Questa crisi obbliga a questo. E’ ora di dirlo chiaramente: non tutti possono fare politica, ma ognuno al proprio posto può aiutare chi fa politica, può affiancarlo, può collaborare con lui perché il politico non è un uomo solo al comando ma è il collettore di tante competenze che si mescolano insieme e che hanno come obiettivo il bene comune.

La bulimia legislativa a cui abbiamo assistito negli ultimi anni nè la dimostrazione. A Roma come a Milano. Sfornare leggi continuamente non ha aiutato, anzi, ha fatto più disastri perchè i “prestati e impreparati” alla politica hanno pensato bene di fare leggi senza andare a sapere i danni che andavano a ripercuotersi alla base. Il caso più eclatante, e parlo a livello regionale così da essere proprio libero, è quello dell’urbanistica dove oggi per fare un PGT servono tonnellate di carta per nulla. 

 

Questo momento di crisi politica la dobbiamo considerare una benedizione prima nell’ottica di appianare le divergenze. Occorre unirsi, tutti, per tendere insieme al bene comune. L’esempio, in questo caso, di Uboldo al Centro penso che sia da riconoscere: in 3 anni di amministrazione i risultati sono sotto gli occhi di tutti. A maggior ragione se si considera il tutto sotto due parametri: gli investimenti generati sul territorio (perchè oggi i Comuni vivono con quello, non con soldi loro, perchè le entrate dei Comuni sono solo ed esclusivamente quelli legati all’urbanistica) e, soprattutto, il fatto che in un momento di crisi economica devastante questa Amministrazione è riuscita a non tagliare servizi ma anzi ottimizzarli e introdurne di nuovi.

 

Per questo motivo Uboldo al Centro è ancor di più oggi il laboratorio giusto dove poter pensare di innovare per primi questa grande area dei moderati. Il mio invito a Uboldo è: continuiamo a essere una comunità capace di innovare. Non dimenticherò mai che sono stati questi cittadini, questa gente, queste persone a dare la possibilità a un ragazzo di 25 anni di fare il sindaco quando, tre anni fa, di Renzi e della sua “rottamazione” non c’era neanche l’ombra e la politica era il perfetto ”paese per vecchi” in cui si era paludata la nostra Italia. E anche dei nostri amici “navigati” ci davano per spacciati guardando la mia foto sui cartelloni elettorali commentando sprezzanti: “a l’è trop giuin” (“è troppo giovane”). Per questo motivo credo che non ci sia nessuna comunità migliore di questa che possa essere ancora in grado di dimostrare tutto il suo valore.

 

A livello nazionale servono due cose: tornare a una vera scuola di politica e, rifacendomi ancora al caso di Uboldo al Centro, creare movimenti capaci di stare insieme non solo per la cadrega. 

Con una scuola di politica i Fiorito e le Minetti non troveranno più spazio perchè il posto dovranno guadagnarselo davvero. Così come ognuno, al proprio posto, potrà aiutare il politico o i politici a fare in maniera eccellente il loro lavoro.

 

Dall’altra parte le coalizioni o i gruppi elettorali nati solo per il potere non hanno vita lunga. Perchè se non c’è amicizia, stima, rispetto e valori comuni condivisi alla base non si va lontani. Gli screzi PDL-Lega nei vari Comuni sono lì a testimoniarlo come, d’altra parte, l’eccessiva frammentazione della sinistra genera mostri, non gruppi politici. E anche questo non occorre andar lontano per vederlo.

La sfida è aperta: una sfida basata non su un recupero di credibilità, non un maquillage di facciata ma fatta di lavoro, sudore e impegno. Allora sì che, invece di lamentarci dei Monti e delle banche che hanno esautorato i politici, la benedizione più grande della crisi sarà quello di averci dato una politica nuova.  

Lorenzo

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Un anno fa...

…come oggi inauguravamo il rinnovato “Parco del Lazzaretto – Luca Ciccioni”. Merito della Contrada Lazzarett e del suo capitano, Mauro Ceccaroni, merito di tanti sponsor che hanno creduto nella possibilità di realizzare una cosa così bella, merito dell’assessore Matteo Pizzi che ci ha dedicato tanto tempo nel coordinamento, merito della allora neonata associazione “Quelli che…con Luca”che ebbe una sorta di battesimo proprio in quell’occasione.

 

Rivolgere lo sguardo indietro ora offre grande soddisfazione, certo, soprattutto perchè quello fu il primo esempio concreto di un’opera realmente e totalmente sussidiaria sul nostro territorio. Opera che è stata la “grande prova” per una nuova sfida che ci accingiamo a iniziare e che presto vi sveleremo. Questo anniversario però mi offre l’opportunità di spiegare oggi la dedica di quel parco, troppo spesso oggetto di cattiverie gratuite di ogni genere. A un anno di distanza forse ora si può dire con semplicità.

 

Quando l’anno scorso decidemmo di accogliere la richiesta di Mauro e della sua Contrada molti pensarono che quella dedica veniva fatta sull’onda dell’emotività o, più specificatamente, per amicizia e “preferenza” nei confronti di qualcuno che era particolarmente vicino alla mia persona. Dimenticando che forse proprio il sottoscritto potrebbe vantare nel suo curriculum qualcuno di più vicino del figlio di un amico a cui dedicare tutta questa attenzione.

 

Ma proprio oggi mi piace spiegare il perchè di quella scelta. L’esperienza di Luca, che sicuramente ho vissuto molto più intensamente di altre vicende simili, ha segnato una comunità, è stata ciò che ha fatto parlare di leucemia in una comunità come Uboldo, che ha fatto interrogare tante persone sul senso della vita e il valore della ricerca, è stato segno di amicizia e di conoscenza. E tutto questo prescinde da chi è sindaco o dal colore politico. Questa cosa è un puntino nella storia che allora, un anno fa, non era possibile unire guardando avanti perchè quel puntino, come altri “potete solo unirli guardandovi all’indietro. Così, dovete aver fiducia che in qualche modo, nel futuro, i puntini si potranno unire.”

 

Ecco il senso di quella scelta. Quando passo da quel parco penso che un giorno tra 20 anni io non sarò più sindaco ma ci sarà chi porterà suo figlio dentro quel parchetto e che si interrogherà su chi è stato Luca Ciccioni. E se vorrà trovare le risposte dovrà parlare di tematiche importanti come la lotta alla leucemia e la ricerca scientifica ma anche di una storia di amicizia e di comunità unica nella storia. E allora sotto il nome di Luca Ciccioni saranno automaticamente ricordati e compresi anche tutti gli altri, bambini e adulti, che hanno reso testimonianza attraverso la croce della malattia e sono stati segni importanti per la nostra comunità. E di una cosa sono sicuro fin da oggi: ci si ricorderà di Luca, si parlerà di quelli che come Luca hanno lottato contro questa malattia e non ce l’hanno fatta, ma difficilmente verrà ricordato chi era il sindaco. E sarà giusto così. E’ in questo che si compie il senso pieno della politica: essere al servizio del proprio popolo e della storia che è qualcosa che travalica e va oltre i nostri limiti umani. E che, ne sono convinto, è in mano alla Provvidenza.

Lorenzo

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Un anno di "Quelli che...con Luca"

Ricordo quel 12 ottobre.

 

Ricordo quanto eravamo ancora su quel duro pavimento della realtà.

 

Ricordo quelli che non capivano.

 

Ricordo quanto timore, quanti dubbi, quante domande.

 

Ricordo che stavamo preparando la grande giornata del parchetto.

 

Ricordo che c’era dedizione e passione. Ma soprattutto amore. E quello è stata la chiave di tutto.

 

“Ci sono gli attori. E ci sono i funamboli”.

Il meglio, sì, deve ancora venire.

Lorenzo

 

…. e cosi’ il 12 ottobre di un anno fa nasce l’associazione “quelli che…con LUCA”.

Io e l’amico di sempre Riccardo Franzosini andiamo all’ufficio dell’entrate di Saronno.

Porto con me il portafoglio di LUCA, quello rosso di “winnie the pooh”,
con dentro i soldini risparmiati da LUCA ,
e con cui LUI voleva comperare tanti giochetti e raggiungere tanti progetti che a 10 anni si meritava..

Li uso per i costi burocratici vivi necessari alla fondazione della SUA associazione,
non perche’ mi manchino, ma perche’ e’ giusto cosi’…

Il vero Fondatore e Presidente e’ LUCA .

Io in primis e tutti voi, siamo quelli che con LUCA lottano, quelli che con LUCA vanno a prendere l’anima della malattia, ma sempre capitanati da LUI.

Dai suoi occhi, dal suo sorriso, dal suo carattere forte, dalla sua generosita’, dal suo forte senso di amicizia, quella vera .

Questo mix che l’amica del cuore Tatiana e’ riuscita a trasmettere nel logo ufficiale dell’associazione.

Quello che vedete sotto, quello che chi nn ha conosciuto LUCA ,prima o dopo, critica solo per ottusita’ e limitatezza di sentimenti.

Quelli veri invece che abbiamo noi tutti ci hanno portato sin qui.

L’associazione “quelli che…con LUCA” e’ una delle cose piu’ azzeccate della mia vita, dopo LUCA.

L’avere nel cda il dott. Marco Spinelli e’ per me un orgoglio illimitato.

Tanto affetto ha dato , tanta dedizione ha dato, tanta professionalita’ ha dato , tanta amicizia vera ha dato a LUCA.

Tanta fiducia a me, ora tanta vera amicizia . Quella vera. Quella fianco a fianco.

Che direi poi di Silvia, da me conosciuta superficialmente sino al settembre 2011..aime’ ho sempre frequentato il suo uomo…….

Ma poi capisco che persona e’, che cosa di tanto bello possa dare a tutti, di quanto cuore ci metta.

Serve cuore, testa, carattere, costanza……ce ne fossero di Silvia …….

Poi ci siete voi……

…..intendo tutti, proprio tutti dal primo all’ultimo che si e’sbattuto e che si sbatte…..

Voi tutti siete l’anima, siete un fiume in piena, un oceano di cuore, testa, carattere, costanza…..

Voi siete la risposta ad un mondo corrotto moralmente, un mondo di quotidianeita’ scontata, di frasi fatte, di prediche buttate li la domenica tanto per parlare, ma senza aver pensato prima e riflettuto dopo..

Voi siete la risposta al popolino che parla, ai criticoni della vita scontata di sempre.

Voi siete la benzina per la quale vale la pena avere una casa incasinata, tutte le camice da stirare, il frigor vuoto, la polvere in giro….

……“ne vale la pena” come direbbe Vale a Flavio.

Voi mi date fiducia, soldi, speranza, programmazione, futuro in una vita che poco senso ha.

Voi soprattutto ne date e ne darete a tanti bambini, che oggi hanno la vita troncata.

Voi siete la forza per il dott Ettore Biagi, per la sua equipe, per tutti i dottori non solo del San Gerardo, in Italia ci conoscono e vi conoscono come una forza davvero unica.

Voi siete la benzina per la dottssa Tiziana Coliva che si e’ messa in discussione, ha messo in discussione la sua vita, incasinado i suoi affetti……. scegliendo di vivere a Londra….

Non da turista ma dedicando ogni 24 h della sua vita a cercare, ricercare strade nuove e piu’ efficaci contro la malattia…

Una malattia che si evolve, furba, maligna…mai bisogna abbassare la guardia Tiziana….

Voi siete cio’ che oggi serve ai dottori per essere efficaci…..

Voi siete serieta’, concretezza…….

protagonisti senza neanche immaginarselo di un progetto grosso, internazionale, dedicato allo sviluppo delle terapie molecolari per la cura della leucemia infantile.

Voi siete quelli che hanno permesso l’acquisto del Citofluorimetro, ce ne sono due soli in Italia, uno e’ quello di Monza.

Sfido chiunque voi ad averlo solo immaginato qualche mese fa…… Ringrazio l’Amministrazione comunale di Uboldo, Il Sindaco dott Guzzetti, Teo , penso a Ercole.

Grazie per il lavoro che ci unisce in quello che e’ il mondo del sociale, parola sulla bocca e nei sogni di tutti e che in pochi pero’ concretizzano..

Orgogliosamente voi tutti siete l’associazione “quelli che…con LUCA”,

nata il 12 ottobre 2011….

..da un portafoglio rosso di winnie the pooh….

Andrea Ciccioni
Pres. Ass. “quelli che..con LUCA”

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#politicopazzomavero...anche io!

Riprendo il tormentone uscito sui giornali in questi giorni esploso dopo i tweet di Raffaele Cattaneo riguardo la politica fatta in maniera pazza, forse, ma vera. E’ vero, anche io non faccio la politica fatta per “compiacere” ma apprezzo di più fare la politica dei fatti. Che poi è quello che i nostri avversari politici non sopportano. Non ho paura ad affermare serenamente che i soldi che Raffaele prende sono tutti guadagnati, uno a uno, col suo lavoro. E chi lo conosce un pochino può confermarlo. Ma anche chi non lo conosce può vedere tranquillamente i risultati, che parlano da soli. Come non ho nemmeno io paura di affermare che l’indennità che percepisco io stesso, come molti altri sindaci, per le responsabilità e gli impegni che abbiamo è ridicola.

 

Certo, nel clima diffuso oggi i cittadini ci vorrebbero vedere tutti attaccati al muro, ed è per questo che chi crede nella politica come ci credo io deve avere il coraggio di dire che così non va bene. Perchè io stesso non avrei problemi ad elencarvi nomi di politici locali, provinciali, regionali o nazionali che conosco, rispetto e stimo magari di movimenti politici non proprio afferenti all’area del mio pensiero politico.

 

Ma qualche provocazione la voglio lanciare anche io ai miei lettori e cittadini.

 

Preferite politici che dicono sempre sì proprio per “compiacere” e poi fanno quello che vogliono o preferite politici che hanno il coraggio di darvi risposte scomode ma concrete, reali e basate su un confronto?

 

Preferite politici che fanno i paladini dell’ambiente nei vostri consigli comunali e sono immobiliaristi nel paese di fianco o politici che la politica ambientale la fanno davvero, senza per questo impedire il naturale sviluppo della società?

 

Preferite politici che fanno quelli interessati ai veri diritti dei cittadini e che poi hanno palazzi e appartamenti che gestiscono rigorosamente in terza persona o preferite politici che candidamente vi dicono che se non asfaltano strade e non fanno altri lavori è perchè la spesa sociale è cresciuta a dismisura negli ultimi anni?

 

Cosa volete, cari amici? Questa è la grande, vera e unica domanda che dovrà farvi continuare a credere nella politica. Perchè massacrando il popolo e incattivendo la gente qualcuno, là a Roma, ha capito che può veramente elidere la politica o, meglio ancora per loro, farla diventare una cosa solo per ricchi. E questo vorrebbe dire non solo uccidere la politica, ma anche la democrazia.

 

Pensateci. Perchè è vero che ci sono tanti Fiorito anche qua in Provincia di Varese, ma ci sono anche tanti politici che la politica la fanno davvero, per il bene del popolo, con passione e dedizione. Tutti i giorni. A prescindere dai soldi.

Lorenzo

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"Mettetemi in mutande ma lasciatemi la libertà di fare politica"

Nel pomeriggio di oggi l’assessore Raffaele Cattaneo era un fiume in piena su Twitter. Un fiume in piena e ne ha ragione di esserlo. Voglio concentrarmi su di uno in particolare: “sull’onda dell’emotività, insieme agli enti locali, stiamo distruggendo la democrazia? Ogni dittatore diventa tale a furor di popolo”.

Anche io vedo tanti piccoli dittatori in giro che a furor di popolo stanno diventando come quelli che ai tempi tagliavano le teste. Ma non era null’altro che altra dittatura.

Così abbiamo a Roma gli M5S, i castissimi, i purissimi, i “vivi” contro i “tutti morti”.

 

Abbiamo quelli a Uboldo che richiamano al “rigido rispetto delle regole”, che fanno politica con gli esposti, la magistratura e le diffide, fregandosene di vedere quale sia il bene comune, il bene del e per il popolo.

 

Da tutto questo generiamo i cittadini che per chiedere un chiarimento al sindaco si presentano in ufficio con l’avvocato, avvocati che loro per primi sanno quali sono le regole ma in nome del dio quattrino fingono di assistere, fanno la messinscena e poi mettono tutto in parcella. Oppure generiamo i cittadini che ormai credono che ogni profilo Facebook sia una tribuna politica dove dire la propria, che 90 volte su 100 sono vaccate complete.

 

Così come si generano giornalisti (?) che guadagnano il pane sulla pelle dei politici, pronti a tutto pur di “montare la polemica”. E’ il caso di Saronno in questi giorni, dove Le Iene avevano messo alla gogna la Polizia Locale e ora un tribunale ha detto che in realtà l’extracomunitario aveva lui per primo iniziato a menar le mani o anche è il caso di Uboldo, dove uno da una parte mette in piedi una finta “rivolta” e l’altro si mette a fare il Mannheimer della situazione, passando dall’essere il “giornale dei morti” al giornale del “voglio sapere la sua opinione. Le faccio una foto così la metto sul giornale.” E così, intanto, vendon copie…

Questo è il nostro mondo. Questa è la nostra realtà.

 

Perchè nessuno ci chiede quanto ci costa fare orari assurdi, non poter bere un caffè tranquilli con gli amici che subito qualcuno deve farti una domanda, quanto costi ai nostri affetti non poterci vedere che nei ritagli di tempo, o perchè adesso la Corazzata Potemkin non fa un bel manifesto e lo mette in bacheca dicendo che il sindaco si è autotagliato l’indennità di 3.600 euro all’anno per dare un segnale di sacrificio a tutti i suoi cittadini?

 

E’ vero, uno potrebbe dire: “chi te l’ha fatto fare?” ma è una domanda che se uno ci pensa su è di un’idiozia pazzesca, perchè magari uno si dimentica che per fare quel lavoro uno ci ha messo anni, ci ha speso ore sui libri, sui banchi di scuola, si è fatto davvero il cosiddetto culo. Lui e la sua famiglia, perchè io, come guarda caso Raffaele, vengo da una famiglia in cui mio papà era impiegato e mia mamma casalinga e come dicevo settimana scorsa a un amico: “io andavo a scuola con la tuta con le toppe”.

 

Perchè no, non è tutta merda, anche se ve lo vogliono far credere.

La vera merda è quella che, purtroppo, vi sottopongono tutti i giorni facendovi credere che sia caviale pregiato.

 

“Mettetemi in mutande ma lasciatemi la libertà di fare politica”.

Lorenzo

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Al nostro Asilo

Domenica è la festa del nostro Asilo Colombo – Morandi, ente morale storico e di rilevanza fondamentale per la nostra comunità. In questo momento di grandi cambiamenti anche al suo interno, l’Asilo non smette mai di perseguire nella sua azione educativa per il bene di tutti. E’ importante per questo esserci domenica, fare una visita, cercare di sostenere in qualche modo l’opera che prosegue oggi guidata dal presidente Francescut e da tutti i suoi collaboratori.

 

L’Asilo Colombo – Morandi, non mi stanco di dirlo, è un patrimonio della nostra comunità, degli uboldesi innanzitutto, ed è per questo che sono gli uboldesi stessi che devono essere e sentirsi protagonisti nell’aiutarlo. Mi piace ricordare, come sempre, una persona che ha fatto tanto per l’Asilo, il compianto Luciano Testi, e insieme a lui pensare a tutte le suore che si sono avvicendate negli anni e ai sacerdoti che hanno amato e valorizzato l’Asilo anche come oratorio femminile.

 

Dentro lì ci ho passato alcuni degli anni più belli della mia vita: mi piace ricordarli, mi piace pensare che un po’ tutti quando varchiamo l’ingresso del “Colombo – Morandi” ci sentiamo un po’ più bambini e un po’ più giovani perchè per tutti gli uboldesi quello è “l’Asilo” che, nonostante i suoi 107 anni di età conserva intatto il suo splendido fascino.

 

Evviva il nostro Asilo!

Lorenzo

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No ai tafazzismi, sì al LAVORO

Ringrazio pubblicamente per l’invito ricevuto da Uboldo Civica per il loro incontro che faranno riguardo al Centro Sportivo. Dicono che esporranno i fatti…loro, perchè ovviamente gli altri dicono menzogne. Ma ovviamente loro hanno la Verità. Un po’ come Repubblica. E’ questo che non sopporto della sinistra: loro sono per l’ambiente ma hanno Vendola che dissemina inceneritori in tutta la Puglia. Loro sono quelli che dicono la verità, mentre gli altri le menzogne. Loro sono per il lavoro ma guai (guai!) a fare qualcosa per incentivare gli investimenti sul proprio territorio siano essi sotto forma industriale o commerciale.

 

Ringrazio dunque dell’invito ma non ci sarò fisicamente, come già ampiamente preannunciato. Nonostante tutto però li ringrazio dell’invito perchè così ho capito il motivo del fallimento totale della loro amministrazione: per organizzare un incontro ci hanno messo quasi 3 mesi, noi 1 settimana. Ecco perchè Uboldo è rimasta indietro anni. Pensate quanto ci mettevano a decidere se disseminare o no l’ennesimo dosso per il paese…

 

No, cari i miei accigliati piccoli tafazzi. Io non mi tafazzerò con voi. E il motivo è semplice: noi stiamo già lavorando per sistemare tutte le problematiche inerenti al Centro Sportivo, siamo già al lavoro da mesi e ora siamo al terzo giro di confronti per arrivare a una soluzione definitiva che consenta e garantisca non solo al Centro di stare aperto ma di migliorare e di essere ancora più bello per i nostri cittadini, con un occhio alla fruizione attuale e un occhio alla necessità di ripensare completamente la gestione.

Vi sembrerà strano, ma noi a differenza vostra LAVORIAMO. Lascio a voi l’incombenza di martellarvi le cosiddette.

 

Una piccola precisazione: è vero, come scritto, che hanno fatto qualcosina ma:

- la tensostruttura costa circa 9 volte in più all’ora di quello che costa la palestra fatta dai “maneggioni” di UAC;

- la tettoia: è strano che l’hanno fatta giusta. Alla Materna in Via XX Settembre l’hanno fatta in bambù ed è marcita in una stagione;

- il bar: è pur sempre un prefabbricato.

 

Ma per dimostrare appunto che voi dite sempre la Verità, cari tafazzi, avete occultato per bene sul vostro volantino una grande opera che avete fatto: lo spostamento del minigolf costato alle nostre tasche 11.507 euri che è esattamente il doppio dei millantati 6.000 che avremmo perso scaricando l’IVA. Comunque per il minigolf potete rinfrescarvi la memoria cliccando qui.

 

Che mediocrità.

E io dovrei venire ad ascoltare i fatti? Vado a giocare a calcetto. Ma non prendetevela col calcetto, se non lo avessi avuto c’era da fare la “scopetta” con gli amici.

Lorenzo

 

P.S. Vi ho scritto a un anno esatto dall’inaugurazione della palestra “Giulio Galli” che se era per voi eravamo ancora qui ad aspettarla…

 

P.S.2: nel “rigido rispetto delle regole” mi aspetto risposte circa il poliambulatorio. Vi rammento il parere negativo della responsabile: “L’individuazione della Società a cui affidare in concessione la gestione del Poliambulatorio doveva avvenire mediante un bando pubblico per rispettare i principi della trasparenza, della non discriminazione, della parità di trattamento”.

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...facciamo festa perchè...

…FACCIAMO FESTA PERCHE’…

…facciamo festa innanzitutto perché, saremo strani forse, ma a noi piace un casino stare insieme, lavorare insieme, divertirci, sorridere, sudare e faticare per regalarvi qualcosa di bello…

 

facciamo festa CON “Quelli che…con Luca” (www.quellicheconluca.org) perché ci piace pensare che a ad Andrea e a quella banda di matti lì sia venuta la meravigliosa idea di fondare l’associazione proprio su questi tavoli. Un anno fa, ballando e cantando insieme a noi…con Luca sempre nel cuore

 

…facciamo festa PER “Quelli che…con Luca” perchè se vi piacerà stare in nostra compagnia il vostro contributo finirà nelle mani del Dottor Ettore Biagi dell’Istituto San Gerardo di Monza che con la terapia molecolare sta cercando di salvare tanti altri piccoli Luca dalla leucemia…

 

facciamo festa per il Simo, perchè di sicuro sarebbe stato qui insieme a noi queste sere qua a montare, disfare, brigare. Per noi fare questa festa, far venire le moto grosse che fanno tanto rumore e fare tanta musica è un po’ averlo qui ancora con noi…

 

facciamo festa per tutti quelli che vengono qua e che sono contenti di esserci, che arrivano con un sorriso e se ne vanno con una pacca di ringraziamento anche se fanno un po’ di coda…

 

…facciamo festa perché solo qui si mangia la pasta e fagioli dentro la michetta e perché solo qui, e solo una volta all’anno, potete mangiare le patatine fritte San Carletto

 

…facciamo festa perché per noi Lorenzo non è il sindaco ma è Lorenzo (che non solo è antipatico, ma pure astemio!) e Matteo è Teo o al massimo Teolandia e non l’assessore

 

…facciamo festa perché ci piace la birra e perché ci piace fare la sagra de/a-lla patata

 

…facciamo festa perché se no tra il Palio e Natale ci annoiavamo e quelli grossi del tiro alla fune non sapevano come tenersi in allenamento…

 

…facciamo festa perché così abbiamo la scusa per giocare a scopa fino alle tre o le quattro del mattino e le nostre mogli e/o fidanzate non possono arrabbiarsi: “Dobbiamo curare la tenso!”

 

facciamo festa anche per tutti quelli che non vengono qua, che rimangono fuori, che hanno sempre da criticare, che ci fanno la morale, la predica, che ce la gufano, che ci dicono che certe cose non si fanno, che lo fate perchè “siete gli amici del sindaco” e perchè “sono sempre i soliti che fanno le feste”…ma mai uno di questi viene qua a sudare insieme a noi, a montare, smontare, sporcarsi le mani, imprecare contro il tempo e vedere che ci si diverte!

 

facciamo festa per quelli che ci vogliono bene. E sono davvero tanti…E SIETE VOI!

 

facciamo festa perché il divertimento che vi diamo è il nostro abbraccio per dirvi GRAZIE!

 

 

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La Provincia che verrà

Questo pomeriggio mi sono incontrato insieme agli altri sindaci del distretto saronnese (Saronno, Origgio, Gerenzano, Cislago, Caronno Pertusella) e a tema c’era, appunto, se chiedere o meno a Regione e quindi al Governo di entrare e confluire dal 2013 nella futura e costituenda Città Metropolitana di Milano che, in qualche modo, sostituirà la Provincia di Milano. E’ stato un bel confronto, un momento di vera crescita per ciascuno. Importante, e lo ringrazio, è stato anche il contributo del sindaco di Solaro, presente per pochi minuti, che ha esordito dicendo: “il rapporto con la Provincia di Milano è sempre stato pessimo”.

 

Ma al di là di questo, è stato importante il momento di scambio reciproco. Innanzitutto, e per chiarezza, è giusto che i cittadini sappiano che a decidere non saremo noi ma il Governo. In questa fase ogni Comune può semplicemente elencare i suoi desiderata oppure tacere e quindi, in buona sostanza, rimandare l’idea che si sta bene dove si è. Noi, per chiarezza e trasparenza nei confronti dei cittadini, con molta probabilità faremo una delibera di disinteresse a entrare nella Città Metropolitana di Milano. Saronno invece delibererà di continuare il percorso intrapreso con Caronno Pertusella per l’adesione alla costituenda Città Metropolitana. I sindaci di Uboldo, Gerenzano, Origgio e Cislago si sono ritrovati su posizioni comuni, ognuno con contributi diversi ma migliorativi.

 

Mi è piaciuto molto che, oltre a quanto ho già espresso in maniera diffusa in un mio precedente articolo, altri Comuni abbiano aggiunto la necessità che questo sia l’anno zero anche della rappresentatività provinciale. Come da anni si va richiedendo, al tavolo della Provincia dovrebbero sedere i sindaci rappresentanti di un comune territorio piuttosto che altri consiglieri eletti con altre elezioni. Faccio un esempio: Varese si sarebbe potuto dividere ai tempi con Saronnese, Gallaratese, Bustese, Alto Varesotto e Varese Città. In 5 persone rappresentanti di questi territori si sarebbero condensati i bisogni di tutti i cittadini di questo territorio che va da noi fino ai confini con la Svizzera.

 

Stare “ai confini dell’impero” ma magari con un sistema di rappresentatività diversa potrebbe magari in un futuro nemmeno troppo prossimo vederci protagonisti delle nostre scelte future se, come sembra ma è tutto davvero molto nebuloso, si formerà una provincia di Varese-Como-Lecco. Vedremo e vi darò aggiornamenti costanti. Qualsiasi cosa deciderà il Governo noi dovremo per forza di cose accettarlo. Di sicuro, in un modo o nell’altro, non potremo dire che la nostra non l’abbiamo detta.

 

La scelta sarà dunque orientata così: diremo al Governo che noi non siamo interessati ad andare con Milano. Di entrare in una realtà che con molta probabilità sfiorerà le 3 milioni di persone ed essere ancora ai confini o ai margini non cambia nulla. In attesa che ci dicano, a noi e ai cittadini, quale sarà il futuro del nostro territorio.

Aggiungeremo nel caso alla nostra delibera che noi, proprio a dirla tutta, vorremmo l’abolizione delle Province, più risorse e deleghe ai Comuni (soprattutto a quelli che faranno politiche sinergiche e di insieme. Ed ora con Gerenzano, Origgio e Cislago occorrerà iniziare a pensarci seriamente…) e che piuttosto che questo sistema avremmo preferito un azzeramento totale dell’assetto provinciale con una redistribuzione che partisse dal basso di divisione del territorio. Ma si sa, a Roma preferiscono comandare che ascoltare.

Lorenzo

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A quattro mani col cielo

Ripenso inevitabilmente in questo ore ciò che stanno pensando in molti: “è già passato un anno”. Ricordo.Ricordo tutto. Ricordo quel cielo azzurro senza nuvole della mattina, il caffè con Andrea, gli aggiornamenti continui su una situazione che no, non convinceva, ma che mai avremmo pensato precipitasse in poche ore. E poi quegli ultimi sms, l’arrivo a casa e Luca appena volato in cielo.

 

Ricordo anche le parole di un amico, che in effetti potevano risultare stridenti e incomprensibili proprio in quegli istanti, ma che a guardarle ora sembrano proprio così vere: “dobbiamo essere guidati dalla certezza che dietro tutto questo c’è un disegno buono che Qualcun Altro sta compiendo in questo tremendo dolore”.

 

E’ passato un anno. Un lungo e velocissimo anno da quando il nostro Luca ci ha lasciati. E dentro questo anno tante cose, per tante persone, sono cambiate. Tante persone che sono state toccate da questa esperienza e che grazie alla forza straordinaria di Andrea hanno reso la vita un’immensa certezza. La certezza che insieme la lotta contra questa malattia può continuare, la certezza che rimangono tanti, troppi Luca ancora nei letti di ospedale che possono e devono essere curati e magari un giorno guariti.

 

“Se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; ma se muore, produce molto frutto.” E’ così. Luca nella sua morte è stato un chicco di grano che ha generato. Luca non è rimasto solo. Ha generato un popolo. Un popolo che sta continuando a fare “attraverso” lui, “per” lui, “con” lui. L’associazione “Quelli che…con Luca”, il Parco del Lazzaretto “Luca Ciccioni”, i mercatini di Natale, Viterbo, la Notte Gialla, le Tecnolimpiadi. In mezzo persone che si sono unite nella lotta, tante famiglie che hanno deciso in occasioni storiche per loro di dare un pensiero all’associazione: fidanzati il giorno del matrimonio, genitori il giorno del battesimo del figlio e, una cosa che mi ha molto colpito, famiglie toccate dal dolore e dal distacco di un lutto chiedere che invece di fiori la gente si concentrasse su questa lotta che l’associazione “Quelli che…con Luca” sta portando avanti.

 

Potrei raccontare centinaia di episodi, di momenti, di incontri. Simpaticamente ieri dicevo ad Andrea: solo un anno fa non avrei mai pensato di percorrere così tante volte l’Italia in lungo e in largo. Io trovo tutto questo straordinario perchè non siamo qui dopo un anno nella disperazione, nel semplice ricordo, nella commemorazione sterile di tante cerimonie a cui forzatamente spesso dobbiamo assistere. Siamo qui a parlare di qualcosa di vivo, di concreto, di reale.

 

Siamo qui a parlare di amore, passione, dedizione. Siamo qui a parlare di vita. Luca vive. Vive in Andrea, Mariarosa e in tutti gli amici che si sono lasciati trascinare da questo amore che ha generato. Nemmeno le polemiche o le cattiverie gratuite hanno potuto frenare questo amore. Questo amore genera, sta generando.

 

Ciccio, daje, stiamo continuando nella tua battaglia. Iniziamo a intravedere un po’ di quel “disegno buono”.

 

Ma non siamo forti come te. Continuiamo a farlo a quattro mani, le nostre più le tue. Dal cielo.

Lorenzo

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Il dibattito sulla Provincia

Alcuni cittadini mi chiedono in questi giorni lumi su cosa penso riguardo al dibattito intavolato nei giorni scorsi dal Presidente Galli riguardo la Provincia di Varese che con le prossime elezioni 2013 dovrebbe essere accorpata a Como e Lecco. Qualcuno ha già risposto, come il Comune di Saronno, dichiarando che intende avviare un dialogo con i Comuni limitrofi (tra cui il nostro) per avviare il percorso “per chiedere di far parte della città metropolitana di Milano”. Personalmente ho già ampiamente scritto e detto cosa penso delle Province, faccio quindi alcune considerazioni molto libere sullo stato di fatto e ciò che verrà.

 

E’ vero che la comunicazione viabilistica con Milano è molto più semplice rispetto a Varese (anche se nel 2012 questa cosa è ridicola dirla) ma faccio i conti con la realtà e la mia esperienza. Noi con Varese e con l’ente Provincia possiamo dire tutto fuorchè di essere stati poco considerati, nonostante gli amici tecnici e politici dell’Ente mi prendano in giro dicendo che “arrivo dai confini dell’impero”. Il dialogo e il colloquio con assessori e tecnici è sempre stato molto proficuo e immediato e questo perchè la Provincia di Varese conta 141 Comuni contro quelli che già gravitano attorno alla Provincia di Milano o Città Metropolitana che dir si voglia e ai quali vorremo aggiungerci pure noi.

 

Nella mia esperienza, e ne cito solo alcuni, posso solo dire che i vari assessori Baroni, Galparoli, Simeoni, Specchiarelli, Bonfanti, Campiotti o Fagioli (che è proprio saronnese doc) non mi hanno mai negato un incontro, un dialogo, un chiarimento sulle varie questioni e a domanda di appuntamento non hanno mai fatto tardare più di 7 giorni il momento del confronto. Come, d’altronde, i tecnici si sono sempre dimostrati attenti e preparati alle varie dinamiche e, perchè no, pronti anche ad avviare un confronto serio e franco quando le situazioni si facevano spinose.

 

Tutto questo per dire che al confronto che vorrà avviare Saronno noi siamo disponibili ad ascoltare, a dialogare, ma quello che non capiamo in questo momento è perchè non unirci invece tutti insieme a cercare di salvare invece la nostra Provincia che è virtuosa, che ci conosce e che rischia di essere tagliata per il solito modo di far politica da Roma: non guardare chi fa e fa bene, ma salvare equilibri politici favorendo addirittura quelle realtà dove è provato dall’esperienza quanti soldi siano stati bruciati.

 

Per questo motivo, conoscendo gli amici di Saronno e la loro sensibilità nei confronti del territorio, li invito fin d’ora ad avviare questo dialogo tenendo in considerazione tutte queste cose perchè se è vero che oggi siamo “ai confini dell’impero” non vorrei ritrovarmi tra qualche tempo ad essere un comune di serie B o C.

 

Inoltre consideriamo anche quanto ci costerebbe e quanto invece risparmieremmo a rimanere così come siamo, anche perchè tutti i Comuni (tra cui noi) hanno molte pratiche avviate già con la Provincia che significherebbe chiudere, riaprire e ripartire da capo. Un consumo di tempo, risorse, fatica che non si spiega in ottica della tanto sbandierata “ottimizzazione delle risorse” o “spending review” che dir si voglia. Non vorrei quindi che, a livello pratico, questa scelta che vuole proporre Saronno si riveli un boomerang per i nostri cittadini e per le nostre casse comunali già dissanguate.

 

Prima leggiamo i numeri, i conti e i soldi da spendere (che sono dei cittadini). Poi faremo i proclami politici.

Per ora, io rimango a Varese.

Lorenzo

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"Chiunque porta nel cuore una cattedrale da costruire è già un vincitore"

Ripartiamo con tanti desideri nel cuore, con tante aspettative per questo anno sociale che si apre in queste ore.

Molte volte ho avuto la tentazione di farmi vivo con qualche pensierino anche durante questo mese, ma ho preferito godermi quanto di bello e di buono mi stava accadendo. Abbiamo assistito al solito teatrino, e la politica non ha mancato di dare il peggior spettacolo. Mentre la gente sta male e fa fatica a tirare la fine del mese, la maggior preoccupazione di chi siede a Roma sembra essere quella di salvarsi la cadrega ancora per un po’ e quindi sembra che oggi in Italia il vero e unico problema è la legge elettorale.

 

Io, dentro a tutto questo, ho cercato di recuperare un po’ di gusto nel senso di fare politica. Il gusto che un po’ avevo perso. Confesso di non averlo ritrovato del tutto, ma so una cosa: finchè potrò e ne avrò la possibilità, voglio servire al massimo dell’impegno i miei cittadini. Perchè ho ancora, nel cuore, delle “cattedrali da costruire”.

E se è così, voglio realizzarle. O almeno tentare. Perchè se non le avessi più o se mi accontentassi ”sarei già un vinto”.

 

Invece no, credo che di ”cattedrali” da costruire ce ne siano ancora tante, perchè tanti sono i desideri del cuore. E questo è il miglior augurio che mi sento di rivolgere a tutti voi, ai miei cittadini, a tutti quelli che passano da questo blog anche solo per la curiosità di sapere
che caspita abbia da dire.

Vi lascio con due ultimi pensieri. Il primo è a un ragazzo di 28 anni che si è messo davanti a una nazione intera dicendo: “non ce la facevo più.” A lui, ad Alex Schwazer, che non giustifico come atleta ma che provo a comprendere come uomo, auguro solo una cosa: che possa avere una, ne basta una, una cattedrale nel suo cuore per poter tornare a vincere nella vita.

 

E il secondo pensiero ve lo lascio sotto: è un riassunto di una testimonianza sentita venerdì scorso a Rimini. Sui giornali ne ho lette di ogni, tanti amici e tante persone con aria tra lo sfottò e l’accusa mi hanno detto: “Ma vai a Rimini?”. Ecco, io ci sono andato.

Ci sono andato perchè guardate, là di Formigoni e delle sue vacanze, di Regione Lombardia e della “cricca” penso sia interessata lo 0,2% degli 800 mila partecipanti da 40 diversi paesi. Ma a Rimini, al meeting, ci si imbatte tra una mostra e un panino, un caffè e una chiacchierata, in queste cose qua che vi chiedo la pazienza di leggere. Roba vera. Roba viva…”nel cuore, cattedrali da costuire”.

 

Lorenzo

LA VITA: ESIGENZA DI FELICITÀ
La durata di certe vite si conta in minuti, ma il loro valore è infinito

 

È Andrea Simoncini, docente di Diritto costituzionale all’Università di Firenze, a introdurre l’incontro “La vita: esigenza di felicità. Testimonianze”, nel quale ci prepariamo ad ascoltare la neonatologa Elvira Parravicini, assistente di Clinica pediatrica alla Columbia University di New York, e il professore di diritto Orlando Carter Snead,
direttore del Center for Ethics and Culture della Notredame University.
Simoncini interpella il pubblico: “Qual è il valore della vita umana? Oggi
l’idea prevalente è che il valore della vita sia misurabile. La misura di
valutazione della persona è la misura delle sue capacità. La nostra esperienza umana sente sufficiente questa definizione? L’esperienza umana dice che nessun uomo, al fondo, accetta di essere misurabile”.

 

Con Elvira Parravicini siamo condotti ad osservare il valore della vita nel momento del suo inizio. Lei è diventata neonatologa “per salvare la vita ai neonati in difficoltà”. Si adoperava nelle diagnosi prenatali per curare i piccoli feti, ove possibile, o per cure precoci alla loro nascita. Ma la mentalità iniziò a cambiare, le diagnosi prenatali non servivano più per aiutare nella cura bensì per eliminare i bambini in difficoltà. Così la neonatologa smise di andare alle riunioni tra colleghi dove si sentiva sempre più afflitta. Due anni dopo fu invitata a rientravi: “Questi
bambini soffrono, soffrirò con loro”, decise, e tornò. Presentavano quel giorno il caso di due mamme in attesa di bambini con gravi patologie. Le madri però non volevano abortire. L’equipe era nel panico. “Dissi: datele a me, facciamo comfort care. Non sapevo nemmeno quello che stavo dicendo”.

 

Sullo schermo appare una foto: una neonata minuscola che tiene in mano un dito della mamma che però è enorme, troppo grande per essere stretto, quindi la manina vi è posata delicatamente sopra. La bambina pesava appena 360 grammi, tornò a casa al raggiungimento dei tre chili di peso.


“La famiglia mi chiese se volevo essere la sua madrina di battesimo. Mi sentivo molto collegata al suo destino”. Rianimando un’altra piccola paziente, Simona, “ho capito che tutta la mia scienza non mi aiutava a farla stare in vita se non ci fosse stato un Altro. Essere medico significa usare tutto di sé in termini di professionalità per un Altro che decide le ore e i minuti”.

 

La comfort care non è stare fermi perché non c’è più niente da fare e limitarsi a consolare pazienti e genitori. “Non è vero che non c’è più niente da fare – sostiene – il neonato ha bisogno di essere accolto, tenuto caldo, non deve soffrire la sete e la fame, non deve sentire il dolore”.


Appare una foto: una mamma sorridente con in braccio una neonata e due bimbetti più grandi accanto, chiaramente i fratelli. Il più grande alza una mano in segno di esultanza, sorride trionfante; l’altro è completamente rapito dal nuovo arrivo. La cosa incredibile è che tutti sapevano che la piccolina sarebbe vissuta per poche ore. La ricercatrice racconta di una bimba che ha vissuto appena dodici ore. “Quando i genitori sono andati via ho detto: ‘Mi dispiace per la bambina’ e la mamma: ‘Non dica così. Noi siamo stati felici – ha usato la parola felici – insieme’”.
Al momento di spiegare ai genitori l’esito della diagnosi prenatale la Parravicini non dà opzioni come l’aborto, ma fa una proposta ragionevole, quella di un’assistenza terapeutica. “Chiedo: è un maschio, una femmina, avete deciso il nome? Così sentono che io lo aspetto e si scatena una competizione affettiva perché ci sono genitori che non concepiscono che ci sia qualcuno che ami il loro bambino più di loro stessi”.

 

Accadono casi sorprendenti, come quello di Alessandra: era nata di 800 grammi, un’infezione le aveva distrutto l’intestino.
I chirurghi avevano decretato: non c’è più niente da fare. Alessandra sorride dalle foto: il suo primo compleanno, lei che dà da mangiare alla propria bambola.

 

“Dico ai genitori: io seguo il tuo bambino, ci dirà lui dove andare. È bello che i genitori siano in pace e fieri che il loro bambino guidi i dottori. Percepisco l’abisso tra quello che vorrei fare e quello che posso fare. Il senso di impotenza va bene, perché lascia spazio al Mistero che interviene e chiarisce”. Le resta una domanda: perché questi bambini hanno una vita così breve e non possono godere di ciò che godiamo noi? “Non ho ancora trovato la risposta compiuta. Però un fatto mi ha chiarito molto. Una coppia di teenagers aspettava due gemelline siamesi. Erano unite al torace, inoperabili.
In sala parto c’era un’atmosfera bruttissima, gli ostetrici che si lamentavano, giudicando quel parto una pazzia, tutti con la macchina fotografica a riprendere il parto inusuale.

 

Nascono. Il padre mi chiede di tenerle in braccio. Vede che fanno dei sospiri e dice: ‘Il vostro papà è qua, non vi preoccupate’. Mi guardo intorno: la sala parto è completamente cambiata. Tutti piangono, si commuovono, vanno ad abbracciare questi genitori bambini, mettono via le macchine fotografiche. Chiedo al papà: ‘Vuole che le battezzi?’ Lui accetta, mi ringrazia, inizio da quella di destra, pronuncio il nome e il papà mi corregge: è l’altra! Erano gemelle siamesi identiche: lo sguardo di 1questo ragazzino è quello con cui Dio guarda ciascuno di noi, irripetibile. Il senso di ingiustizia c’è per la loro vita così breve, ma un Altro le ha volute: la loro breve comparsa in sala parto ha cambiato tutti”.

 

Per Elvira Parravicini la vita è data, e non saremo certo noi a deciderne la durata.

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Risposta a Tavecchia e Pirotta

Cortesi Consiglieri Tavecchia e Pirotta,

 

ho letto con attenzione la Vostra lettera. Vi ringrazio anche dell’invito che mi rivolgete ma credo che a malincuore dovrò rinunciare per due motivazioni: una concettuale e una pratica.

Quella concettuale è che ritengo una perdita di tempo dialogare con chi, nelle premesse, mi descrive come un despota antidemocratico quando la realtà dice esattamente l’opposto e tutti gli incontri pubblici fatti dal 2006 ad oggi sono lì a testimoniarlo.

Anche qui, come sempre, Vi rispondo con i fatti: ho due caselle mail a cui rispondo io (a differenza del passato dove nel XXI secolo il sindaco scriveva a mano le risposte che poi una segreteria gli ribatteva!), un profilo Facebook sul quale spesso cittadini che non hanno le mie idee avviano dei confronti a cui rispondo senza problemi, un blog che nell’anno sociale 2011-2012 ha collezionato 165.000 visite (media di 452 visite/giorno), ricevo i cittadini con costanza, ogni 6 mesi organizziamo incontri pubblici per “rendere conto” ai nostri cittadini di ciò che facciamo senza precludere a nessuno la possibilità di intervenire.

La seconda ragione è pratica. Mentre voi parlerete del passato, a settembre contiamo di aver già risolto tutti i problemi di cui volete parlare. So che la cosa vi potrà sorprendere, ma questa Amministrazione a differenza di altre che l’hanno preceduta preferisce rispondere con i fatti.

E’ il caso, per esempio, della Palestra dove tanto avete detto, scritto e dichiarato mentre noi nel silenzio e nell’operosità, grazie al contributo di tanti uboldesi, l’abbiamo fatta davvero. E’ il caso dell’ecologia e dell’ambiente dove mentre in passato tanto si diceva ma poco si faceva questa Amministrazione ha già risposto con 300 alberi piantati al Centro Sportivo, un’area completamente riqualificata al Lazzaretto e altri progetti di educazione ambientale avviati.

Verrebbe da dire che a voi piace parlare, a noi piace fare. Continuate pure; qui come dicono i nostri vecchi “gh’è da laurà”!

Inoltre, se mi permettete, credo che tra persone civili si possa dialogare con serenità e con tranquillità. Per questo motivo siete stati invitati, come tutti gli altri consiglieri, all’incontro del 17 luglio u.s. e di tutta risposta abbiamo ottenuto la Vostra presenza all’esterno distribuendo l’ennesimo volantino che ripeteva per l’ennesima volta le stesse cose. Eravamo tutti lì, avevate un invito, potevate accomodarVi e dire la vostra. Come hanno fatto tanti cittadini senza che nessuno gli togliesse la parola. Certo, quello che abbiamo proposto rientra nella dinamica del confronto, ma abbiamo già intuito in passato come alla Vostra scuola siate stati poco educati alla forma civile che si chiama dialogo. Voi preferite lo scontro, urlare, incazzarsi, non salutare la gente per strada, creare la “guerriglia” in città. Voi intendete così la politica. Per noi la politica, al contrario, è l’arte di costruire l’amicizia in città. Capirete, quindi, le differenze.

Tuttavia, come già detto appunto, non mi sorprendo: la storia ci ha insegnato chi siete.

Al primo Consiglio Comunale mentre il Sindaco vi chiamava “minoranza” voi avete preferito autodefinirvi “opposizione” (a chi poi?). Avete fatto degli esposti il Vostro sistema di fare politica. Le Vostre bacheche e i Vostri volantini trasudano di rancore verso le persone, non verso le idee. Qualche mese fa mentre parlavamo dello Svincolo in Consiglio Comunale avete preferito uscire e andarvene piuttosto che rimanere a confrontarvi. Nell’ultimo Consiglio Comunale avete definito il sottoscritto “omertoso”…ma non mi rammarico, d’altronde qualche minuto dopo avete detto che i cittadini per voi “valgono come il due di picche”. E adesso vorreste passare come i paladini del dialogo? Ma per cortesia, dai, un po’ di serietà!

Pertanto rinnovo il grazie per l’invito ma, come potete intuire, non parteciperò al Vostro incontro anche perché, da ultimo, lo spazio per il confronto è già garantito: si chiama Consiglio Comunale.

Quando il Vostro gruppo maturerà la convinzione che in democrazia esistono spazi per altre idee che non siano le Vostre e che le elezioni non sono il motivo principale della vita ci risentiremo.

La Vostra speranza è nella politica, la nostra no. La nostra è nel servire con passione e dedizione un paese che oggi a noi è affidato e che riconsegneremo ai nostri figli più bello, più vivibile e migliore. Perché noi passeremo, ma la nostra comunità no. Rendetevene conto. Coraggio!

Il Vostro Sindaco

Dott. Lorenzo Guzzetti

Sindaco di Uboldo

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La politica è l'arte di costruire l'amicizia in città

Credo che la frase del titolo sia forse la più appropriata per descrivere l’incontro di stasera,

un momento bello, di crescita per tutti e per questo motivo ringrazio di cuore tutti coloro che sono intervenuti.

Abbiamo voluto spiegare un attimo ai cittadini cosa è successo, ed è stata anche l’occasione per spiegare bene le divisioni dei ruoli all’interno del Comune, dove i dirigenti sono quelli che dicono alla Giunta cosa può o non può fare secondo la legge. E abbiamo quindi dimostrato, carte alla mano, come i nostri dirigenti hanno dato a noi parere favorevole per quella delibera di Giunta che compensava in opere fatte i debiti dell’Uboldese. Abbiamo anche specificato, e l’ho voluto fare per onestà intellettuale, che sicuramente un vizio di forma c’è, un errore da parte degli uffici è stato fatto, ma ho anche ribadito che la nostra Amministrazione domani mattina rifarebbe esattamente la stessa scelta: aiuterebbe un’associazione uboldese che ha fatto delle opere a beneficio di tutti e che ha dei debiti verso il Comune.

Abbiamo anche fatto rilevare, ma solo per i miei più accesi fan che questa settimana si sono preoccupati per me, che quando uno scrive invocando le dimissioni del Sindaco Guzzetti perchè “l’esposto era motivato solo dal rispetto delle regole” deve essere sicuro di averle sempre rispettate. Infatti abbiamo solo dato un accenno del Poliambulatorio per il quale la delibera n.55 del 14 marzo 2007 riguardante il contratto di concessione in uso del Poliambulatorio aveva invece parere tecnico sfavorevole del dirigente.

E perchè era sfavorevole? Perchè, come riportato nel parere “L’individuazione della Società a cui affidare in concessione la gestione del Poliambulatorio doveva avvenire mediante un bando pubblico per rispettare i principi della trasparenza, della non discriminazione, della parità di trattamento“. La cosa curiosa è che questa delibera è dell’Assessorato Servizi Sociali e l’allora assessore è proprio il Giovanni Tavecchia che ha fatto l’esposto a noi e che in Consiglio Comunale non perde occasione di darmi dell’ “omertoso” e altri simpatici complimenti.

Ma come? Il Sindaco Guzzetti non deve dare le dimissioni ”perchè per le opere pubbliche SI DEVONO FARE LE GARE?” Cosa avranno da dire quelli che scrivono “NON ci si improvvisa politici” o mi danno simpaticamente del “piccolo e insignificante burocrate?” Aspettano anche loro un luogo neutro, con un arbitro che venga da Marte per partecipare a un’assemblea pubblica? Ma se c’è una decenza, un barlume di onestà intellettuale e un minimo di coerenza chi dovrebbe dare le dimissioni?

Ma tralasciando questo aspetto abbiamo garantito che il Centro Sportivo rimarrà aperto, che i problemi cercheremo di risolverli grazie soprattutto all’apporto decisivo delle associazioni, coinvolgendole in una nuova modalità di gestione prevista da una Legge Regionale del 2006 ma che, probabilmente, essendo la Lombardia governata da Formigoni sarà sicuramente ciellina, lobbistica e altre solite vaccate che provengono dai banchi della minoranza.

Qua invece c’è da lavorare. E anche in questo caso io so che ce la faremo. Però chiedo a tutti un aiuto, una mano. Non facciamo diventare il nostro paese un piccolo Vietnam (con tutto il rispetto per il Vietnam). Per noi la politica si fa in altro modo. Si fa creando, lavorando, facendo le cose. E le mie e nostre migliori risposte sono in quello che è stato fatto: 10 milioni di euro di investimenti sul nostro territorio, una palestra, un parchetto, Palazzo Crivelli, 300 piante messe a dimora e ora le nuove sfide che si chiamano Varesina Bis, 1 milione di euro di project financing e…dare una sistemazione a tutte le associazioni!

Per noi politica è questo. Certo, umanamente e da Lorenzo verrebbe anche voglia di combinare un disastro ma io sono il Sindaco, il vostro Sindaco e deve prevalere il bene comune. Il Poliambulatorio è usato da tutti voi e offre un servizio di prim’ordine alla nostra cittadinanza. Io sono convinto che chi ha fatto quelle scelte anche non rispettando le regole in maniera evidente l’abbia fatto per l’interesse superiore (anche se farlo a 2 mesi dalle elezioni vorrei capirlo l’interesse superiore…che fossero le elezioni?). Ma noi non faremo nulla, come nemmeno in passato abbiamo fatto.

Cittadini, amici, uboldesi stiamo uniti. Solo uniti e insieme riusciremo a risolvere tutti i problemi. Se stiamo uniti le persone che hanno fatto questa cattiveria si isoleranno da sole. Rassegnandosi, ma non penso, che nella democrazia si possono perdere le elezioni. Ma se uno è uomo non perde la dignità, l’onestà e la voglia di sorridere o di stringere la mano all’avversario che è stato più bravo o più forte di te.

Perchè per noi “la politica è l’arte di costruire l’amicizia in città” e lo vogliamo dimostrare.
In questo devo dire che anche i Presidenti delle associazioni mi hanno dato una grande mano fin da venerdì quando ci siamo ritrovati insieme a ragionare su quali soluzioni prendere da adesso in poi.
Infine un’ultima riflessione la devo a un mio amico uboldese che mi ha insegnato che: “nella vita puoi pensare di far bene a buttare letame sul tuo avversario politico. Devi stare attento però che vicino a lui non ci sia un ventilatore, perchè prima o poi stanne sicuro che lo accende. Contro di te.”

Lorenzo

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Mi scrive PAOLO

Sono un giovane ragazzo di uboldo

che ha molto sentito discutere sulla questione della chiusura del centro sportivo, mi sorgono spontanei due interrogativi: 1- vi hanno già condannati al pagamento di un importo così elevato per il volere (al quanto discutibile) di alcuni consiglieri o aspettate ancora una sentenza? 2- ma la scelta di chiudere il centro sportivo è relativa a questa sentenza o è dettata dalle numerose carenze nei confronti delle attuali normative e dunque ad oggi si sono utilizzate impropriamente le strutture?
felice dell’avere come primo cittadino una persona così giovane che si impegna e crede nei suoi ideali, finisco citando una frase che ho letto e mi è molto piaciuta: ‘nulla è più sublime indice di grandezza personale che il perdono, la libertà afferra nell’amore anche chi ci odia, anche il nemico più accanito non può sottrarsi al mio amore, e quindi la mia libertà lo prende e lo domina molto più di quanto esso mi violenti e vinca’. Ti invito dunque a cercare il meglio nell’interesse della nostra comunità.

Paolo

Caro Paolo,

innanzitutto grazie del commento. Insieme al tuo ce ne sono molti altri, anche in privato, che ho molto gradito da parte di tanti ragazzi uboldesi. Grazie davvero.

Colgo l’occasione della tua lettera per chiarire questi punti rispondendo alle tue domande.

1) La Giunta Comunale, per ora, non è condannata a nulla. Per ora siamo chiamati a controdedurre. Cioè la Corte dei Conti ci dice: a noi risulta così, prima di avviare tutto il procedimento mi dite se le cose stanno veramente così o avete qualcosa da dire? Ecco, noi avremo sicuramente qualcosa da dire. So che nella logica imperante in una certa parte politica un “avviso di garanzia” o un “invito a dedurre” equivalgono a sentenze scritte (è anche il metodo di Repubblica…). Ma non è così. Anche perchè, come poi succede quasi sempre, questi casi si risolvono. Quindi noi cercheremo di far valere le nostre ragioni che partono da due fattori fondamentali: le opere sono lì da vedere e la Giunta Comunale ha votato tranquillamente la delibera perchè i responsabili tecnici del Comune (che sono quelli che dicono alla Giunta cosa si può o non si può fare in base alla legge) hanno dato parere favorevole. Quindi la serenità nostra è assoluta.

2) Sul Centro Sportivo nessuno parla di chiusura. E chiariamo una cosa: non esistono situazioni di pericolo o di carenze sul fronte della sicurezza. Semplicemente siamo in Italia, le regole cambiano continuamente e un’Amminsitrazione Comunale (come del resto credo in tutta Italia succeda così) per star dietro a tutte queste cose dovrebbe impazzire. Semplicemente in alcune strutture comunali ci sono delle carenze che si protraggono da anni a cui nessuno (vuoi anche la scarsità di risorse economiche) ha messo mano. Le priorità sono sempre state date ad altre cose. Ma è una cosa normale in un paese normale dove i responsabili tecnici del Comune (che non sono i politici nè il Sindaco) hanno sempre fatto prevalere il buonsenso all’osservanza rigida delle regole. Questo a Uboldo come penso nella gran parte dei Comuni d’Italia. Ora però la “strategia della tensione” messa in atto da qualcuno è chiara e ha portato i tecnici del Comune a dire che se per colpire il Sindaco politicamente devono essere di riflesso colpiti anche loro, da adesso in poi ci sarà un’osservanza più rigida di tutte le regole. E quindi da ciò discende tutto. D’altronde non è il Sindaco che firma le agibilità ma i tecnici. Purtroppo ho letto delle idiozie tipo che sarei un “burocrate”. Io? Un burocrate? E’ che a volte prima di scrivere o di dire certe cose bisognerebbe leggere e informarsi sulle cose, poi esprimere opinioni.

Comunque queste cose le spiegherò tutte bene martedì sera alle 21.00 al Centro Sportivo. Spero che tu ci sia.

Riguardo alla tua ultima frase, che trovo molto bella, ti assicuro una cosa: nessuna sete di vendetta, nessun rancore verso nessuno. Mi permetto solo di dire che questo stile di fare politica non mi piace. Poi ognuno è libero di fare ciò che vuole. Come io sono libero di dire che se hanno pensato di agire così, pazienza. Io e la mia Giunta non abbiamo sbagliato, non abbiamo rubato, non abbiamo danneggiato. Alla fine, come già accaduto nel 2007 e poi nel 2009, la non rassegnazione alla sconfitta e il non accettare che la maggioranza la pensi diversamente da te è già indice di un non accettare le prime regole della democrazia.

Io e la mia Amminsitrazione crediamo di aver lavorato in questi tre anni in un solo senso: quello di ricostruire un senso di comunità che Uboldo aveva smarrito. E credo che ce l’abbiamo fatta. Certo, c’è chi pensa che politica si fa stando nel palazzo, dettando le regole, vigilando sulle norme e basta e c’è chi invece, come noi, pensa che fare politica sia uno strumento per il raggiungimento del bene comune, stare in mezzo alla gente, lavorare per essa e con essa. Sono due modi di fare molto diversi. Modi che la gente riconosce, sceglie e infatti i risultati si sono visti alle elezioni.

Permettimi una riflessione però: tra due anni, per le elezioni, avremo miriadi di candidati sindaci o consiglieri che arriveranno a parlarci di Uboldo, a dirci che loro sono interessati al bene del paese, che loro conoscono i problemi. Basterebbe rispondergli: “Sì, scusa, ma tu dove sei stato in tutti questi anni?”

Il nostro motto nel 2009 era: “la poltrona non è la nostra politica”. Lo abbiamo dimostrato. E continueremo a farlo, come ieri, oggi e domani.

Lorenzo

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La Vostra PRESENZA

Non avrei mai pensato ieri pomeriggio di ricevere così tante attestazioni di stima, di solidarietà, di incoraggiamento da parte di tante persone.

Soprattutto vista la pietosa immagine dei “politici” data a livello nazionale e non. Invece tante, tantissime persone (alcune anche inaspettate onestamente) oggi mi hanno scritto, telefonato, spronato. Il refrain più gettonato lo riprendo da una frase scritta da Arnaldo: “Lore non mollare, continuate così. Chi ti conosce è con te. Io sono con te.” E voi pensate che mentre scrivo, ore 23.58 arrivano ancora messaggi in posta. Incredibile!

Devo dire che in questo modo si è fatto meno pesante un po’ l’aria e si respira un po’ di più. E per questo devo dei grazie a voi, ai tanti di voi che mi hanno voluto significare a me e ai miei collaboratori questa stima. Nonostante il mio carattere non facile e sicuramente spesso poco “politically correct” devo dire che Uboldo e gli uboldesi anche questa volta mi hanno regalato molto più di quello che io posso dare a loro.

Ripeto quello che ho detto ieri in Consiglio Comunale: davanti al documento della Corte dei Conti vi assicuro, da Lorenzo, che la prima cosa che ho pensato è stata: “ma alla fine, chi me lo fa fare?”. Ma quello scoramento è passato in un attimo grazie all’amicizia dei miei assessori e dei miei consiglieri comunali, grazie alla competenza e alla professionalità dei tecnici comunali che lavorano con noi e per tutta Uboldo, grazie ai miei amici che, come al solito, hanno subito fatto da scudo attorno con un po’ di ironia e il sano cinismo che ci contraddistingue. Ciccio poi dall’Emilia mi ha chiamato…Grazie anche ai presidenti delle associazioni che si sono fatti sentire e che hanno compreso perfettamente già tutto.

Ma soprattutto in queste ore lo scoramento è passato grazie a voi.

Grazie Uboldesi. Mi avete sorpreso ancora una volta. Sono un po’ emozionato e non ho parole aggiuntive. Come diceva sempre la persona che mi ha cresciuto e fatto diventar grande: “non perdere il sorriso e mantieni sempre il buonumore”. Beh, devo dire che nemmeno questa volta me l’hanno fatto perdere.

Per ora grazie! Vi posso solo promettere che io e tutta la mia squadra continueremo a servire il nostro paese con onestà e passione come abbiamo fatto fino ad oggi.

GRAZIE!

Lorenzo

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Ho da dire dei GRAZIE

Ho da dire dei grazie, oggi.

 

Non avrei mai pensato ieri pomeriggio di ricevere così tante attestazioni di stima, di solidarietà, di incoraggiamento da parte di tante persone. Soprattutto vista la pietosa immagine dei “politici” data a livello nazionale e non. Invece tante, tantissime persone (alcune anche inaspettate onestamente) oggi mi hanno scritto, telefonato, spronato. Il refrain più gettonato lo riprendo da una frase scritta da Arnaldo: “Lore non mollare, continuate così. Chi ti conosce è con te. Io sono con te.” E voi pensate che mentre scrivo, ore 23.58 arrivano ancora messaggi in posta. Incredibile!

Devo dire che in questo modo si è fatto meno pesante un po’ l’aria e si respira un po’ di più. E per questo devo dei grazie a voi, ai tanti di voi che mi hanno voluto significare a me e ai miei collaboratori questa stima. Nonostante il mio carattere non facile e sicuramente spesso poco “politically correct” devo dire che Uboldo e gli uboldesi anche questa volta mi hanno regalato molto più di quello che io posso dare a loro.

Ripeto quello che ho detto ieri in Consiglio Comunale: davanti al documento della Corte dei Conti vi assicuro, da Lorenzo, che la prima cosa che ho pensato è stata: “ma alla fine, chi me lo fa fare?”. Ma quello scoramento è passato in un attimo grazie all’amicizia dei miei assessori e dei miei consiglieri comunali, grazie alla competenza e alla professionalità dei tecnici comunali che lavorano con noi e per tutta Uboldo, grazie ai miei amici che, come al solito, hanno subito fatto da scudo attorno con un po’ di ironia e il sano cinismo che ci contraddistingue. Ciccio poi dall’Emilia mi ha chiamato…Grazie anche ai presidenti delle associazioni che si sono fatti sentire e che hanno compreso perfettamente già tutto.

Ma soprattutto in queste ore lo scoramento è passato grazie a voi.

Grazie Uboldesi. Mi avete sorpreso ancora una volta. Sono un po’ emozionato e non ho parole aggiuntive. Come diceva sempre la persona che mi ha cresciuto e fatto diventar grande: “non perdere il sorriso e mantieni sempre il buonumore”. Beh, devo dire che nemmeno questa volta me l’hanno fatto perdere.

Per ora grazie! Vi posso solo promettere che io e tutta la mia squadra continueremo a servire il nostro paese con onestà e passione come abbiamo fatto fino ad oggi.

GRAZIE!

Lorenzo

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GRAZIE AL CSU RISCHIAMO DI CHIUDERE IL CENTRO SPORTIVO

Per chi mi segue da anni ormai sa che nel mio blog non ho quasi mai nominato persone.

 Non per disinteresse, ma semplicemente perchè anche l’ironia o lo sfottò l’ho sempre destinato al gruppo politico, alle idee, non alla persona. E’ uno stile. Il mio. Il nostro di Uboldo al Centro, la scelta di non tappezzare il paese di “Tavecchia ha detto” o “Pirotta ha fatto”. In questo caso, purtroppo, devo derogare al mio regolamento.Il signor Giovanni Tavecchia e il signor Claudio Pirotta hanno fatto un esposto alla Corte dei Conti che porterà la Giunta a dover rispondere di una sanzione comminata a noi in solido (cioè PAGHIAMO DI TASCA NOSTRA) di 62.000 euro che dovremmo rifondere al Comune per un presunto danno erariale.

Di che si tratta? Ora ve lo spiego. L’Uboldese Calcio aveva una convenzione scaduta nel 2006 (quando Guzzetti non governava). La convenzione non è mai stata aggiornata dai fini amministratori del CSU (hanno avuto solo un anno per farlo…) fino all’avvento del Commissario che nell’anno e mezzo di governo ha firmato con l’Uboldese la convenzione.

Arrivati al governo nel giugno del 2009 l’Uboldese aveva un debito nei confronti del Comune di 32.000 euro riguardanti utenze e canoni. La stessa Uboldese però ha fatto proprio nel 2009 opere e lavori che son lì da vedere e a beneficio di tutta la comunità (ha rifatto i campi da calcio e altri lavoretti di manutenzione straordinaria) per poco meno di 31.000 euro.

Così, la Giunta con parere di regolarità tecnica favorevole dei responsabili ha deliberato di andare a compensazione, facendosi dare 1.800 euro che era la somma mancante.

Ma oltre il danno c’è anche la beffa! La delibera l’abbiamo fatta nell’ottobre del 2009 e noi eravamo in carica da giugno. Quindi era tutto pregresso.

E’ ovvio che questa cosa però ora genera delle conseguenze. Quante volte mi sono preso io la responsabilità o i tecnici comunali per fare in modo che le cose potessero essere fatte. La domanda è: ma ne vale la pena se poi ci sono queste cose?

Quindi ora vado nel pratico:

- Uboldese: a parte lo scherzetto un po’ caruccio, dovremo verificare se è possibile proseguire per la prossima stagione l’attività;

- Tennis e Skating: cari amici, vale anche per voi la stessa cosa a partire proprio da sabato e domenica che so avrete degli eventi. Sentiamoci per approfondire la questione. Stessa cosa dicasi anche per gli amici dell’Atletica Libertas;

- Cari Andre e Samu: la Festa della Birra e la Sagra della Patata, eventi completamente solidali a favore delle associazioni di solidarietà sociale uboldese, è da oggi in forse (Andre, ti sei salvato in tempo con “La Notte Gialla”);

- Caro Giulio e cara SOS: vi siete salvati al pelo…ma per il 2013…

- Cari amici del “Percorso Vita”: vale anche per voi la stessa cosa. Bisogna vedere che tutto sia in regola prima di poter continuare a utilizzare il “Percorso”. Vorreste mai che il duo di Uboldo Civica faccia un esposto…

- Cara Eco90: sapete ora cosa potete farne del vostro boschetto botanico?

- Cari ballerini del sabato sera: uso una frase del grande Michael Jackson: “This is it!”

E via discorrendo per tutti gli utenti del Centro Sportivo. Come per tutte le associazioni delle altre strutture comunali (Aula Polifunzionale, Palestre…) e per tutti coloro che organizzano qualsiasi cosa a Uboldo.

Sia chiaro, non lo faccio solo per me o per i responsabili del Comune. Non si prenda questa come una ripicca. Lo faccio per tutelare anche tutti i presidenti delle associazioni e i fruitori delle strutture comunali a cui non posso chiedere di rischiare del loro perchè ci sono in giro gli “sceriffi” di Uboldo che fanno esposti e fanno tirar fuori i soldi alle persone.

Rimane il fatto che sono amareggiato. Sono amareggiato come uomo perchè queste bassezze sono veramente sintomo di chi è frustrato dall’aver perso, da chi capisce che gli altri parlan poco e fanno tanto, da chi rema contro il paese e i suoi cittadini. Se abbiamo sbagliato pagheremo, ma rimane questo un gesto morale che reputo proprio si qualifichi da solo. Uso il termine che ho usato questa sera in Consiglio Comunale: è una VERGOGNA!

Non mi stupisco però: stasera in Consiglio Comunale proprio uno di questi due signori (Tavecchia) ha detto che “300 osservazioni al PGT valgono come il due di picche”. Sì cari lettori, voi cittadini per Uboldo Civica “valete come il due di picche” quando fate qualcosa che non va secondo i canoni della loro purezza, quando osate contraddirli, quando qualcuno dice che questo PGT fa schifo perchè non ha generato nulla se non il fatto di essere lo zimbello di tutta la Provincia di Varese.

Vi aspetto tutti al Centro Sportivo martedì prossimo 17 luglio alle 21.00 per un’assemblea pubblica in cui spiegheremo tutte queste questioni. Invito a partecipare in particolar modo i presidenti e gli iscritti delle associazioni uboldesi non solo del Centro Sportivo, ma di tutte le strutture comunali.

Questi, cari amici, sono i signori Tavecchia e Pirotta. Questo è lo stile e il modo di far politica di Uboldo Civica.

A loro va il mio grazie come sindaco e quindi rappresentante di tutto il popolo uboldese, per il grande lavoro svolto per distruggere una comunità.

Lorenzo

Per chi mi segue da anni ormai sa che nel mio blog non ho quasi mai nominato persone. Non per disinteresse, ma semplicemente perchè anche l’ironia o lo sfottò l’ho sempre destinato al gruppo politico, alle idee, non alla persona. E’ uno stile. Il mio. Il nostro di Uboldo al Centro, la scelta di non tappezzare il paese di “Tavecchia ha detto” o “Pirotta ha fatto”. In questo caso, purtroppo, devo derogare al mio regolamento.Il signor Giovanni Tavecchia e il signor Claudio Pirotta hanno fatto un esposto alla Corte dei Conti che porterà la Giunta a dover rispondere di una sanzione comminata a noi in solido (cioè PAGHIAMO DI TASCA NOSTRA) di 62.000 euro che dovremmo rifondere al Comune per un presunto danno erariale.

Di che si tratta? Ora ve lo spiego. L’Uboldese Calcio aveva una convenzione scaduta nel 2006 (quando Guzzetti non governava). La convenzione non è mai stata aggiornata dai fini amministratori del CSU (hanno avuto solo un anno per farlo…) fino all’avvento del Commissario che nell’anno e mezzo di governo ha firmato con l’Uboldese la convenzione.

Arrivati al governo nel giugno del 2009 l’Uboldese aveva un debito nei confronti del Comune di 32.000 euro riguardanti utenze e canoni. La stessa Uboldese però ha fatto proprio nel 2009 opere e lavori che son lì da vedere e a beneficio di tutta la comunità (ha rifatto i campi da calcio e altri lavoretti di manutenzione straordinaria) per poco meno di 31.000 euro.

Così, la Giunta con parere di regolarità tecnica favorevole dei responsabili ha deliberato di andare a compensazione, facendosi dare 1.800 euro che era la somma mancante.

Ma oltre il danno c’è anche la beffa! La delibera l’abbiamo fatta nell’ottobre del 2009 e noi eravamo in carica da giugno. Quindi era tutto pregresso.

E’ ovvio che questa cosa però ora genera delle conseguenze. Quante volte mi sono preso io la responsabilità o i tecnici comunali per fare in modo che le cose potessero essere fatte. La domanda è: ma ne vale la pena se poi ci sono queste cose?

Quindi ora vado nel pratico:

- Uboldese: a parte lo scherzetto un po’ caruccio, dovremo verificare se è possibile proseguire per la prossima stagione l’attività;

- Tennis e Skating: cari amici, vale anche per voi la stessa cosa a partire proprio da sabato e domenica che so avrete degli eventi. Sentiamoci per approfondire la questione. Stessa cosa dicasi anche per gli amici dell’Atletica Libertas;

- Cari Andre e Samu: la Festa della Birra e la Sagra della Patata, eventi completamente solidali a favore delle associazioni di solidarietà sociale uboldese, è da oggi in forse (Andre, ti sei salvato in tempo con “La Notte Gialla”);

- Caro Giulio e cara SOS: vi siete salvati al pelo…ma per il 2013…

- Cari amici del “Percorso Vita”: vale anche per voi la stessa cosa. Bisogna vedere che tutto sia in regola prima di poter continuare a utilizzare il “Percorso”. Vorreste mai che il duo di Uboldo Civica faccia un esposto…

- Cara Eco90: sapete ora cosa potete farne del vostro boschetto botanico?

- Cari ballerini del sabato sera: uso una frase del grande Michael Jackson: “This is it!”

E via discorrendo per tutti gli utenti del Centro Sportivo. Come per tutte le associazioni delle altre strutture comunali (Aula Polifunzionale, Palestre…) e per tutti coloro che organizzano qualsiasi cosa a Uboldo.

Sia chiaro, non lo faccio solo per me o per i responsabili del Comune. Non si prenda questa come una ripicca. Lo faccio per tutelare anche tutti i presidenti delle associazioni e i fruitori delle strutture comunali a cui non posso chiedere di rischiare del loro perchè ci sono in giro gli “sceriffi” di Uboldo che fanno esposti e fanno tirar fuori i soldi alle persone.

Rimane il fatto che sono amareggiato. Sono amareggiato come uomo perchè queste bassezze sono veramente sintomo di chi è frustrato dall’aver perso, da chi capisce che gli altri parlan poco e fanno tanto, da chi rema contro il paese e i suoi cittadini. Se abbiamo sbagliato pagheremo, ma rimane questo un gesto morale che reputo proprio si qualifichi da solo. Uso il termine che ho usato questa sera in Consiglio Comunale: è una VERGOGNA!

Non mi stupisco però: stasera in Consiglio Comunale proprio uno di questi due signori (Tavecchia) ha detto che “300 osservazioni al PGT valgono come il due di picche”. Sì cari lettori, voi cittadini per Uboldo Civica “valete come il due di picche” quando fate qualcosa che non va secondo i canoni della loro purezza, quando osate contraddirli, quando qualcuno dice che questo PGT fa schifo perchè non ha generato nulla se non il fatto di essere lo zimbello di tutta la Provincia di Varese.

Vi aspetto tutti al Centro Sportivo martedì prossimo 17 luglio alle 21.00 per un’assemblea pubblica in cui spiegheremo tutte queste questioni. Invito a partecipare in particolar modo i presidenti e gli iscritti delle associazioni uboldesi non solo del Centro Sportivo, ma di tutte le strutture comunali.

Questi, cari amici, sono i signori Tavecchia e Pirotta. Questo è lo stile e il modo di far politica di Uboldo Civica.

A loro va il mio grazie come sindaco e quindi rappresentante di tutto il popolo uboldese, per il grande lavoro svolto per distruggere una comunità.

Lorenzo

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1 milione di investimento per il camposanto

Sabato mattina un buon numero di cittadini ha preso parte all’assemblea pubblica legata al cimitero comunale, al com’è e come sarà nel prossimo futuro.

E’ stato un momento importante perchè abbiamo potuto chiarire che le tante chiacchiere da bar e le tante idiozie costruite ad arte per fare polemica e creare confusione (vedi indennità, svincolo, Pedemontana ecc. ecc. ecc.) non hanno alcun fondamento.

In sostanza poco o nulla è cambiato con il nuovo regolamento rispetto a prima. La verità di fondo è che questa amministrazione si è ritrovata con un grosso problema trascinato per anni e, come sempre, lo ha dovuto risolvere. Risolvere questo problema ha generato la necessità di adeguarsi alle norme subentrate nel corso del tempo che non risalgono propriamente all’altro ieri: il DPR n.285 solo del 1990 (vi ricordate le “Notti Magiche” di Gianna Nannini?), una legge regionale del 2003 e un regolamento regionale del 2004. Non proprio due giorni fa. Inoltre abbiamo ereditato una situazione particolarmente grave sotto il punto di vista dei contratti e di tutta la logistica del cimitero: basti pensare che fino a 3 mesi fa il nostro Comune non sapeva quante e quali persone riposavano al camposanto.

Così il cambiamento più evidente oggi è quello dell’introduzione del vestibolo, obbligata dall’art.16 comma 4 del Regolamento Regionale, che renderà dal febbraio 2025 tutte le vecchie tombe non dotate del vestibolo inutilizzabili. Questo sempre per gli effetti del Regolamento Regionale del 2004 a cui tutti i Comuni dovranno adeguarsi.

Un’altra spiegazione l’abbiamo data circa l’ampliamento del cimitero che ad oggi è preferibile evitare per due ragioni: l’area in cui era previsto l’ampliamento è stata destinata all’acquedotto dai nostri predecessori e quindi l’ha resa inutilizzabile. Ampliare il cimitero nella Piazza degli Alpini significherebbe andare a distruggere un’opera del 2002, costata ai nostri cittadini 1 miliardo e 600 milioni e per la quale è attivo un mutuo che andrà fino al 2025. Insomma, una bazzecola.

La vera innovazione è nel futuro. A breve, dopo il passaggio in Consiglio Comunale, avvieremo il Project Financing sul cimitero che prevede un investimento da parte di chi vincerà il bando di più di 1 milione di euro di opere da realizzare nel 2013. Il project durerà 15 anni e vedrà messi a gara anche tutte le tariffe appena approvate dal nostro Consiglio Comunale che saranno quindi riviste al ribasso facendo così trarre beneficio ai nostri cittadini. In attesa di definire gli ultimi dettagli saranno previsti i seguenti interventi:

- rifacimento coperture e manutenzione straordinaria dell’ingresso in Via per Origgio, della Cappella Centrale, della Camera Mortuaria, del locale custode e dei bagni (che come ho definito sabato oggi sono dei “cessi”), scale monumeto dei caduti (in stato attuale di fatiscenza) e pavimentazione di parte dei vialetti.

- 330 loculi e 120 ossari (costo stimato: 600.000 €).

- 184 posti di tombe a terra con vestibolo comune

Ai nostri cittadini riserviamo inoltre una possibilità per ottenere tutte le informazioni specifiche o per analizzare il proprio stato di fatto con le concessioni potete prendere appuntamento presso l’Ufficio Segreteria telefonando allo 02/96992210 oppure scrivendo a segreteria@comune.uboldo.va.it

Quindi questa Amministrazione in 3 anni genera 11 milioni di euro di investimenti sul nostro territorio. Che, al cambio della lira, sono 22 miliardi di lire. Noi facciamo i fatti. Il resto lo lasciamo agli altri.

Lorenzo

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Ancora, ahinoi, sul cimitero

Devo tornare forzatamente su un argomento non sicuramente simpatico

 il cimitero, utilizzando la risposta a una lettera che una cittadina mi ha scritto nei giorni scorsi.

Intuisco, da ciò che mi ha scritto la cittadina in questione, che qualcuno (a destra e a sinistra) sta facendo speculazione politica. In realtà c’è pochissimo di cambiato rispetto al passato se non che ora abbiamo allineato la normativa comunale alle disposizioni regionali in materia (allineamento che doveva essere fatto nel 2001 e nel 2005) e se non che ora i regolamenti non sono solo carta straccia ma almeno vengono letti. Per facilitare la lettura ho scorporato e riassunto la lettera della cittadina inserendo le mie risposte che come al solito possono non essere simpatiche ma sono realiste e concrete.

Capisco però che è ora di rispondere e, con molta probabilità, di fare un po’ di chiarezza anche in tutte le famiglie. A breve farò personalmente una comunicazione.

Lorenzo

DOMANDE E RISPOSTE SUL CIMITERO

PREMESSA: le nuove direttive sono state approvate “in sordina”

Il Consiglio Comunale è pubblico ed è un diritto e dovere dei cittadini frequentarlo e informarsi. Non esistono decisioni prese “in sordina” e, tanto meno, decisioni prese senza le opportune riflessioni.

Le do solo qualche dato indicativo. Il nostro cimitero era da 20 anni completamente abbandonato a se stesso e la situazione di campi disponibili era allarmante, ma soprattutto anche a livello di organizzazione era completamente inadeguato. Le basti sapere che quello che abbiamo applicato noi è previsto dalla Legge Regionale (che è superiore a quella Comunale) dal 2001 per il Piano Regolatore Cimiteriale e dal 2005 per quanto concerne le tombe con vestibolo che hanno reso “fuori norma” le tombe attuali. Quindi, quello che abbiamo fatto noi, non è null’altro che allinearci a normative già in vigore da diversi anni su tutto il territorio lombardo e in parecchi comuni a noi limitrofi. Quindi, Le parlo da Sindaco, mi stupisce innanzitutto che chi ci ha preceduto non abbia conformato i regolamenti alle leggi in vigore.

Inoltre Le segnalo che l’assessore Chieregato ha coinvolto tutte le forze politiche che erano perfettamente a conoscenza di quanto si andava ad approvare e che, in sede di lavori preliminari, non hanno mai fatto rilevare nulla o quasi.

PUNTO 1: CONCESSIONI “50 ANNI”

Riguardo alla concessione per “50 anni”, cara Signora, è sempre stato così perché la concessione è unica non è “ad personam”.

Esemplifico, permettendomi questa libertà dato che ci conosciamo da anni e personalmente.

A prescindere dal giorno in cui verrà a mancare un mio stretto famigliare, la concessione del giardinetto dove riposa la mia cara mamma scadrà nel 2049. Anzi, così le rispondo in parte già al punto successivo, la mia situazione è peggio della Sua dato che se avremo un lutto dopo il 2024 (data prevista sempre dalla normativa regionale) e se non subentreranno proroghe da parte dell’Ente Superiore quel giardinetto da 3 posti rimarrà inutilizzabile fino al 19 maggio 2049 data in cui, comunque e forzatamente, dovremo liberarlo.

A differenza della Sua famiglia che, in forza della deroga introdotta da questa Amministrazione il 20-12-2011, potrà farlo fino alla scadenza dei “50 anni”, ovvero nel Vostro caso nel 2061.

PUNTO 2: ESCLUSIONE DEL RINNOVO PER I CAMPI 27-28-29

Trova conforto nel punto 1). Mi permetto di aggiungere che la deroga fatta ai campi 27 -28 – 29 è stata effettuata proprio perché chi ci ha preceduto non ha recepito e applicato la normativa regionale. Così, per non sfavorire i nostri cittadini, abbiamo pensato a questa deroga che va totalmente in favore delle famiglie che hanno un caro estinto in questi campi.

PUNTO 3: ALLA SCADENZA DELLA CONCESSIONE ESUMAZIONE E RICOLLOCAZIONE SONO A CARICO DEI PARENTI

Riguardo alle spese di esumazione, cara Signora, è sempre stato così.

Mi permetto di farLe un appunto: proprio per la mancanza di programmazione e per la palese sufficienza con la quale si è trattato l’argomento cimitero oggi Lei può scrivere a me “Dove li metteremo?”. Infatti, stiamo lavorando per quello. Noi. Questa Amministrazione.

PUNTO 4: QUESTA AMMINISTRAZIONE “FA CASSA SULLA PELLE E SUL DOLORE DEI SUOI CONCITTADINI”

Questa Sua affermazione mi sembra un po’ dura. Nessuno specula sul dolore delle famiglie. E ci mancherebbe. E sarebbe anche ingeneroso e ingiusto, soprattutto per chi mi conosce personalmente, pensare che sia così. Agli amministratori corre l’obbligo di amministrare ma anche di fare delle scelte che non condizionino in futuro la nostra comunità. L’aver sempre demandato al futuro le scelte necessarie sul cimitero ci hanno portato a questa situazione.

Voglio però esemplificare anche in questo caso.

3.000 euro per una concessione (che Signora, ribadisco, è una CONCESSIONE non un acquisto!) di cinquant’anni sono 60 euro all’anno che diventano 5 euro al mese. 5 euro al mese che sono utilizzate per la gestione e manutenzione del cimitero.

Mi dica Lei se ha il coraggio di chiamarla ancora speculazione!!!

PUNTO 5: COSA PORTERA’ LA PRIVATIZZAZIONE?

Non so chi Le abbia suggerito il termine “privatizzazione” anche perché di ciò proprio non si tratta. Il “Project Financing” sul cimitero è uno strumento già in uso da parte di molte amministrazioni comunali italiane che in questo modo hanno evitato quello che è accaduto proprio nel nostro Comune: contratti disordinati o persi, organizzazione nulla, pianificazione assente. Il Project Financing ridarà anche una dignità al Camposanto e cercherà di offrire delle soluzioni per fare in modo che certe situazioni spiacevoli non debbano più ripetersi in futuro.

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"Hai fatto veramente chiarezza..."

…è stata questa la frase più gettonata giovedì sera al termine del Consiglio Comunale in cui abbiamo parlato di Svincolo facendo parlare solo i documenti e gli atti.

Nessuna opinione, solo le carte hanno testimoniato quello che è successo dal 2005 al febbraio 2009 quando la partita dello Svincolo è stata chiusa definitivamente con il Decreto del Presidente della Repubblica che sanciva il perfezionamento dell’Intesa Stato-Regione per la realizzazione dell’opera.

Come ho detto giovedì sera, al termine dell’interrogazione, personalmente non ho più nulla da dire e non tornerò più sull’argomento. Mi sembra che sia stata fatta chiarezza e le molte persone che sono venute al Consiglio Comunale hanno testimoniato un interesse riguardante questa tematica ma hanno anche avuto tutte le risposte necessarie. Inoltre, non c’è nessuna sede più idonea del Consiglio Comunale per discutere di queste cose: ma non mi stupisco che il senso istituzionale manchi a qualcuno.

Mi dispiace che una forza politica abbia voluto assentarsi dall’aula, forse perchè dava fastidio essere presenti al momento in cui venivano rese chiare le scelte scellerate fatte nel biennio 2005-2007 e forse perchè è effettivamente frustrante essere smentiti davanti a tutti.

Stiamo studiando un modo per far sì che anche chi non c’era possa vedersi con calma la presentazione che è stata fatta per l’occasione. State collegati!

Lorenzo

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"E' tutta fuffa.."/1

Inauguro una nuova rubrica che prende il titolo da una cara espressione del nostro popolo: “E’ tutta fuffa…” per dire quando una cosa non è vera, è eccessiva… insomma, è aria fritta!

Ed è quello che ho pensato leggendo l’ultimo messaggio riguardante il cimitero a firma della Corazzata Potemkin dopo l’opera di ”rivergination” con cambio di nome, colore e simbolo.

Dimenticano, i tapini, che il nostro cimitero è l’ennesima dimostrazione di cattiva (se non pessima) amministrazione del nostro paese in anni recenti: contratti mai firmati, opere che venivano pagate meno dell’effettivo costo di costruzione, non un piano di rientro costi per la manutenzione, nulla di nulla. Dal loro pulpito pieno di “bla bla bla” dimenticano i “sacerdoti del diritto e della legalità” che per 5 anni, forse perchè troppo presi dal redigere il loro personalissimo monumento all’inefficienza (il PGT) o a sognare palestre che mai avrebbero realizzato (spendendo nel frattempo migliaia di euro dei cittadini nel minigolf), non hanno redatto un Piano Regolatore Cimiteriale (previsto dal 2001!!!), un Regolamento di Polizia Mortuaria nuovo con gli standard richiesti da Regione Lombardia nel 2005-2006. Forse, come per lo svincolo, anche in quel caso si è preferito non piegarsi ai temutissimi ”poteri forti”. Che forse vedono solo loro. Di notte. Mentre dormono.

Questo è quello che ci siamo un po’ trovati sotto gli occhi noi. Ringrazio l’assessore Chieregato per l’impegno che sta profondendo in questa opera di sistemazione di tutta la questione cimitero, insieme al suo staff tecnico dell’ufficio lavori pubblici. Certo, non è un’opera visibile, non è il minigolf buttato lì o un ulivo piantato in mezzo al nulla, ma è qualcosa di veramente utile per tutta la comunità. E non è nemmeno “popolare”, anzi! Al contrario è molto impopolare, ma la responsabilità dell’amministrare prevede anche questo: scegliere, decidere, lavorare, perchè solo così si fanno le cose. La dialettica e l’opportunismo politico la lasciamo ai nostri Tafazzi. Noi, lavoriamo!

La possibilità di project financing, già collaudata con successo in altri comuni, è una possibilità che la nostra Amministrazione sta prendendo in considerazione. Migliorare l’efficienza del servizio, dare una dignità al nostro cimitero che sicuramente è in stato di abbandono da anni. Per non dire almeno da due decenni. Fare in modo che i cittadini che pagano un servizio effettivamente lo abbiano un servizio! Basterebbe applicarsi un po’ e imparare. Studino, si documentino, si preparino. Poi parlino. Ci vorrebbe Sgarbi qualche volta in Consiglio Comunale, lui sì che forse saprebbe trovare le parole giuste…

Il resto è “fuffa”, parole in libertà, demagogia populista, guerriglia sociale basata sull’avvelenare il clima con la gente attraverso bugie sopra bugie. Un “giochino” ormai rotto. Ce l’hanno propinato in dieci anni con l’Aries (e alla fine chi ha centinaia di camion al giorno siamo noi…hanno perso), con lo svincolo (e hanno perso), con la palestra (e hanno perso), ci hanno provato con l’area ex-Barzago (e hanno perso), ci proveranno nei prossimi mesi con Pedemontana (e falliranno) e ora, nel frattempo, ci provano con il cimitero.

Questa Amministrazione risponde con i fatti, con le palestre, con il lavoro in Palazzo Crivelli che sta per essere concluso, con i parchi, con la piantumazione di alberi, con una vera politica ambientale non basata sull’ideologia ma sui fatti, con una politica sociale vera, con un PGT che verrà alla luce, con l’aver ottenuto da Regione Lombardia e Autostrade più di quello che si poteva riguardo lo svincolo. Fatti veri, concreti, reali.

Il resto “è tutta fuffa!”

Lorenzo

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